Un aiuto concreto per chi considera il proprio cane o gatto un membro effettivo della famiglia, ma fatica a far quadrare i conti davanti alle parcelle veterinarie. In Piemonte arriva una proposta di legge targata Lega che punta a garantire il diritto alla salute per gli animali d’affezione appartenenti a nuclei familiari economicamente svantaggiati. Il provvedimento, presentato dal consigliere regionale Andrea Cerutti, introduce rimborsi significativi per l’acquisto di medicinali prescritti, con l’obiettivo di "contrastare l’abbandono" e "rafforzare la tutela del benessere animale".
Rimborsi fino al cento per cento
Il meccanismo studiato per questa misura si basa su un sistema di contributi proporzionali all’indicatore Isee. La copertura della spesa potrà variare tra l'80% e il 100%, entro massimali annui prestabiliti, per un numero massimo di due animali per ogni nucleo familiare. Per accedere al beneficio, sarà indispensabile che gli animali siano regolarmente identificati e iscritti al Sinac, il sistema informativo nazionale degli animali da compagnia. "Un intervento concreto fondato sull’ascolto del territorio e su una conoscenza diretta delle criticità quotidiane", ha sottolineato Cerutti, ringraziando il lavoro svolto dai dipartimenti guidati da Anna Vadalà e Astrid Sento.
Un peso economico da novecento euro
La proposta legislativa si inserisce in un contesto nazionale dove il costo medio per il mantenimento di un animale domestico ha raggiunto i 900 euro annui, di cui circa un terzo destinato proprio alle spese mediche. Attualmente, le prestazioni veterinarie e i farmaci scontano ancora un’aliquota Iva ordinaria al 22%, un peso che la proposta piemontese intende mitigare con contributi diretti. L'iniziativa non ha solo una valenza sociale, ma anche di sanità pubblica: garantire le terapie significa infatti prevenire il randagismo e promuovere una corretta responsabilità civile, assicurando che le difficoltà economiche non diventino mai una "causa indiretta di abbandono".
Questa misura andrebbe a integrare la rete già attiva sul territorio piemontese, che conta circa 15 ambulatori sociali veterinari destinati alle persone seguite dai servizi sociali. Mentre a livello parlamentare si discute di emendamenti alla legge di bilancio per ridurre il carico fiscale sui prodotti per il pet care, il Piemonte prova a muoversi d'anticipo con una norma "ad hoc" per proteggere il legame tra l'uomo e l'animale. La strada verso l'approvazione in Consiglio regionale rappresenterà un test importante per testare la sensibilità delle istituzioni verso un principio di "salute unica", dove il benessere di persone e animali è considerato un tutt'uno.














