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Attualità | 16 luglio 2026, 13:52

Da area industriale a distretto d'avanguardia: così Saclà "ridisegna" il futuro della città [VIDEO]

Presentato un ambiziosissimo progetto che, a fronte di un investimento di oltre 100 milioni di euro, punta a ricucire il tessuto urbano e creare oltre 400 nuovi posti di lavoro

Un render che mostra una porzione dell'ambiziosissimo progetto

Un render che mostra una porzione dell'ambiziosissimo progetto

Lo storico stabilimento della Saclà, situato nel cuore di Asti fin dal 1939, si prepara a cambiare pelle. Con il trasferimento definitivo delle attività produttive nel modernissimo polo di Castello d'Annone previsto entro la fine dell'anno, l'area di oltre 63.000 metri quadrati rischiava di trasformarsi in una delle tante cattedrali nel deserto industriali. Per scongiurare il degrado e restituire valore alla comunità, la storica azienda alimentare ha presentato questa mattina un imponente piano di riqualificazione urbana. L'operazione, battezzata "The Key", prevede un investimento complessivo stimato tra i 100 e i 130 milioni di euro e ridisegnerà l'intera area sotto il segno della sostenibilità, dell'accoglienza e dei servizi al cittadino.

A regime, il nuovo polo urbano di Asti darà lavoro a ben 400 persone, offrendo un'importante boccata d'ossigeno all'occupazione locale. A questa stima si aggiunge l'indotto generato da tutti i professionisti, i progettisti e i tecnici che lavoreranno attivamente per realizzare l'opera nei prossimi anni.

L'impegno per Asti della famiglia Ercole

La decisione di non abbandonare il sito storico a se stesso nasce da una precisa volontà di responsabilità sociale d'impresa. Chiara Ercole, amministratrice delegata di Saclà, ha voluto fortemente che la dismissione dello stabilimento non si traducesse in una ferita per il tessuto urbano astigiano.

"Abbiamo quasi novant'anni di storia in quest'area e abbiamo influenzato la vita di tantissime famiglie che qui hanno lavorato o abitato", spiega, ricostruendo la genesi dell'iniziativa. "Nel momento in cui abbiamo iniziato a trasferire le attività a Castello d'Annone per ragioni di efficienza e competizione, non abbiamo potuto ignorare l'impatto che questo avrebbe avuto sulla città. Eravamo consapevoli che, andandocene senza pensare al dopo, l'area sarebbe rimasta vittima di degrado, diventando l'ennesima scatola vuota. Per questo abbiamo cercato una soluzione che desse una nuova vita a questo spazio, una vita degna di Asti e della nostra storia",

La ricerca di un partner all'altezza ha portato all'incontro con Pietro Nicolazzi, amministratore delegato di Koa Advisory, società specializzata in rigenerazione urbana complessa che vanta importanti successi in tutta Italia e in Svizzera. "Ho cercato a lungo qualcuno capace di ridare vita a quest'area, e l'ho trovato in Koa Advisory", aggiunge l'amministratrice delegata, sancendo un passaggio di consegne ideale e simbolico.

Il metodo Redivivus e l'Urban Rebirth

La filosofia che guiderà la trasformazione si basa sul protocollo Redivivus™, un metodo registrato da Koa Advisory che mette al centro il concetto di rinascita urbana senza consumo di nuovo suolo.

"Troppo spesso, quando un'industria abbandona un luogo, quel posto diventa sinonimo di illegalità, abusi e problemi di gestione", commenta Nicolazzi. "La nostra idea è creare qualcosa di completamente diverso, capace di attirare ad Asti un pubblico nazionale e internazionale. Non demolire per ricostruire dal nulla: convertiamo ciò che è possibile e demoliamo solo per restituire verde e spazi pubblici alla cittadinanza. Non raccogliamo macerie, ma un testimone prezioso lasciatoci dalla famiglia Ercole",

Pietro Nicolazzi vanta una solida esperienza in questo settore, avendo gestito negli ultimi dieci anni ben nove grandi operazioni di rigenerazione urbana tra i 50.000 e i 100.000 metri quadrati. Tra i suoi progetti più celebri spiccano il recupero dell'ex Manifattura Tabacchi a Firenze, trasformata in un quartiere polifunzionale con un parco urbano, e la riqualificazione dell'ex stabilimento Ericsson a Genova, oggi sede di una residenza sanitaria assistita, uno studentato per oltre 500 ragazzi e diverse attività commerciali di prossimità.

