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Politica | 06 dicembre 2023, 10:34

Sala nuovamente piena per la conferenza del professor Barberis a Nizza Monferrato

La seconda lezione, dopo quella su liberalismo e socialismo, si è incentrata sull'anarchismo, dalla sua genesi fino a oggi giorno

Da sinistra verso destra: Edoardo Scarrone, il giovane membro di Politeia già alunno del professore, il presidente di Politeia Maurizio Carcione, il professor Giorgio Barberis e l'Assessore alla Cultura Ausilia Quaglia

Da sinistra verso destra: Edoardo Scarrone, il giovane membro di Politeia già alunno del professore, il presidente di Politeia Maurizio Carcione, il professor Giorgio Barberis e l'Assessore alla Cultura Ausilia Quaglia

Dopo il grande successo del primo incontro, Politeia, il circolo politico culturale di Nizza Monferrato, ha organizzato un nuovo incontro con il professor Giorgio Barberis per un'altra lectio magistralis. Il professore, insegnante di storia delle dottrine politiche presso l'Università di Alessandria, diventerà direttore del dipartimento e ha intrattenuto il pubblico nicese con una lezione sull'anarchismo.

La lezione è stata interattiva con il pubblico, a cui era permesso di fare domande, in base a quelle si è modulata mano a mano la conferenza.

C’è una curiosità intellettuale ad approfondire temi eccentrici a dimensioni di vita. Tendo a distinguere i temi che ci riguardano oppure no. La politica la si collega alla poleis, la città stato, la vita pubblica e la piazza. La riflessione politica di applica su tre temi.

La lezione del professore

Punto primo: definire gli scopi della politica, a cosa serve. Punta a difendere una comunità da una potenziale minaccia esterna.

Punto secondo: qual è la miglior forma di governo? Voi dite la democrazia, qualcuno che mi dice dittatura? (ride ndr). La tassonomia aristotelica, il primo a inventare la parola “politica”, si chiede chi è il titolare del potere? Lo esercita su di sé o sul popolo? Per esempio la monarchia incentra i poteri al monarca per il popolo, la dittatura incorpora il potere solo per se stesso, l'aristocrazia è il governo per pochi, l'oligarchia invece per tanti. Ma quando sono in tanti a governare? C'è politia: governo costituzionale, garantisce tutti prima della competizione. Il gioco sta nel fatto che se cambi le regole mentre giochi non c'è più garanzia per tutti. Il presupposto vuole che ci sia un governo. E se il problema fosse il governo, ecco che sbuca fuori l’anarchia. Cosa significa anarchia? an arché (arché: uno dei due modi con cui i greci esprimevano il potere, l’altro è kratos), quindi assenza di potere.

Terzo punto: fondamento di ordinazione giuridica, enunciato che ragiona sul fondamento. Voi obbedite? A chi? Ai genitori, autorità paterna, ai politici.

Un piccolo ragionamento sull’anarchismo: molti associano la parola a chaos, assenza di regole che però non significa anarchia, in questo caso si parla di anomia (regole: nomia).

Qual è la ragione per cui anarchia si confonde con anomia? Il presupposto è che senza governo c’è chaos e quindi c’è confusione. Gli anarchici non dicono che non ci sono regole, società senza governo non è senza regole, ma è il governo a produrre chaos. Le regole ci sono, ma derivano da qualcuno. La parola “autonomia” deriva dal greco: ognuno di noi si da delle regole. Questa tradizione di pensiero raccoglie coloro che si pongono in antitesi al potere e che lo criticano. 

L'anarchismo ha come punto di partenza la rivoluzione francese (1789), il tema della fratellanza, è un tema su cui vale la pena riflettere. È un concetto trasversale: l'anarchismo ha vocazione sintetrica, con tante sfumature. I tratti principali non sono difficili, sono comuni. Vi è l'avversione a ogni tipo di organizzazione verticistica e gerarchica. Per primo lo Stato: obbiettivo comune abbattimento di quest'ultimo. Poi la Chiesa: movimento per gran parte anticlericale (non dio attenzione). L’esercito: antimilitarista. Le imprese: anticapitalista (attenzione però, l'anarchismo statunitense per esempio non è anticapitalista). Il patriarchismo: abbattimento del genere dominante e infine la scuola, in quanto rifiuto come modello anti-positivo, conformista e indottrinatore. Una sorta di democrazia "diretta".

Errico Malatesta distingueva due parole a tal proposito: anarchismo e anarchia. L'anarchia è il punto di arrivo: società di liberi ed eguali. L'anarchismo è il processo, il metodo, il percorso che ci porta alla meta.

Un esemplare episodio della lotta per i valori anarchici la si ha nella guerra franco-prussiana del 1870-1871 che fu un conflitto tra la Francia e la Prussia, che si concluse con la vittoria della Prussia e l'instaurazione dell'Impero tedesco. La guerra ebbe un profondo impatto sulla politica europea, rafforzando il potere della Germania e portando alla nascita di una nuova ideologia politica, il comunismo.

La Comune di Parigi, formata nel marzo 1871 in seguito alla sconfitta francese nella guerra franco-prussiana, era un governo locale e rivoluzionario. Composto principalmente da rappresentanti socialisti e repubblicani radicali, il suo obiettivo era instaurare ideali di democrazia diretta, uguaglianza sociale ed economica. La Comune promosse riforme progressiste, filo anarchiche come la laicizzazione dell'istruzione e la separazione tra Chiesa e Stato. Tuttavia, fu brutalmente repressa dalle forze governative francesi entro maggio 1871, segnando la fine della sua breve esistenza.

La guerra franco-prussiana contribuì alla diffusione del comunismo in Europa. La sconfitta della Francia, una delle grandi potenze europee, fu vista dai comunisti come una dimostrazione del fallimento del capitalismo. In Spagna, la guerra contribuì a rafforzare la posizione dei movimenti socialisti e anarchici.

Nel 1936, la Spagna fu sconvolta da una guerra civile. Il governo repubblicano, sostenuto da socialisti, anarchici e comunisti, fu attaccato dalle forze nazionaliste, guidate dal generale Francisco Franco.

La guerra civile spagnola fu un conflitto complesso, in cui si scontrarono diverse ideologie. I repubblicani, sostenuti dalla popolazione rurale e dai lavoratori, erano impegnati a costruire una società più democratica e equa. I nazionalisti, sostenuti dalla borghesia e dalla Chiesa, erano impegnati a restaurare l'ordine monarchico.

Stalin, il leader dell'Unione Sovietica, vide la guerra civile spagnola come un'opportunità per espandere l'influenza del comunismo in Europa. Stalin inviò in Spagna truppe e materiale bellico, ma impose anche le sue condizioni. I comunisti spagnoli furono costretti ad aderire al Partito Comunista dell'Unione Sovietica e a seguire le direttive di Stalin.

La disorganizzazione del fronte repubblicano fu dovuta a diversi fattori. Innanzitutto, i repubblicani erano divisi tra diverse ideologie. In secondo luogo, i comunisti spagnoli, fedeli a Stalin, erano spesso in contrasto con gli anarchici, che erano più indipendenti. In terzo luogo, la Germania e l'Italia inviarono truppe e materiale bellico ai nazionalisti.

Nel 1939, i nazionalisti vinsero la guerra civile spagnola. La sconfitta dei repubblicani fu una sconfitta per il movimento anarchico e per il comunismo. 

Risultato? Spagna franchista. 

E l'anarchia oggi? Non è più un movimento politico significativo, dove rimane? Nella creatività: arte, letteratura e nella vita privata.

NeBa


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