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Storie di Orgoglio Astigiano | 22 ottobre 2022, 12:45

Storie di Orgoglio Astigiano: la Scuderia Draghi Rossi, dal 1969, tra autocross, rally, fuoristrada e... quad (VIDEO)

53 anni di storia, 53 anni di vita vera. Il presidente Massimo Rosso: "Siamo una grande famiglia. Nel 2001 abbiamo rifondato la Scuderia, non avevamo nulla, ma avevamo tutto: i rapporti umani tra 10 grandi amici, i Magnifici"

Massimo Rosso, presidente dei Draghi dal 2005

Massimo Rosso, presidente dei Draghi dal 2005

Per accompagnarti nella lettura di questa intervista ti consiglio la canzone Buoni o cattivi, di Vasco Rossi, contenuta nella playlist "Orgoglio Astigiano" su Spotify

Tutto ebbe inizio nel 1969, nell'officina di Paolo Brusaschetto a Portacomaro.

"Scuderia Draghi Rossi Portacomaro": è questo il primissimo nome dei Draghi, riportato anche nel primo logo del sodalizio, diventato oggi fiore all'occhiello dell'Astigiano.

Brusaschetto, con i fratelli Paolo e Roberto Carretto, Ugo Raviola, Luciano Zanatta, Sandro Risso e Franco Negro fondò la Scuderia. Tre i piloti: Paolo Brusaschetto, Franco Negro e Cesare Amerio. 

La Scuderia Draghi Rossi è il più 'anziano' club motoristico dell'Astigiano. Ai tempi, il gruppo di amici e appassionati si cimentava soprattutto nell'autocross, vivendo poi appieno gli anni d’oro dei rally, Settanta e Ottanta, fino ai primi anni Novanta, quando la parola d'ordine era fuoristrada.

Cosa vuol dire essere un Drago, anche nella vita

Conoscere i Draghi Rossi da vicino, comprenderne la storia, significa poter apprezzare i valori della convivialità. Essere un Drago significa essere amante della semplicità, significa avere voglia di trascorrere del tempo insieme agli amici di vecchia data, significa dare una mano, senza stare a guardare l'orologio.

I Draghi Rossi sono nati da una dimensione di amicizia e convivialità, la stessa da cui poi, la nuova generazione, ha trovato una rinnovata linfa vitale che ha permesso la rinascita. Il Drago ama il gioco, ama lo scherzo, ama ridere e fare ridere: il Drago prende la vita così com'è, senza fare troppi pettegolezzi. Un Drago vero lo è anche nella vita di tutti i giorni, senza maschere né sovrastrutture. 

Essere un Drago significa sporcarsi le mani, amare il fango e i motori, vuol dire saper coinvolgere anche la propria famiglia in questo vortice di passione. Perchè la Scuderia è famiglia e ha un pregio rarissimo, soprattutto al giorno d'oggi: ti fa ancora sentire a casa, pur essendo in un altro contesto.

E questo è un valore d'eccellenza: questo è il motivo per cui la Scuderia Draghi Rossi, da 53 anni, è Orgoglio Astigiano. 

Le prime vittorie

Nel solo 1972 i Draghi collezionano una ventina di vittorie solo con il pilota Negro. Tra le vittorie più rilevanti registrate quell’anno si ricorda il titolo di “Campione Italiano Autocross” nella seconda categoria, conquistato proprio da Negro. 

Dal 1974 la Scuderia da Portacomaro si sposta a Variglie, in attesa di una sede fissa. In questo periodo nasce un gruppo autonomo, che vede in sinergia tutti i preparatori della Scuderia: Negro, Trinchero e Sardo. Si chiama “Gruppo Elaboratori Astigiani Motori da Competizione” e lavorerà in parallelo con la Scuderia. 

In quegli anni in Scuderia arriverà anche Felice Rosso, pilota, meccanico e preparatore, nonchè papà dell'attuale presidente della Scuderia, Massimo Rosso.

2001: l'anno della Rinascita e l'inizio della nuova era

Anche Felice colleziona vittorie e successi, tra gli ultimi, nel 1988, il Trofeo UAZ, nel Campionato Italiano Fuoristrada. Poi arriva il momento buio: lo stop delle attività per alcuni anni. Fino al 2001: la Rinascita e l'inizio della nuova era. 

 

 

Il colloquio con Massimo Rosso, attuale presidente di Scuderia

Massimo, cosa è successo in quel magico 2001?

Quell'anno è successo cosa era successo, di fatto, nel 1969. Un altro gruppo di amici e appassionati che decide di dar vita a una nuova realtà. Nel nostro caso, di rifondare la Scuderia, partendo dalle sue stesse ceneri. Il tutto in un'atmosfera conviviale, tra amici con la stessa passione in comune. Non potevamo permettere che una realtà storica si fermasse così.