Le quattro anime del nuovo polo urbano

Il masterplan elaborato per l'ex stabilimento Saclà prevede la suddivisione dell'area in quattro zone distinte, concepite per integrarsi perfettamente con il resto della città.

L'Isola Saclà e il centro di ricerca alimentare

La prima zona, denominata Isola Saclà, rappresenta il cuore storico e simbolico del progetto. Qui verrà ospitato un centro tecnologico e di ricerca alimentare al primo piano dello stabile, fortemente voluto dalla dirigenza tecnica. Il centro lavorerà in sinergia con le principali università italiane del settore per sviluppare innovazione nel campo dell'alimentazione. Al piano terra troveranno spazio attività commerciali al dettaglio, una scuola di danza e il primo negozio monomarca Saclà, concepito come uno spazio museale aperto alla cittadinanza.

All'interno dell'Isola Saclà si sposterà anche la nuova sede di ASP-Asti Servizi Pubblici, l'azienda multiutility che gestisce i servizi municipali, situata a circa 400 metri di distanza rispetto alla posizione attuale. L'intero comparto sarà dotato di un parcheggio sotterraneo da oltre 100 posti per non gravare sulla viabilità ordinaria.

L'accoglienza e il polo congressuale

La seconda area sarà interamente dedicata al turismo e al business, un settore in cui Asti sconta storicamente una carenza di strutture ricettive di grandi dimensioni. Il progetto prevede la costruzione di un hotel a quattro stelle e mezzo da circa 200 camere, dotato di un centro benessere con terme e un ristorante di alta qualità.

Accanto all'albergo sorgerà un auditorium polifunzionale ipogeo da 1200 posti, che in configurazione conferenza potrà accogliere fino a 1500 persone. Questa struttura, ispirata all'auditorium di Berlino, utilizzerà moderne tecnologie costruttive in cemento armato e legno ignifugo per garantire un isolamento acustico totale. L'obiettivo è intercettare il turismo congressuale e ospitare eventi culturali, concerti di nicchia e rassegne jazz, offrendo un punto di riferimento per l'intero quadrante del sud del Piemonte.

Salute, sport e benessere

La terza zona ospiterà un polo dedicato alla prevenzione e alla cura della persona. Al suo interno è prevista l'apertura di un centro diagnostico all'avanguardia, gestito da un'importante multinazionale del settore sanitario sviluppatasi a Brescia. Il comparto si completerà con un centro fitness di ultima generazione, che integrerà macchinari gestiti da intelligenza artificiale capaci di assistere l'utente correggendone i movimenti in tempo reale.

Il commercio di prossimità per il quartiere Bellavista

L'ultima frazione del progetto risponderà alle esigenze dei residenti del vicino Villaggio Bellavista, oggi carente di servizi commerciali di vicinato. Grazie al collegamento pedonale esistente, gli abitanti della zona potranno accedere direttamente a un supermercato di media struttura, che porterà ad Asti un'insegna non ancora presente sul territorio. L'area commerciale sarà completata da un punto di ristorazione veloce e da un negozio non alimentare, circondati da oltre 450 parcheggi pubblici utili anche per decongestionare l'area del vicino tribunale.

La rinascita verde del Borbore

Uno degli aspetti più rilevanti della rigenerazione urbana riguarda il forte incremento delle aree verdi, che arriveranno a coprire il 58 per cento dell'intera superficie disponibile. Oltre 36.000 metri quadrati di cemento verranno restituiti alla natura, con la messa a dimora di 250 nuovi alberi in grado di assorbire più di 3 tonnellate di anidride carbonica all'anno.

