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Politica | 22 maggio 2026, 08:57

Trasparenza nello sport astigiano, l'appello di Azione ai consiglieri di minoranza

Il coordinatore provinciale Mario Bovino segnala un potenziale nodo di opportunità politica e invoca una verifica formale sulle concessioni e sui contributi erogati

Un immagine d'archivio di Mario Bovino, risalente a quando era assessore allo Sport

Un immagine d'archivio di Mario Bovino, risalente a quando era assessore allo Sport

La gestione degli spazi pubblici e l'assegnazione dei contributi per lo sport ad Asti finiscono al centro di una approfondita riflessione politica. Il coordinatore provinciale di Azione e già assessore allo Sport, Mario Bovino, ha sollevato pubblicamente una questione di opportunità politica che vedrebbe coinvolta l'amministrazione comunale, auspicando un intervento ispettivo da parte dei consiglieri di minoranza. L'obiettivo dichiarato dal partito è quello di garantire che tutte le realtà sportive del territorio possano godere delle medesime condizioni di accesso alle risorse pubbliche.

Al centro della segnalazione diffusa dal movimento politico si trova la figura di Maurizio Limbordo, consigliere comunale eletto nella lista "Rasero Sindaco" e attuale delegato allo Sport del Comune. Secondo quanto ipotizzato da Azione, Limbordo ricoprirebbe contemporaneamente la carica di legale rappresentante dell'associazione sportiva "Ippocampo Sub". Questa presunta sovrapposizione di ruoli determinerebbe, a detta di Bovino, una situazione di imbarazzo istituzionale. L'associazione in questione, stando ai dati gestionali citati nella nota, usufruirebbe stabilmente della piscina comunale gestita dalla società CSR, avrebbe in concessione un immobile di proprietà del Comune e avrebbe beneficiato di un contributo di 1.500 euro erogato dalla Fondazione CR Asti, ente nel quale l'amministrazione comunale nomina i propri rappresentanti.

Il coordinatore di Azione ha tenuto a precisare il valore sociale dello sport locale, ricordando come il settore necessiti del supporto pubblico per sopravvivere, ma ha ribadito che "le risorse, le sedi e gli spazi pubblici debbano essere gestiti con la massima trasparenza ed equità, garantendo a tutti le stesse identiche opportunità". L'esponente politico ha poi specificato la natura della contestazione, sottolineando che "non stiamo mettendo in dubbio la regolarità delle carte, ma qui c'è un evidente problema di opportunità politica", domandandosi se sia opportuno che chi ha il compito di vigilare sugli impianti rappresenti contemporaneamente una realtà privata che ne usufruisce.

Per fare piena luce sulla vicenda e tutelare il tessuto associativo astigiano, Azione ha formulato tre specifici interrogativi indirizzati alla Giunta guidata dal sindaco Maurizio Rasero. Il primo riguarda il ruolo effettivo del delegato nell'adozione di eventuali atti amministrativi di indirizzo, determine o delibere relative alle tariffe e alla gestione degli impianti, con particolare riferimento alla piscina. In secondo luogo, si richiede di verificare i termini, le scadenze e i possibili rinnovi della concessione dell'immobile di via Roero 51, la cui assegnazione risalirebbe a un momento precedente rispetto all'attuale mandato elettorale, per accertare che i canoni siano in linea con quelli applicati alle altre realtà cittadine. Infine, la nota si concentra sui criteri di assegnazione dei fondi, chiedendo quali parametri si intendano adottare per sostenere equamente le altre storiche associazioni del territorio che affrontano difficoltà economiche.

Non disponendo di una rappresentanza diretta all'interno dell'attuale Consiglio comunale, il coordinamento provinciale di Azione ha lanciato un appello formale ai rappresentanti delle opposizioni affinché traducano queste perplessità in una formale interpellanza scritta. "I cittadini e le società sportive di Asti hanno il diritto di sapere che le regole sono uguali per tutti", ha concluso Bovino, ritenendo necessaria una risposta ufficiale da parte del sindaco e del delegato allo Sport di fronte all'aula consiliare.

Redazione


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