Il Centro provinciale per l'istruzione degli adulti (Cpia) 1 di Asti sta vivendo un momento di straordinaria espansione, ma anche di profonda sofferenza. Negli ultimi tre anni gli iscritti sono letteralmente decollati, passando da 2.419 a 3.490, registrando un incremento record del 44%. La sola sede di Asti accoglie ogni anno oltre duemila persone, confermandosi un presidio educativo fondamentale per l'integrazione, la formazione permanente e la riqualificazione lavorativa. Nonostante questa imponente crescita di utenza, le risorse organiche e gli spazi didattici sono rimasti drammaticamente al palo. Per questo motivo, un comitato spontaneo di iscritti e docenti, insieme alla rappresentanza sindacale unitaria dell'istituto, ha dato il via a una doppia mobilitazione, supportata con vigore dalla Federazione lavoratori della conoscenza (Flc) Cgil.
La protesta si articola su due fronti caldi: la carenza di organico e l'insufficienza di aule. Per spingere le istituzioni ad agire, è stata lanciata una petizione ufficiale, firmabile anche online all'indirizzo https://c.org/yPLPzSX7d2?sfnsn=scwspmo, nata con l'intento di portare le istanze dei lavoratori e degli studenti direttamente all'attenzione dell'amministrazione comunale e degli uffici scolastici.
Il problema degli spazi e il recupero dell'ex Macello
La sede centrale della scuola si trova presso lo Spazio Vinci, situato nell'edificio storico dell'ex Macello, successivamente sede del comando della Polizia Municipale. Si tratta di una struttura recuperata solo in parte e rimasta incompleta. Attualmente, la scuola dispone di appena sei aule e due laboratori, del tutto insufficienti a coprire il bacino d'utenza reale. Per ovviare temporaneamente all'emergenza, il Comune di Asti ha concesso l'uso di quattro aule serali presso l'ex Enofila, ma si tratta di una soluzione provvisoria e logisticamente frammentata.
La Flc Cgil ha preso in carico la vertenza edilizia e si farà promotrice del problema direttamente con l'amministrazione comunale. Secondo le stime, il completamento del recupero dello Spazio Vinci, che prevede la ristrutturazione delle ali laterale e frontale, richiederebbe un investimento di circa un milione di euro. Il comitato promotore sottolinea che la riqualificazione non sarebbe solo un'opera edilizia, ma rappresenterebbe un vero e proprio presidio sociale per l'intero quartiere, rivitalizzandolo.
Per raddoppiare la superficie attuale di circa 1.400 metri quadrati, servirebbero almeno otto nuove aule più una piccola, anche se un ampliamento iniziale di cinque o sei aule potrebbe già tamponare l'emergenza più acuta. Il comitato evidenzia l'urgenza di portare il tema all'attenzione di tutti i consiglieri comunali, sia di maggioranza sia di minoranza, ricordando che l'ultimo intervento strutturale di edilizia pubblica sull'edificio risale alla giunta di Fabrizio Brignolo, ovvero a 12 anni fa. L'istruzione degli adulti, che ad Asti coinvolge circa mille persone l'anno nei soli percorsi di educazione permanente, deve diventare una priorità assoluta per l'intera comunità politica locale.

La carenza cronica di organico e le cattedre vuote
Il secondo grande ostacolo è la cronica mancanza di docenti. Attualmente il Cpia 1 di Asti dispone di un numero insufficiente di insegnanti, a fronte di un reale fabbisogno calcolato in cinquantaquattro docenti. Mancano all'appello undici cattedre, una carenza che si traduce in un enorme sovraccarico di lavoro e in costanti trasferimenti per coprire le lezioni nelle varie sedi della provincia, costringendo i docenti a percorrere in media duecento chilometri alla settimana. I numeri della scuola, d'altronde, testimoniano l'importanza del servizio: nel solo triennio appena trascorso, sono stati formati ben 1.925 studenti alfabetizzati con certificato A2 e altri 279 hanno raggiunto il livello B1.
"Siamo di fronte a una gestione provvisoria dell'organico di fatto che penalizza costantemente la nostra offerta", commenta Paolo Fasano, docente e membro della rappresentanza sindacale unitaria del Cpia. Sulla stessa linea si pone Mario Li Santi, segretario provinciale della Flc Cgil di Asti, il quale rileva che, nonostante l'ufficio scolastico provinciale abbia mostrato sensibilità verso il problema, è indispensabile procedere a un adeguamento degli organici basato sul numero effettivo degli iscritti e non su freddi parametri matematici che ignorano le peculiarità della scuola degli adulti.
Istruzione come presidio di legalità e palestra di vita sociale
La mobilitazione assume un forte valore civile. Il Cpia non è un semplice erogatore di corsi, ma un pilastro per l'integrazione e la sicurezza urbana. "Lo Stato e l'Europa parlano spesso di inclusione con una certa ipocrisia, ma nei fatti non sostengono politiche reali per permettere a queste persone di studiare e lavorare regolarmente", ha affermato Paolo Fasano, esprimendo forte preoccupazione per il rischio di isolamento sociale dei corsisti stranieri. "Dal mio punto di vista, bisognerebbe andarli a prendere con le navi, portarli qui e dare loro istruzione e lavoro", prosegue il docente, denunciando l'esistenza di una sorta di apartheid di fatto che spinge molti immigrati a vivere segregati in quartieri ghetto.
Il comitato promotore insiste sulla necessità di arricchire l'offerta formativa per stimolare la partecipazione attiva della cittadinanza. Secondo Li Santi, "un Cpia forte rappresenta una vera e propria palestra di vita sociale e l'istruzione è lo strumento più efficace per contrastare il disagio e prevenire la devianza", offrendo opportunità concrete di riscatto sociale anche attraverso i percorsi di conseguimento del diploma per adulti.
La richiesta di un confronto con l'amministrazione comunale e con le autorità scolastiche, veicolata tramite la Flc Cgil, costituisce il primo passo irrinunciabile per far sì che la scuola diventi finalmente il fiore all'occhiello del sistema educativo astigiano.














