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Storie di Orgoglio Astigiano | 14 gennaio 2023, 12:00

Storie di Orgoglio Astigiano. Chiara, fotografa in Australia: "Nella mia lista dei luoghi del cuore piazza Cattedrale al primo posto. Sogno di tornare ad Asti, nulla è come casa"

Chiara Gavuzzi, 28 anni, ha cambiato quattordici case, tre paesi e due continenti. Ora vive a Sydney, di fotografia. "Mi sento astigiana, mi manca il vino e la cultura che ci scorre nel sangue ma... ora ho in mente la Nuova Zelanda"

Le mille vite di Chiara

Le mille vite di Chiara

Per accompagnarti nella lettura di questa intervista ti consiglio la canzone Caribbean Blue, di Enya, contenuta nella playlist "Orgoglio Astigiano" su Spotify

Di Chiara, Chiara Gavuzzi, me ne parla un'amica. L'avete conosciuta, Giulia Soriani. Mi parla di una ragazza giovane "come noi", che ha girato mezzo mondo in cerca di se stessa e che ora vive in Australia. Mi dice che ama Asti, che la porta nel cuore in ogni suo passo.

Le scrivo immediatamente, convinta di sentirla con calma nei giorni successivi. Mi dice che sta per partire in vacanza in Australia, a bordo di un van, che andrà in posti da sogno in cui la natura governa un piccolo grande microcosmo. Decidiamo di sentirci su Zoom, in videochat, l'indomani mattina, alle mie otto del mattino, alle sue 18. Dieci ore di fuso orario sono pazzesche. Sono emozionata.

Che dire? Io più niente, lascio spazio a lei e alla sua storia magnifica, che mi ha conquistata dopo i primi due minuti.

Chiara, parlaci di te e della tua anima astigiana

Sono nata a Portacomaro nel 1994. Ho fatto l'Artistico con Giulia e, quando ho finito, a 18 anni sono andata a studiare all'Accademia delle Belle Arti a Cuneo. È un po' di anni che manco da casa, almeno dieci. Mi sono trasferita a Cuneo, ho studiato 3 anni lì, ho studiato media, fotografia, marketing e ho fatto un anno in Inghilterra. Lì ho iniziato a fare la fotografa, in club, discoteche, facevo orari folli, stavo in posti stranissimi. E ho iniziato a imparare la lingua collaborando con fotografi. Poi sono tornata in italia e mi sono iscritta alla Laba, la scuola di fotografia, specializzandomi in fotografia di interni e architettura. Era un percorso volto all'ambito commerciale. 

Cosa succede dopo la laurea?

Finiti i tre anni, una settimana dopo la laurea sono partita per l'Australia. L'Australia perchè ho un fratello più grande che vive qui, da ormai 10 anni. Mi ha sempre parlato di un posto incredibile, con un mare di opportunità. Sono atterrata qui nel dicembre 2019.

Ok ma, uno spirito libero come te... con che intenzioni è atterrato in Australia?

La mia intenzione iniziale era stare in Australia un anno, non stabilmente. Anche perchè sono partita con una piccola valigia, non volevo restare tanto, ma è arrivato il Covid e mi sono trovata costretta - in senso positivo - a rimanere qui. In Australia la situazione Covid non è mai stata un fatto grave come in Italia.

Immagino sia stato complesso trovare lavoro in una terra nuova e così lontana dall'Europa

Sì, soprattutto il primo anno. Avevo trovato un lavoretto in un ristorante e ci ho lavorato un anno, facevo take away, ho iniziato cosi a capire l'Australia e gli australiani. Ora sono fotografa 100% full time, ma ci ho messo quasi due anni per arrivare a questo punto. Ho ottenuto la residenza permanente adesso, un grande traguardo, a novembre 2022, ma prima avevo visti che a livello lavorativo non mi aiutavano di certo. Sono testarda, volevo fare questo lavoro, a furia di mandare mail e messaggi, mi ha risposto un ragazzo, che è il mio capo attuale. Ci siamo incontrati per una birra (devi sapere che qui non ci si incontra per un caffè): mi ha dato fiducia.

Trovi ci siano differenze a livello di approccio al mondo del lavoro?

All'australiano, di norma, non interessa molto che tu sappia parlare la lingua, ma che tu sappia fare bene il tuo lavoro. Noi italiani siamo visti benissimo nel mondo: c'è l'idea dell'italiano che fa le cose per bene, che si nutre di cultura. Da quel momento ho iniziato a collaborare con lui e da lì ho trovato altri lavori, fino ad aprire il mio personal business. Sono una fotografa freelance, ho tante collaborazioni, tutte indirizzate all'architettura e all'interior design. 

Esattamente dove vivi oggi e qual è il tuo legame con l'Astigiano?

Convivo con due ragazze, condividiamo una casa a Sydney. L'Astigiano mi manca tantissimo. Ho un grande legame con la mia terra, mi sento profondamente astigiana. Voglio tornarci, è il mio obiettivo. Mi manca il vino, la cultura che ci scorre nel sangue, l'arte, la gastronomia, le persone.

La tua lista dei luoghi del cuore?

Piazza Cattedrale al primo posto, ci ho passato l'adolescenza. E poi Montemagno, dove ho vissuto un paio di anni con mia mamma. 

E il cibo?

La bagna cauda mi manca tantissimo, così come il bunet, oltre al fritto misto piemontese e i plin burro e salvia. Qui non c'è una vera e propria cucina australiana: è una cucina internazionale, qualunque cosa è buona perchè c'è tanta multiculturalità, dal turco all'africano... a Sydney c'è tutto. In Australia si mangia praticamente solo take away: il barbecue è la cosa più famosa, pochi cucinano a casa. 

