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Sanità | 31 gennaio 2023, 16:49

Poco meno di un milione di euro mal distribuiti, al centro dell'esposto del Nursind di Asti. Anche l'Asl presenta un esposto [VIDEOINTERVISTA]

Il sindacato degli infermieri ha presentato un esposto alla Procura Regionale della Corte dei Conti per il pagamento al personale amministrativo di supporto nell'attività intramoemia

L'avvocato Cazzolla, Gabriele Montana, l'avvocato Dabbene

L'avvocato Cazzolla, Gabriele Montana, l'avvocato Dabbene

L’utilizzo dei soldi pubblici nella sanità, al centro dell’esposto del sindacato delle professioni infermieristiche Nursind alla Procura Regionale della Corte dei Conti.

In dettaglio sotto l’occhio del sindacato il pagamento delle somme spettanti al personale amministrativo di supporto all’attività libero-professionale intramuraria.

3% all'anno variabile per 80/100mila euro all'anno

Si parla di un 3% variabile all'anno, grosso modo 80/100mila euro all'anno.

Secondo il sindacato NurSind, infatti, le Direzioni Generali Asl-At che si sono susseguite dal 2013 al 2022 non hanno individuato le modalità di distribuzione del compenso riservato a tali maestranze, né specificato le modalità di acquisizione della disponibilità del personale a svolgere l’attività di supporto. Ne è derivata una mancata definizione delle strutture coinvolte nell’attività amministrativa di supporto, così come è mancata l’individuazione delle figure professionali coinvolte in tale attività e la predisposizione di un provvedimento per la distribuzione delle quote annue, con indicazione precisa degli emolumenti assegnati ad ogni dipendente.

"Il risultato del deficitario sistema di ripartizione della quota (3%) del fondo per la libera professione intramuraria, quindi, era tale per cui si procedeva in sostanza all’individuazione degli aventi diritto al compenso e alla erogazione dello stesso, senza che fossero stati previamente definiti i criteri a cui vincolare dette decisioni, che hanno finito per integrare determinazioni aziendali di natura discrezionale, sottratte ad ogni concreta possibilità di verifica e controllo.

Non vi è stato modo quindi di verificare, sulla base di dati oggettivi e soprattutto predeterminati, se la ripartizione della quota parte del fondo spettante al personale amministrativo venisse effettuata secondo criteri di ragionevolezza ed equità", spiega il Nursind.

Un esposto per eventuale responsabilità

L'esposto è firmato dai referenti astigiani del sindacato delle professioni infermieristiche, Gabriele Montana, Rosario Arrabito e Vincenzo Torchia e riguarda fatti avvenuti con le precedenti gestioni dell'Asl At

Con il segretario territoriale, Gabriele Montana, sono intervenuti gli avvocati Olindo Cazzolla (consulente Nursind nazionale e Piemonte) e Luigi Dabbene (consulente Nursind Asti)

Al centro del dibattito l’eventuale sussistenza di responsabilità connesse alla violazione di disposizioni di legge che disciplinano la corretta gestione delle risorse pubbliche destinate alla libera professione.

Per NurSind, infatti, i fondi non sarebbero stati gestiti rispettando i parametri normativi in tema di corresponsione dei trattamenti retributivi, mentre la suddivisione degli importi da corrispondere al personale interessato sarebbe stata attuata in maniera disomogenea, in assenza di criteri oggettivi prestabiliti a cui fare riferimento. 

Quasi un milione da verificare

Le risorse pubbliche per le quali NurSind ha chiesto una verifica alla Procura Regionale della Corte dei Conti riguarderebbero una cospicua somma di denaro, quasi un milione,  per i quali il sindacato delle professioni infermieristiche ha chiesto un accertamento per controllare la correttezza dell’azione da parte dell’Asl-At, con particolare riferimento alla gestione e alla suddivisione dei trattamenti retributivi spettanti al personale amministrativo.

