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Attualità | 15 maggio 2024, 09:55

Sabato, sotto la Prefettura di Asti, un presidio per chiedere lo stop alle escalation militari e il rispetto dell'articolo 11 della Costituzione

L'iniziativa è promossa da A Sinistra - Casa del Popolo, CGIL Asti, ARCI Asti Langhe e Roero, ANPI Asti, Rete Welcoming, Noix de Kola, ACLI Asti, Legambiente, Asti Lab

Foto d'archivio

Foto d'archivio

Si terrà sabato 18 maggio, alle ore 11,  il presidio sotto la prefettura di Asti "cessate il fuoco! fermiamo l’escalation militare Per un’Europa di pace. Contro il riarmo. Per il rispetto dell’articolo 11 della Costituzione." 

L'iniziativa è promossa da A Sinistra - Casa del Popolo, CGIL Asti, ARCI Asti Langhe e Roero, ANPI Asti, Rete Welcoming, Noix de Kola, ACLI Asti, Legambiente, Asti Lab.

"Invitiamo tutti a partecipare a questa manifestazione per fermare l’escalation militare e promuovere la pace in Europa. Vogliamo sottolineare l’importanza del rispetto dell’articolo 11 della nostra Costituzione - spiegano gli organizzatori - Il rischio di una guerra generalizzata nel mondo è sempre più forte. In Medio Oriente, in Ucraina, in Sudan e in altre aree del mondo proseguono e si allargano la carneficina e la corsa al riarmo, che di giorno in giorno viene presentato come inevitabile. In Palestina, dopo più di 35.000 morti civili, Israele pensa di entrare a Rafah dove i valichi sono già stati bombardati e poi occupati dai militari israeliani. Occorre un'urgente presa di posizione. 

L'annunciato intervento di terra provocherebbe un’ulteriore carneficina di civili e comporterebbe una intollerabile violazione del diritto umanitario, come ha sostenuto fra gli altri il Segretario Generale dell’Onu Guterres.  La guerra in Ucraina sta vivendo un escalation senza precedenti Lo stato maggiore Russo e lo stesso Putin sventolano l’utilizzo della bomba atomica. Dall’altra parte, vedi Macron, si ipotizza ormai l’invio di truppe Nato da schierare al fronte contro i soldati russi. L’escalation, di giorno in giorno, non solo viene presentata come inarrestabile ed inevitabile, ma anche come necessaria. 

Ci pare necessario, dunque, dare un chiaro e immediato segnale, per richiedere l’immediato cessate il fuoco, la liberazione di tutti gli ostaggi e i prigionieri, la fine della corsa al riarmo e l’apertura di tavoli negoziali per risolvere i conflitti internazionali, così come previsto dalla nostra Costituzione all’articolo 11." 

 

 

Redazione

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