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Attualità | 11 febbraio 2024, 13:39

Verso il contratto di fiume per il Tanaro: un passo avanti per la salvaguardia dell'ecosistema

Licenziato dalla Giunta comunale: si uniscono le forze per la tutela dell’ambiente e la valorizzazione dei bacini fluviali e lacustri

Verso il contratto di fiume per il Tanaro: un passo avanti per la salvaguardia dell'ecosistema

Un passo avanti per la salvaguardia dell’ambiente acquatico e dell' ecosistema fluviale: la Giunta di Asti ha licenziato l'accordo per il Contratto del Fiume Tanaro.

Il sindaco, Maurizio Rasero, ha ottenuto così il mandato per la sottoscrizione dell'accordo. La durata è stabilita in tre anni, a partire dal primo febbraio.

I Comuni del bacino del fiume Tanaro alessandrino hanno sottoscritto, il 5 maggio scorso, il Protocollo d'Intesa per l’attuazione del contratto di fiume Tanaro, estendendo poi alla Provincia di Asti l'avvio del percorso di condivisione e di reciproco interesse nel raggiungimento degli obiettivi. Un percorso che vedrà la città di Asti aderire ad un primo momento alla segreteria tecnica.

Un organo provvisorio che sarà in capo alla Provincia di Asti, e coordinerà le attività fino alla costituzione del Comitato Direttivo che andrà a confluire in quello già approvato nell'alessandrino.

Cos'è il contratto di fiume 

In Piemonte, il Contratto di Fiume rappresenta una metodologia di lavoro innovativa che coinvolge le politiche e le attività di soggetti pubblici e privati, per la condivisione di decisioni sul territorio.

Questo strumento, basato sul processo di programmazione negoziata e partecipata tra le parti, mira a superare le difficoltà del mondo sia pubblico sia privato, caratterizzato da frammentazione di competenze, difficoltà di cooperazione tra le istituzioni e all’interno di una stessa istituzione, scarsità di risorse umane e finanziarie, interessi a volte difficilmente conciliabili fra loro e con la tutela dell’ambiente e della natura, e scarsa diffusione di una cultura della partecipazione pubblica.

Un modo per gestire l'ecosistema i maniera coordinata e condivisa

Il Contratto di Fiume non costituisce un livello aggiuntivo di pianificazione, ma una modalità di gestione del corso d’acqua , attraverso cui integrare e coordinare gli strumenti di pianificazione e programmazione e gli interessi presenti sul territorio. Si tratta di uno strumento volontario che supera l’approccio settoriale e sviluppa processi partecipati per gestire, in modo coordinato e condiviso, le attività di tutela e valorizzazione di un bacino fluviale o lacustre.

Il Piano di Tutela delle Acque ha introdotto in Piemonte il principio di acqua come “un diritto e un patrimonio comune appartenente all’umanità e a tutte le specie viventi, bene pubblico essenziale per l’ambiente e per il progresso economico e sociale, da proteggere, condividere e utilizzare in quanto tale”, ispirato al testo della Direttiva 2000/60 che delinea le politiche europee di riqualificazione e tutela delle acque.

Gli obiettivi

Gli obiettivi del Contratto di Fiume includono la promozione della riduzione dell’inquinamento delle acque e la salvaguardia dell’ambiente acquatico e degli ecosistemi ad esso connessi, in sinergia con la sicurezza dalle inondazioni; l’affermazione di un ruolo di governo del sistema delle Istituzioni e delle Autonomie locali che va oltre a norme e piani, per coinvolgere gli utenti pubblici e privati del “sistema acque” in azioni, strategie e progetti condivisi; la promozione della visione del fiume o del lago come luogo di vita da cui partire per uno sviluppo socio-economico locale rispettoso del territorio e della natura; il favorire l’accesso alle informazioni ambientali a tutti gli utenti, quale base per sviluppare una sensibilità e una condivisione delle strategie di intervento; e la promozione e diffusione della cultura dell’acqua, volta alla valorizzazione, alla tutela e all’utilizzo razionale delle risorse idriche.

 

Alessandro Franco

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