Quanto è importante per voi Draghi la dimensione della convivialità e della condivisione?

È fondamentale. Siamo una grande famiglia, che dal nulla ha fatto rinascere la Scuderia che stava morendo. Non avevamo nulla, non c'era più niente: ma da quel niente siamo riusciti a creare tutto. Tutto grazie ai rapporti umani, che fanno la differenza.

E qui entrano in campo i "Magnifici 10"

Esatto, i dieci rifondatori della Scuderia, di fatto un gruppo di fuoristradisti a cui si sono poi aggiunti rallysti. Una sorta di fusione tra i due mondi. Eccoli questi Magnifici (oltre allo stesso Massimo Rosso, ndr): Carlo Testa (anche primo presidente dal 2001), Massimo Barrera, Giorgio Nebiolo, Morgano Merlino, Gianni Tuis, Massimo Gianuzzi, Giulio Caruso, Alberto Fea e Omar Negro. 

Quale è stata la prima gara della nuova Scuderia di Variglie?

La Gymkana del Drago a Castell’Alfero. Erano arrivate tantissime persone. Da quel momento avevamo capito che il progetto poteva davvero funzionare.

Altri eventi di inizio nuova era?

 

Ricordo il Trofeo regionale amatoriale piemontese del 2004 a Variglie, il Trofeo Italia NordOvest Trial 4x4 a Variglie sia nel 2007 che nel 2009, il Campionato Italiano Velocità Fuoristrada di Montà d’Alba nel 2009 e diverse edizioni del Barbera Motor Fest.

Il Barbera Motor Fest ha riscosso molto successo. Come mai non si è più fatto?

Dunque i raduni del Barbera Motor Fest sono stato fatti fino al 2019. Poi, purtoppo, il Covid ci ha messo lo zampino e non siamo più riusciti a organizzare. Nell’ambito di questa manifestazione, eravamo riusciti a fare sinergia con alcune associazioni di volontariato e il nostro staff portava in quad o in fuoristrada i ragazzi disabili per un giro a Castello di Annone. Ricordo che nell'edizione 2017 avevamo organizzato un evento di freestyle, ospitando il grande Vanni Oddera.

Quali sono stati gli ultimi eventi organizzati dalla Scuderia in pandemia?

Nell'agosto 2020 a Rocchetta Tanaro eravamo ancora riusciti a organizzare la gara Motoasi regionale, mentre lo scorso anno l'avevamo fatta a Revigliasco.

Ad oggi chi sono i ragazzi più giovani che corrono in Scuderia?

La famiglia Avalle di Fossano è in gara con 4 figli, che hanno un'età compresa tra i 15 e i 23 anni. E poi, con loro gareggia anche il papà. Un bellissimo esempio di amore per i motori.

Fino ad arrivare al 2022, un anno ricco di iniziative importanti per la Scuderia, giusto?

Esatto, a marzo abbiamo infatti inaugurato la nuova area polivalente, sul territorio di Revigliasco, messa a nuovo dai nostri volontari. A maggio si è tenuta un'esibizione di autocross, a giugno una manifestazione goliardica con gli scooter e moped (motorini stile Ciao, ndr).

I Draghi però non hanno alcuna intenzione di fermarsi. Cosa succede domenica?

Domenica 23 ottobre nella nostra area polivalente si svolgerà l'ultima prova di Campionato regionale Motoasi, con quad, moto d’epoca e sidecar. Sono circa 80 gli iscritti. L'appuntamento è alle 10.

 

Sei presidente di Scuderia dal 2005 e hai vissuto tanti cambiamenti, anche di sede. Dove si trovano oggi i Draghi Rossi?

Adesso, visti gli eccessivi costi del mantenere la sede nell'ex scuola elementare di Variglie, ci siamo da poco spostati nel salone parrocchiale, in collaborazione con la pro loco di Variglie. Il ritrovo è sempre mercoledì, con cena tra i soci. L'incontro è però aperto a tutti.

Quanti sono i Draghi oggi?

45. I tempi che stiamo attraversando sono complessi, ma la Scuderia deve andare avanti. Abbiamo una storia lunga 53 anni. Per questo, cerchiamo giovani leve che possano darci una mano nelle nostre attività.

 

Ieri e oggi: 53 anni di storia in un video

Diventa anche tu un Drago!

È possibile diventare soci e partecipare alle iniziative scrivendo a info@scuderiadraghirossi.it o al 348-3934263. Per informazioni consultare il sito www.scuderiadraghirossi.it

Elisabetta Testa


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Orgoglio Astigiano è un progetto che vuole portare alla luce storie di vita e di talenti del territorio, che trova il suo spazio nella rubrica settimanale “Storie di Orgoglio Astigiano”, a cura della giornalista Elisabetta Testa.

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