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Attualità | 29 agosto 2025, 10:39

Parla il legale di Makka: "Ha agito per salvare la madre, fu legittima difesa"

L'avvocato Sfolcini spiega i punti critici della sentenza e annuncia il ricorso: "Il coltello lo ha impugnato solo quando si è vista aggredita, senza altra possibilità"

L'avvocato Massimiliano Sfolcini, legale di Makka Sulaev

L'avvocato Massimiliano Sfolcini, legale di Makka Sulaev

Come del resto ampiamente prevedibile, la pubblicazione delle motivazioni della sentenza emessa dalla Corte d'Assise di Alessandria sul caso di Makka Sulaev, colpevole di aver ucciso il padre con due coltellate il primo marzo 2024 a Nizza Monferrato, sta già suscitando un acceso confronto tra "innocentisti" e "colpevolisti". Per cercare di contribuire a fare chiarezza, abbiamo intervistato l'avvocato Massimiliano Sfolcini, difensore della ragazza, che ha già preannunciato l'intenzione di presentare ricorso in Corte d'Appello.

“Il tema serio di questa sentenza è che loro non ravvisano il pericolo attuale - ha esordito il legale - La sentenza sostiene sostanzialmente che Makka abbia agito, avendo deciso, in qualche misura, perché voleva regolare i conti col padre. Dire che non ci fosse un pericolo, mentre il padre tentava di strangolare la madre e picchiava selvaggiamente la figlia, in un contesto di maltrattamenti precedenti lascia un po' desiderare come motivazione”.

Sfolcini ha sottolineato anche la possibilità che non sia stato tenuto conto anche di una serie di circostanze che indicherebbero una situazione diversa da quella che ha portato a tale giudizio: “La maestra che era in casa dice che suo padre picchiava selvaggiamente la figlia, come fosse un adulto, come fossero in un ring”.

L’avvocato ha specificato l’importanza dell’analisi del contesto familiare e soprattutto di quel tragico primo marzo: “Questa ragazza si è trovata a gestire una situazione in cui la madre dice ‘State attenti perché oggi succede qualcosa e se mi capita qualcosa pensa tu e ai bambini più piccoli’. È chiaro che, col senno di poi e ragionando a freddo, forse delle alternative potevano esserci. Però, quando sono stati chiamati i carabinieri e loro stavano arrivando, chi avrebbe potuto aprire, se erano imprigionati in quella stanza e presi a botte, chi sarebbe potuto intervenire?”

Sfolcini ha concluso rammentando l’importanza di rispettare le sentenze, ma ricordando che queste debbano anche essere discusse: “Ripeto, le sentenze vanno rispettate, ma devono anche essere discusse. Il contenuto di questa sentenza è piuttosto discutibile sotto diversi profili. Escludono la premeditazione, parlano solo di una preordinazione, qui la sentenza coglie nel segno: è vero che la ragazza ha comprato il coltello, ma lo ha riposto, confezionato, in un armadio. Non aveva alcuna intenzione di usarlo. È chiaro che lo ha impugnato solo quando si è vista aggredita in quel modo, senza altra possibilità per evitare che l’aggressione continuasse. Questo è il dato di fondo”.

Quel che emerge, è l’attenzione della corte al manoscritto, in cui Makka aveva espresso l’intenzione di poter arrivare a uccidere il padre per autodifesa, e all’acquisto del coltello.

“Se il padre fosse stato tranquillo quel giorno e non avesse aggredito tutti, sicuramente la ragazza non avrebbe mai preso in mano quel coltello - conclude Sfolcini - È stata una reazione, forse un eccesso colposo, ma escludere sia la legittima difesa sia l’eccesso colposo mi sembra eccessivo. Faremo appello e vedremo come andrà in secondo grado”.

Nel frattempo, Makka è tornata a vivere con la sua famiglia e sta studiando per l’ammissione al quarto anno di liceo - da privatista, perché la corte non ha concesso di frequentare la scuola. L’avvocato ha raccontato che la ragazza, ora, è abbastanza serena, nonostante le preoccupazioni sul suo futuro.

“In questo momento la sta vivendo con tranquillità. Per lei la cosa importante è sapere di aver salvato la madre e la famiglia. È certa di questo e porterà sempre con sé questa convinzione, perché è sicura che quel giorno il padre avrebbe potuto compiere un disastro”.

Francesco Rosso

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