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Green | 29 novembre 2022, 10:28

"La saga delle occasioni perdute". La Lipu di Tigliole sulle prove speciali del Rally del Monferrato

Le due prove attraverseranno il Sic di Valmanera. "Era veramente così difficoltoso variare il tracciato senza interessare il sito?"

"La saga delle occasioni perdute". La Lipu di Tigliole sulle prove speciali del Rally del Monferrato

Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni di Angelo Rossi della LIPU di Tigliole sul passaggio in area protetta del Rally del Monferrato.

L’ autorizzazione ottenuta dagli organizzatori per lo svolgimento di due prove speciali del Rally del Monferrato all’interno del Sito di Interesse Comunitario di Valmanera (Asti) evidenzia, a mio avviso, una vera e propria “Saga delle Occasioni Perdute”, in tema di sensibilità ambientale.

Si parte con la politica ed in particolare dagli amministratori locali, che hanno perso l’occasione di dimostrare coraggio (lungimiranza?) nel non difendere la dignità di un’area protetta riconosciuta a livello europeo, delegando il proprio ruolo di gestione politica complessiva del territorio, intrinsecamente vocato ad un turismo verde, diffuso e non invasivo, alle “norme legislative”.

Poi si passa all’ Ente di Gestione del Parco Paleontologico, cui spettava di esprimersi tecnicamente sui possibili effetti ambientali provocati dall’evento, il quale autorizza la gara, accompagnando il relativo atto amministrativo con una serie di prescrizioni: da citare quella che recita “dovranno essere adottati comportamenti consoni al contesto ambientale”, rimandando ad un “Bon Ton Ambientale”, che sarebbe stato forse più convincente se accompagnato con una robusta fidejussione assicurativa, a garanzia della copertura delle spese necessarie a rimediare ad eventuali evidenti danni ambientali.

E poi, sappiamo che l’Ente Parco sta lavorando alla predisposizione del dossier per la candidatura UNESCO: siamo certi che queste situazioni – unitamente ad altre, a cui non si dà importanza - siano utili alla causa?

Infine gli organizzatori del Rally, che si giustificano affermando la non conoscenza della presenza del SIC e delle relative norme di tutela; ma sbaglio, o questo passaggio rallistico era già stato preventivato un paio di anni fa circa – chiedere conferma ai residenti - quando la gara non fu poi formalizzata? Con la donazione di alberi ai Comuni interessanti, si compie infine la classica operazione di greenwashing, pensando così di fare pari e patta con la propria coscienza (in primis) e con la natura poi...

Ma era veramente così difficoltoso variare il tracciato senza interessare il SIC?  

Angelo Rossi - Lipu Asti

Al direttore

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