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Attualità | 26 aprile 2026, 18:42

Torna la "Compagnia di via Brovardi" per i 60 anni della prof: scatta l'appello per ritrovare gli ultimi amici

Arianna ha coordinato le ricerche da Madrid per riunire la storica comitiva astigiana degli anni Ottanta. Dopo la grande festa a sorpresa la caccia continua: "Aiutateci a rintracciarli tutti"

La compagnia di via Brovardi ieri e oggi

La compagnia di via Brovardi ieri e oggi

C'è un filo invisibile che lega le amicizie vere, capace di resistere al tempo e alle distanze. Lo ha dimostrato Arianna Gambino, una giovane studentessa che, direttamente dal suo Erasmus a Madrid, ha compiuto un'impresa che sembrava impossibile. La ragazza ha deciso di riunire la storica "Compagnia di via Brovardi" a quarant'anni di distanza, come regalo speciale per il sessantesimo compleanno della sua ex professoressa G.

Tutto è nato per caso, durante una passeggiata ad Asti. "Menomale che quel 7 maggio sono andata in fiera con Grazia e abbiamo incontrato Silviana, che ha accolto la mia proposta", racconta la giovane ripercorrendo i passi di un'avventura che l'ha vista trasformarsi in una vera e propria investigatrice.

Un'indagine tra social e anagrafe

La ricerca è stata tutt'altro che semplice, partendo da vecchie foto sbiadite e ricordi lontani. Arianna ha incrociato dati su Facebook e Instagram, spingendosi persino a contattare i figli degli ex ragazzi degli anni Ottanta pur di arrivare ai loro genitori.

L'episodio più rocambolesco ha riguardato la cosiddetta "pista di Vicenza". Per rintracciare uno dei pilastri storici del gruppo, la studentessa si è rivolta all'anagrafe veneta, trovando nell'impiegata Paola un aiuto fondamentale per fargli recapitare un plico di lettere e fotografie, accompagnato da un messaggio denso di significato: "Il tempo sembrava si fosse fermato".

In breve tempo è nato il gruppo WhatsApp battezzato "La compagnia di via Brovardi + 1", un vulcano di notifiche tenuto nascosto alla festeggiata grazie all'aiuto di alcuni complici. Tra momenti di sconforto e grandi entusiasmi, il gruppo è passato da dieci a cinquanta persone, guidato dal motto che proprio la professoressa ama ripetere: "Insisti e persisti, raggiungi e conquisti".

 Arianna vuole ringraziare soprattutto Silviana definendola  "anima del progetto".

 "Ha condotto la ricerca con me e ha persino teso una 'trappola' affettuosa alla festeggiata, invitandola a un caffè per farsi dettare la lista dei vecchi amici con una scusa, così da completare il gruppo. Senza la sua idea dell'album dei ricordi e la sua determinazione non avremmo realizzato nulla".

I miti degli anni Ottanta

La rimpatriata, andata in scena al ristorante Monna Laura, ha riacceso ricordi indelebili di un'epoca irripetibile. Il quartier generale era il civico 28 di via Brovardi, da cui partiva il rito della chiamata: chi abitava più in alto suonava il campanello del vicino di sotto, creando una carovana che si muoveva in squadra per le vie della città.

La memoria collettiva ha riportato a galla i motorini truccati, il Cagiva blu, la RX Arizona, affiancati da auto iconiche come la Renault 4, le Panda gialle, la 500 col tettuccio e un mitico Dune Buggy rosso. Le serate trascorrevano tra cabine telefoniche, i Mondiali dell'82 e la musica di sottofondo che spaziava dai Dire Straits agli Squallor.

Il gruppo amava definirsi composto da "miracolati" e "sopravvissuti" alle bravate giovanili. Tra loro spiccavano poeti, paracadutisti diventati mental coach e figure leggendarie come F. ricordato da tutti come il ragazzo più forte di Asti, che per la compagnia non è invecchiato di un giorno.

Una macchina del tempo e l'appello per chi manca

Rivedersi tutti insieme è stata una vera e propria scossa di vita per la professoressa e per l'intera comitiva. "Oggi ci sono le ringhiere del palazzo rifatte, gli occhiali per leggere da vicino, qualche capello bianco o qualcuno in meno, ma è bastata una scintilla per far sparire quarant’anni di assenza", racconta Arianna, emozionata nel vedere adulti ritrovarsi con l'energia da diciottenni.

Il cerchio, però, non è ancora chiuso del tutto. Alcuni componenti storici, trasferitisi altrove o lontani dai social network, mancano ancora all'appello ed è qui che entra in gioco l'aiuto della città. "Vi chiedo aiuto per rintracciare le ultime persone, se qualcuno dovesse riconoscersi in queste righe, saremmo felici di riabbracciarlo", è l'accorato appello finale della studentessa.

Una storia che dimostra come i social, spesso criticati, possano rivelarsi ponti straordinari. E che, come amano ricordare i protagonisti di questa bellissima avventura astigiana, se i fatti dopo un po' cadono in prescrizione, i legami veri non scadono mai. E se vi siete riconosciuti e voleste partecipare, contattate la mail viabrovardi28@gmail.com.

Betty Martinelli

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