Non si è fatta attendere la replica dell'assessore alla Sanità, Federico Riboldi, alle critiche sollevate dal gruppo Sanità del Pd di Asti.
Al centro del contendere la gestione dell'azienda sanitaria locale e la figura del direttore generale, Giovanni Gorgoni, definito dai dem come una guida che deve ancora dimostrare la propria autorevolezza per invertire la rotta su liste d'attesa e servizi territoriali.
L'esponente della giunta regionale, però, non accetta processi alle intenzioni e sceglie la via della difesa a oltranza del manager, sottolineando come la stabilità sia il primo farmaco per un'azienda che ha sofferto troppo i continui cambi al vertice.
Una scelta di competenza
"Il dottor Giovanni Gorgoni è uno dei professionisti più validi e preparati che la sanità piemontese abbia avuto a disposizione", esordisce Riboldi, ricordando come la sua nomina sia il risultato di una selezione pubblica rigorosa.
Per l'assessore alla Sanità, il direttore rappresenta la cura a quegli anni segnati da un'eccessiva alternanza nei ruoli di comando che ha spesso rallentato la programmazione.
Secondo la visione regionale, il dirigente non starebbe portando avanti interessi di parte, ma un servizio orientato esclusivamente alla responsabilità verso il territorio e alla gestione delle sfide imponenti legate ai fondi del Pnrr.
Dal presidio Valle Belbo alla ex maternità
Entrando nel merito delle critiche croniche che affliggono il quadrante astigiano, l'assessore ha voluto rassicurare i cittadini su alcuni punti caldi.
Sul futuro del presidio Valle Belbo, la promessa è quella di non veder nascere una scatola vuota, ma un punto di riferimento per tutto il sud-astigiano.
Nota di merito anche sulla gestione dell'ex Maternità: "Diamo merito al direttore Gorgoni di aver sollevato il problema, dopo anni di inerzie, e di averne avviato la risoluzione".
Anche sul fronte di Dermatologia, reparto spesso al centro del dibattito per la carenza di camici bianchi, la Regione assicura che il lavoro svolto permetterà la prosecuzione del servizio.
Liste d'attesa e investimenti al Massaia
Il tema più spinoso resta quello dei tempi di prenotazione per esami e visite, su cui il Pd aveva evidenziato criticità profonde.
Riboldi, pur comprendendo lo spirito campanilistico della polemica, invita a non fare graduatorie tra le diverse aziende sanitarie piemontesi.
L'asl di Asti, secondo i dati regionali, avrebbe risposto con impegno allo sforzo richiesto per abbattere i tempi morti.
A testimonianza del lavoro fatto, l'assessore richiama l'open day di sabato 31 gennaio presso l'ospedale Cardinal Massaia, dove la cittadinanza ha potuto toccare con mano l'eccellenza di alcuni reparti e l'impiego delle risorse per milioni di euro messe a disposizione dai piani di sviluppo nazionali.










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