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Al Direttore | 21 novembre 2023, 14:39

L'ambulatorio diocesano? Un'elemosina sanitaria che segna la definitiva resa dello Stato

Intervento controcorrente di Patrizio Onori, componente della segreteria provinciale del Partito Democratico

Il cardinale Zuppi ritratto con il vescovo Prastaro durante la visita all'ambulatorio diocesano inaugurato ieri

Il cardinale Zuppi ritratto con il vescovo Prastaro durante la visita all'ambulatorio diocesano inaugurato ieri

L’inaugurazione dell’ambulatorio diocesano “Fratelli tutti”, avvenuta ieri mattina alla presenza del presidente della Conferenza Episcopale Italiana cardinale Matteo Maria Zuppi (CLICCA QUI per rileggere l’articolo), ha suscitato molti apprezzamenti per la natura solidale dell’iniziativa, ma non è comunque mancata qualche voce che, naturalmente argomentando il proprio punto di vista, ha espresso il proprio dissenso.

Come nel caso di Patrizio Onori – componente della segreteria provinciale del Partito Democratico e attivista LGBTQIA+, nonché ex presidente dell’associazione Asti Pride di cui ad oggi è membro del direttivo – che ha significativamente titolato il suo intervento, che riportiamo integralmente di seguito, “Elemosina” sanitaria: la definitiva arresa dello Stato.


E’ di ieri (20/11) la notizia dell’inaugurazione dell’ambulatorio solidale “Fratelli tutti” ad opera della locale diocesi. Fatto sicuramente importante per il quale va dato merito alla Chiesta Cattolica Romana.

Ma mi chiedo se sia o meno una notizia di cui rallegrarsi. Personalmente penso di no.

A me pare sia la plastica rappresentazione della resa e della disfatta dello Stato Italiano in materia di assistenza sanitaria pubblica che prefigura un modello, già realtà, nel quale chi ha i soldi per curarsi si affida a strutture private e chi, invece, non ha le possibilità economiche è costretto a piagnucolare l’elemosina alle varie associazioni caritatevoli o religiose, in questo caso la Chiesa Cattolica Romana.

Tutto ciò perché, nel frattempo, il sistema sanitario nazionale sta affondando a causa di anni ed anni di tagli ai fondi ad esso destinati operati di tutte le latitudini politiche di questo “disgraziato” Paese.

Ma mi chiedo e vi chiedo se sia questo il modello di sanità al quale aspiriamo.

Da cittadino che paga fino all’ultimo centesimo le tasse, esigo e pretendo un servizio sanitario pubblico efficiente e di qualità che si prenda cura di tutte e di tutti in modo gratuito e laico, senza controlli preventivi della dichiarazione dei redditi, del passaporto o del conto corrente.

Comunista? No, semplicemente un cittadino che vorrebbe vedere rispettata la nostra bella Costituzione Repubblicana che all’articolo 32 recita cosi: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti…”

I rappresentanti delle istituzioni e della politica che ieri (20/11) hanno partecipato all’inaugurazione dell’ambulatorio solidale, avrebbero dovuto dimostrare frustrazione e non compiacimento. Avrebbero dovuto chiedere pubblicamente scusa a tutte le cittadine ed i cittadini, ed invece di foto, sorrisi e strette di mano, avrebbero dovuto fare un’unica promessa: restituire dignità e valenza universale al sistema sanitario nazionale affinché nessuno abbia più bisogno di ambulatori solidali.

Ma, purtroppo, non lo hanno fatto, anche se, le “coscienze”, almeno per il momento, risultano lavate.

Amen.

Patrizio Onori

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