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Attualità | 10 gennaio 2024, 14:05

Onori lascia il Partito Democratico: "Non sono state prese posizioni nette contro le destre"

Già presidente di Asti Pride, nella segreteria deteneva le deleghe su diritti e politiche LGBTQI+ e di genere

Patrizio Onori

Patrizio Onori

Patrizio Onori, membro della segreteria cittadina del Pd, ha annunciato le sue dimissioni dal Partito Democratico. Attivista LGBTQI+ e presidente di Asti Pride, deteneva le deleghe su diritti e politiche LGBTQI+ e di genere.

Questa la sua lettera di dimissioni:

Lo scorso 8 gennaio, seppur con molta amarezza, ho rassegnato le dimissioni dalla segreteria provinciale di Asti del Partito Democratico per la quale detenevo le deleghe su diritti e politiche LGBTQI+ e di genere.

Ho accettato di entrare nella Segreteria Provinciale carico delle migliori intenzioni, convinto che il nuovo corso politico intrapreso dal Partito con l’elezione di Elly Schlein, potesse permeare tutti i livelli e le articolazioni del Partito. Ho dovuto prendere atto invece che cosi non è.

L’urgenza di attuare una visione politica e culturale alternativa alle destre ora al governo del Paese, della Regione e della città c’è però tutta. Occorre quindi agire conseguentemente, prendere posizioni riconoscibili, assumere un modo di comunicare all’altezza dei nostri competitor politici affinché l’elettorato possa tornare a dare fiducia al nostro Partito ed al suo progetto.

Purtroppo ciò non sta avvenendo e quanto accaduto in occasione della vista della Presidente del Consiglio nella città di Asti, ne è stato, a mio parere, solo l’ultimo triste emblema. Il Partito Democratico non è riuscito a produrre una posizione netta e definita, ma anzi, il comunicato stampa rilasciato dopo due giorni da quell’evento, è sembrato più diretto a “smentire” alcune voci interne al Partito, tra cui quella del sottoscritto, insorte verso la ridicola passerella di Meloni, che diretto ad attaccare la pura propaganda politica messa in campo dalla Presidente del Consiglio e da Cirio.

Per coerenza, quindi, le dimissioni sono diventate un atto ineludibile.

Mi auguro, almeno, che tale mia scelta possa far scaturire un confronto profondo in seno al partito in merito all’azione politica svolta dalla segreteria in questi primi mesi di vita ed in merito a quali debbano essere le azioni politiche per il futuro ed in che modo farle vivere tra le persone.

Rimango convinto di una cosa, se il Partito Democratico vuole diventare un‘alternativa a questa destra autoritaria e neo fascista deve scegliere persone che abbiano veramente voglia di incarnare il cambiamento, è abbondantemente finito il tempo di donne e uomini adatti per tutti i tempi ed epoche.

Redazione


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