Il progetto si integrerà con la riqualificazione naturalistica della sponda del fiume Borbore. A partire da settembre, Koa Advisory collaborerà con l'Istituto Tecnico Agrario Giuseppe Penna di Asti per studiare la flora storica del Monferrato e avviare una piantumazione mirata di specie autoctone, a partire dalla lavanda, che contrasta naturalmente la crescita delle erbe infestanti.

Il ritorno della flora originaria è mirato a favorire il ripopolamento della fauna locale, con la creazione di corridoi ecologici e arnie per la salvaguardia delle api, oltre a favorire il ritorno dello scoiattolo rosso e del martin pescatore. Dal punto di vista della sicurezza idraulica, d'intesa con l'amministrazione provinciale guidata da Simone Nosenzo, si provvederà ad alzare l'argine del fiume di circa mezzo metro per mettere l'intera area definitivamente al sicuro da eventuali rischi di esondazione.

Una nuova pista ciclabile e pedonale correrà lungo il fiume, collegando direttamente il quartiere Bellavista con piazza Alcide De Gasperi e la stazione ferroviaria, consentendo ai cittadini di muoversi interamente a piedi nel verde.

Viabilità e abbattimento dell'inquinamento acustico

Il trasferimento della produzione Saclà a Castello d'Annone ha già comportato un significativo miglioramento del traffico cittadino. In passato, la logistica dello stabilimento registrava il passaggio di circa 5.000 mezzi pesanti all'anno, con picchi di oltre 100 camion al giorno nei periodi di massima attività.

Con la nascita del nuovo polo, il traffico pesante subirà un abbattimento del 90 per cento, limitandosi esclusivamente ai mezzi necessari per il rifornimento delle attività commerciali e dell'hotel. Per gestire al meglio i nuovi flussi di visitatori, Koa Advisory e lo studio di progettazione dell'Architetto Romboni stanno definendo con i tecnici comunali la realizzazione di due nuove rotonde d'accesso per distribuire la viabilità di scorrimento proveniente dai caselli autostradali.

Sostenibilità finanziaria e tappe del progetto

L'operazione "The Key" non peserà sulle casse pubbliche né sui bilanci industriali della Saclà, che ha già sostenuto importanti investimenti per il nuovo stabilimento. L'investimento complessivo sarà gestito attraverso la costituzione di un fondo immobiliare dedicato, denominato Saclà Investor Partners, promosso dall'azienda stessa in collaborazione con una società di gestione del risparmio.

Il fondo punta a raccogliere capitali privati e istituzionali, rivolgendosi in primo luogo alle fondazioni bancarie del territorio, a partire dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, e a istituti nazionali come Cassa Depositi e Prestiti, che ha già finanziato in passato operazioni analoghe condotte da Koa Advisory.

L'iter urbanistico è entrato nel vivo a metà luglio con la presentazione ufficiale del progetto definitivo agli uffici comunali e alla giunta. L'obiettivo è inserire la pianificazione all'interno della nuova variante generale del piano regolatore entro la fine dell'estate, per poi procedere rapidamente in conferenza dei servizi in Regione Piemonte.

Un elemento che non è passato inosservato durante la presentazione è stata la totale assenza fisica di esponenti istituzionali al tavolo dei relatori, un dettaglio decisamente insolito per un annuncio di questa portata. Ciononostante, lo sviluppo di "The Key" dovrà necessariamente muoversi in stretta sinergia con la politica locale e i tecnici del Comune, il cui supporto e la cui prontezza operativa saranno decisivi per tradurre questa visione privata in una concreta e rapida variante urbanistica per la città.

I lavori di demolizione e bonifica inizieranno non appena saranno rilasciati i permessi di costruire. Il cronoprogramma è estremamente ambizioso: l'inaugurazione ufficiale di gran parte del polo urbano è fissata per il 2029, l'anno in cui la Saclà spegnerà le sue prime novanta candeline. Un traguardo storico che la famiglia Ercole vuole celebrare offrendo ad Asti una straordinaria opportunità di sviluppo e di rilancio per tutto il territorio.

Gabriele Massaro

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