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Economia e lavoro | 08 luglio 2026, 15:26

Tornano le polemiche sul mercato di Asti: “Non si festeggia davanti a 60 banchi chiusi”

La replica del presidente nazionale del GOIA, Giancarlo Nardozzi, dopo la visita dei vertici Ana Ugl: “Mi auguro che il mercato funzioni, ma il danno è stato fatto”

MerfePhoto

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Dopo la visita ad Asti, questa mattina, dei vertici nazionali di Ana Ugl, con il presidente Ivano Zonetti e il segretario nazionale Marrigo Rosato, e il giudizio positivo espresso sul percorso del mercato cittadino, arriva la replica di Giancarlo Nardozzi, presidente nazionale del GOIA, altra associazione di rappresentanza del commercio ambulante. Stamattina, Ana Ugl aveva definito Asti un "modello di integrazione tra bancarelle e negozi del centro storico", richiamando anche il tema della direttiva Bolkestein e della crisi del settore.

La risposta di Nardozzi è di segno opposto e parte da un punto preciso: La situazione dei banchi che, secondo il presidente del GOIA, hanno cessato l’attività negli ultimi anni.

“Si festeggia sulle ceneri di 60 banchi chiusi”

Nardozzi contesta l’ottimismo emerso dall’incontro di Ana Ugl e richiama il tema delle attività non più presenti.

“La cosa che mi sta dando fastidio è che stanno festeggiando tutti quanti sulle ceneri di 60 banchi chiusi, in un mercato dove non arriva più gente da fuori”, afferma il presidente nazionale del GOIA. Il suo giudizio è netto, ma accompagnato da una precisazione nei confronti degli operatori che sono tornati nella parte superiore del mercato.

“Io auguro alle persone che attualmente sono sopra di lavorare, questo deve essere ben chiaro”, aggiunge Nardozzi. “Però vedere questi festeggiamenti di fronte a 60 attività chiuse, da parte di associazioni che si definiscono di categoria, fa un po’ ridere. La responsabilità è anche loro, oltre che della politica”.

Secondo il presidente del GOIA, il tema centrale non sarebbe la soddisfazione per quanto ottenuto, ma la necessità di guardare a chi è rimasto fuori dal percorso. “L’unica cosa che mi dà fastidio è che non si pensa a quei 60 banchi chiusi. Quello mi dà veramente fastidio”, insiste.

La critica alla rappresentanza

Nardozzi mette poi in discussione la rappresentatività dell’incontro e delle sigle presenti. “Intanto ci vuole una rappresentanza. La foto che avete visto è tutta l’Ugl. Ci sarà stato solo un ambulante in mezzo”, sostiene.

Il presidente del GOIA allarga la critica anche ad altre associazioni del settore, sostenendo che alcune realtà si reggerebbero più su equilibri politici che su un reale radicamento tra gli operatori.

“Purtroppo c’è un discorso politico che li tiene in piedi e fanno scelte personali”, afferma Nardozzi.

Un passaggio riguarda anche la direttiva Bolkestein, tema molto discusso nel comparto ambulante e richiamato anche da Ana Ugl durante la visita ad Asti.

“Sul discorso della Bolkestein noi eravamo gli unici al Ministero che dicevamo di no, mentre altri hanno detto di sì pur di cercare di salvare l’insalvabile”, dichiara il presidente del GOIA. “Se ognuno si prendesse le proprie colpe, sarebbe meglio”.

“Ad Asti abbiamo fatto una battaglia”

Nella replica, Nardozzi rivendica il ruolo svolto dal GOIA nella vicenda del mercato astigiano, pur riconoscendo che il risultato ottenuto non coincide con ciò che l’associazione avrebbe voluto.

“Noi ad Asti abbiamo fatto una battaglia”, dice. “Quel pezzettino che si sono riusciti a prendere non è quello che noi continuiamo a volere, anche se ormai sarà impossibile tornare al mercato come era prima”.

Secondo il presidente nazionale del GOIA, il mercato originario aveva una forza attrattiva diversa. “Quel mercato come era prima favoriva la gente che veniva da fuori, osserva, adesso questo non c’è più, perché c’è stata talmente tanta confusione, talmente tanti sbalzi, che le persone arrivano in quella piazza e la vedono vuota”.

Nardozzi guarda comunque con attenzione agli sviluppi legati alla parte inferiore della piazza e ai parcheggi. “Speriamo anche con quei parcheggi in più, afferma, io sono convinto che se la piazza tornasse come prima allora si tornerebbe a lavorare. Ormai il danno è stato fatto, ci auguriamo che il mercato riprenda vita”.

“Per me è una sconfitta anche personale”

Il nodo, per Nardozzi, rimane quello delle attività che non hanno retto la riorganizzazione. “Festeggiare su 60 banchi e su 60 attività chiuse, quando è un dovere dell’associazione di categoria difendere proprio questo, per me è una sconfitta anche personale”, sostiene, criticando anche l’eventuale trasformazione della rappresentanza in progetto politico, richiamando la necessità di restare sul merito dei problemi del settore.

“Ho sentito che vogliono aprire un partito. Capisco che qualcuno debba prendersi la poltroncina, però per prendersi la poltroncina bisogna anche essere costruttivi, non distruggere 60 attività”, afferma.

Un’accusa che Nardozzi rivolge non soltanto ad Ana Ugl, ma anche ad altre sigle associative, accusate di aver avuto responsabilità nella gestione della vicenda.

L’augurio agli ambulanti

La replica si chiude con un chiarimento: La critica politica e sindacale non è rivolta agli operatori che oggi lavorano nel mercato, ai quali il presidente del GOIA augura di poter riprendere stabilità.

“Auguro un gran lavoro a quelli che sono andati sopra”, conclude Nardozzi, mi auguro che il mercato funzioni bene, spero che lavorino tutti, questo sia ben chiaro”.

La distanza tra le due letture resta quindi ampia. Da un lato Ana Ugl rivendica il percorso di riqualificazione e il ritorno di una parte dei banchi; dall’altro il GOIA chiede di non archiviare il tema delle attività chiuse e di non trasformare il caso astigiano in una celebrazione senza bilancio critico.

Betty Martinelli

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