Una storia che arriva da lontano con richieste fatte dal Nursind a diversi tavoli tecnici, ma, dicono "non è mai giunto un fattivo riscontro. In tutti questi anni ci si è trovati la maggior parte delle volte con la mancanza di individuazione di criteri che consentano di risalire ai soggetti che svolgono in concreto l’attività amministrativa di supporto, in modo tale da riservare il pagamento del compenso ad essi soltanto. Le varie determine dirigenziali della SOC Personale e Legale suddividono infatti gli importi a disposizione tra tutto il personale delle strutture dipendenti organicamente e funzionalmente dal medesimo servizio Personale e Legale, pur essendo altamente improbabile – e comunque priva di riscontri oggettivi – la circostanza che tutti gli operatori della struttura suddetta siano stati impegnati nello svolgimento di attività di supporto".

Non un esposto contro qualcuno

A capo del personale l'avvocato Claudia Cazzola, ma come spiega il quasi omonimo avvocato Cazzolla: "Non si tratta di un esposto contro qualcuno, nel modo più assoluto. L’esposto è un racconto, non è denuncia o querela fatto ad personam. Si è deciso che tre persone, si sono prese la responsabilità di descrivere una certa situazione sul passato. Non è assolutamente contro qualcuno. Spetterà alla Corte dei conti verificare se ci sia stata o meno responsabilità amministrativa e contabile".

La distribuzione del fondo dovrebbe avvenire previa assunzione di un formale provvedimento dirigenziale che stabilisca i criteri a cui attenersi, individui le somme e definisca le strutture coinvolte nell’attività amministrativa di supporto, ma in questi anni, ribadisce il Nursind, "l’Asl-At non ha attuato alcun nuovo regolamento che al riguardo ponga rimedio alle deficienze del vecchio. In questo modo è continuata a mancare l’individuazione di criteri che consentano di risalire ai soggetti che svolgono in concreto l’attività amministrativa di supporto, in modo tale da riservare il pagamento del compenso ad essi soltanto".

Ci sono insomma dubbi su come siano stati divisi questi fondi. "Rilevante - dice Montana - che siano stati percepiti da dirigenti amministrativi e posizioni che vanno in contrasto con il dettato legislativo".

Il 25 gennaio raggiunto un accordo con l'attuale direzione

Sempre Montana chiarisce che con l'attuale direzione Asl At, il 25 gennaio sia stato raggiunto un accordo, dopo tre ore di tavolo, con la modifica del regolamento che definisce i criteri e le ore tracciabili e ha stabilito che sul regolamento tutta la attività sia fatta da un ufficio preposto.

Conferma l'avvocato Dabbene: “Sono state esposte criticità e segnalate alla Procura della Corte del Conti affinché faccia una verifica. Non è assolutamente puntare il dito contro nessuno. Non ci sono tempistiche e il procuratore della Corte dei conti potrà svolgere un’indagine".

Sottolinea ancora Montana: "Il 3%, nell'accordo firmato il 25 gennaio sarà diviso in due tranches: l'1,5 in supporto al personale amministrativo e 1,5% destinato al fondo comparto, dirigenza esclusa ed essere destinato con contrattazione aziendale a progetti o prestazioni, o riduzione liste d’attesa".

Dove per riduzione liste di attesa si intende che, a fronte di un pagamento, il personale potrà rimanere al lavoro più ore rendendo più snella la procedura

Proprio per questo il sindacato NurSind ha deciso di portare la questione all’attenzione della Corte dei Conti, affinché venga verificata la correttezza dell’azione da parte dell’Asl-At sulla gestione di una cospicua somma di soldi pubblici destinata ai lavoratori dell’Asl-At.

La posizione dell'Asl At

Il direttore generale Asl, Flavio Boraso rimarca di aver presentato un esposto: “Durante lo svolgimento dei lavori che hanno portato nei giorni scorsi al raggiungimento dell’accordo sulla libera professione abbiamo appreso che - sembra fin dal 2008 - una parte dei fondi veniva precedentemente distribuita per la quota dei dirigenti amministrativi in assenza di criteri chiari e trasparenti. Da una lato abbiamo rimediato a questa situazione normando puntualmente tutte le voci, dall’altro, per chiarezza e trasparenza, abbiamo preferito segnalare alla Procura generale della Corte dei Conti tale anomalia perché la potesse verificare. Si tratta di una cifra indicativamente superiore a 1 milione di euro”.

Betty Martinelli

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