Stare a sentire Chiara è meraviglioso. Gliel'ho detto. Le sue parole mi permettono di viaggiare con la mente e di vedere, quasi di toccare, tutto ciò che ha visto. Dentro di me penso che Chiara sia una ragazza molto coraggiosa: penso che sia lo spirito libero che ho sempre desiderato essere. Ciò che le mie maledette paure mi hanno sempre vietato di diventare.

Relax... take it easy!

Chiara, cosa ti ha dato l'Australia che l'Italia non è riuscita a darti?

Devo dire la verità: mi sono laureata e sono partita. In Italia non ho sperimentato tantissimo il mondo della fotografia, ma so di tanti colleghi in difficoltà. In Australia ho trovato grandi opportunità, che per i giovani, qui, sembrano non finire mai. Qui i capi ti fanno sempre sperimentare. Qui si lavora molto rilassati: non sono mai stressata, in tre anni non ho mai avuto una discussione o un problema sul lavoro. E se ci sono problemi, ti dicono "Take it easy". In più, qui in Australia il mio mestiere è particolarmente rispettato: è un lavoro considerato di alto livello, anche dal punto di vista economico.

Quante ore lavora, in media, un australiano?

Prima qui viene la vita e poi il lavoro. Ho tantissimo tempo libero grazie alla mia professione, ma in generale la filosofia è quella. L'australiano lavora dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 15, in media. 

Nei tuoi programmi c'è quello di tornare a vivere in Italia?

Spero di tornare, sì, e di fare il mio lavoro: voglio fare tanta esperienza per portare a casa mia un punto di vista diverso o un mestiere nuovo. Ora come ora se penso di tornare in Italia non saprei cosa fare: sarei preoccupata. Nessun posto è come casa per me, ma sono giovane e quindi girerò ancora: vorrei andare anche in Nuova Zelanda.

Cosa consiglieresti ai giovani come noi?

Non bisogna mai avere paura di nulla. E sappi che se vuoi venire in Australia, magari il primo anno sarà un incubo, ma appena arrivi qui trovi lavoro e pian piano ti ricostruisci una vita partendo da zero. Basta solo buttarsi e poi... la vita si srotola davanti a te.

Come un tappeto rosso

Come un tappeto rosso. Ognuno di noi vorrebbe vivere le mille vite di Chiara, ognuno di noi vorrebbe vedere davvero quel tappeto srotolarsi magicamente davanti agli occhi. Vorrebbe tornare a piangere di gioia, vorrebbe continuare a ridere come faceva a scuola, vorrebbe poter dire di essere sempre bambina in un mondo di adulti.

Mi dice che sta per partire, sta per fare un road trip: una cosa che si usa molto in Australia. Si affitta un van attrezzato e si gira per la natura incontaminata. Non si va in Europa in vacanza: troppa distanza, troppi costi. A luglio 2022 Chiara ha fatto 4500 km in due settimane. Ha visto posti mozzafiato, ha conosciuto persone nuove, ha scattato foto incredibili, ha apprezzato colori che pensava non esistessero nemmeno.

Chiara ha saputo prendere in mano la sua vita e ridisegnarla come voleva lei. Senza paura, senza maschere, senza il terrore di ammettere che quella tappa non le sarebbe bastata. Chiara ha saputo mettere al centro quella curiosità che solo gli esseri davvero pensanti hanno dentro, quella voglia di farcela, quel continuo senso di sana insoddisfazione. Quel qualcosa che ti fa dire ogni volta "non mi basta". Chiara ha reso possibile ciò che, a me, sembrava impossibile.

Perché sembra sempre impossibile farcela. Finché... finché non ce la fai.

Il saluto ai lettori e le foto... bellissime

Chi è Chiara Gavuzzi

Chiara nasce a Portacomaro nel 1994. Frequenta il Liceo artistico Benedetto Alfieri dove inizia a seguire i primi corsi di fotografia. All’età di 15 anni vince una competizione fotografica; il premio le permette di comprarsi la sua prima macchina fotografica grazie alla quale non smette più di scattare.

Affascinata dall’arte in ogni sua forma, decide di continuare gli studi in ambito artistico presso l’Accademia di belle Arti di Cuneo, concludendo il suo percorso con una laurea magistrale conseguita con lode presso la LABA di Brescia, dove presenta una tesi sulla sostenibilità nell’architettura e svolge un Progetto fotografico che include note realtà architettoniche costruite in modo quasi completamente auto-sostenibile.

Durante la sua vita Chiara ha cambiato quattordici case, tre paesi e due continenti; questo le ha insegnato a vedere il mondo da mille prospettive diverse. Nel dicembre del 2019 prende l’aereo e si trasferisce in Australia, dove comincia a lavorare come fotografa freelance specializzata in fotografia di interni e di architettura. Chiara ama viaggiare e si definisce assetata di bellezza.

Ama scoprire posti nuovi, culture e modi di vivere completamente diversi tra loro.

“Una delle cose più belle che mi ha insegnato l’Australia è quanto sia importante vivere in una comunità multiculturale dove ognuno ha la possibilità di insegnare all’altro il suo modo di vedere il mondo”.

Chiara ama la musica, la poesia e la natura sconfinata. Sogna in grande in ogni suo passo.

Elisabetta Testa


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Orgoglio Astigiano è un progetto che vuole portare alla luce storie di vita e di talenti del territorio, che trova il suo spazio nella rubrica settimanale “Storie di Orgoglio Astigiano”, a cura della giornalista Elisabetta Testa.

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