Quasi un secolo di storia vissuto con lo sguardo costantemente rivolto al futuro della propria terra. Piero Bava, nato il 24 settembre 1931, festeggia oggi il traguardo dei 95 anni, rappresentando una delle figure più autorevoli e rappresentative delle trasformazioni agricole, sociali ed economiche del Monferrato astigiano.
Il suo percorso professionale prende avvio molto presto: conseguito nel 1951 il diploma di ragioniere presso l'Istituto Giobert di Asti, entra nell'attività di famiglia, allora radicata tra viticoltura, commercio enologico e ristorazione. Negli anni Cinquanta si distingue subito per intuito e competenza, dedicandosi in prima persona alla selezione e all'acquisto delle uve e comprendendo a fondo il potenziale espressivo dei diversi terroir monferrini.
Accanto alla dedizione per la cantina, si fa strada fin da giovanissimo un profondo senso civico. Nel 1956 risulta il candidato più votato nelle liste della Democrazia Cristiana a Cocconato; dopo un passaggio come vicesindaco, nel 1960 viene eletto sindaco a soli 29 anni, incarico rinnovato nel 1966 e nel 1970 per un mandato complessivo di circa vent'anni. Durante la sua lunga amministrazione, il paese affronta una decisa modernizzazione: si potenziano scuole e infrastrutture e si pongono le basi per fare del borgo una meta di riferimento per la villeggiatura, gettando le premesse per il successivo riconoscimento della prima Bandiera Arancione del Touring Club nell'Astigiano. L'impegno per lo sviluppo locale lo porta inoltre ad assumere incarichi attivi nella Camera di Commercio di Asti e a partecipare alla nascita dell'Evva, l'Ente per la valorizzazione dei vini astigiani.

Parallelamente, l'azienda di famiglia compie passi da gigante. Tra gli anni Sessanta e Settanta i vini Bava varcano i confini nazionali: nel 1971 una partita di Barolo approda persino a Mosca, mentre prendono forma le prime missioni commerciali in Belgio e Nuova Zelanda. Nel 1978 giunge la svolta strategica: la famiglia rileva la storica casa spumantiera Giulio Cocchi di Asti. Con questa acquisizione, l'imprenditore lega il proprio nome al rilancio del metodo classico, dei vermouth e dei vini aromatizzati, trasferendo in seguito lo stabilimento produttivo a Cocconato e guidando il marchio verso una solida affermazione sui mercati internazionali.
Uomo di cultura a tutto tondo, affianca al vino una sincera passione per la tavola: delegato per Asti dell'Accademia Italiana della Cucina a partire dal 2004, su passaggio di testimone dell'avvocato Giovanni Goria, è poi entrato a far parte della Consulta nazionale dell'istituzione. Oggi il patrimonio di esperienze e visione di Piero Bava continua a vivere nei successi della famiglia e nella memoria collettiva di un territorio che ha contribuito in modo determinante a far conoscere nel mondo.














