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Attualità | 05 ottobre 2026, 09:03

Riscaldamento, ad Asti l’inverno rischia di costare di più: rincari fino al 30% per i condomini

La buona notizia arriva dal meteo: temperature ancora miti e termosifoni che potrebbero essere accesi più avanti rispetto alla data ordinaria del 15 ottobre

Riscaldamento, ad Asti l’inverno rischia di costare di più: rincari fino al 30% per i condomini

L’autunno è ancora insolitamente mite, ma per le famiglie astigiane si avvicina uno degli appuntamenti più temuti della stagione fredda: la prima bolletta del riscaldamento. E quest’anno il rischio è che scaldare casa possa costare sensibilmente di più.

Il tema è quello che sta già facendo discutere amministratori di condominio e proprietari: secondo le stime riportate dal TGR Piemonte, le bollette del riscaldamento potrebbero aumentare tra il 20 e il 40 per cento, con una previsione media che si aggira intorno al 30% rispetto alla scorsa stagione. 

A pagare il conto più salato potrebbero essere soprattutto gli edifici meno efficienti dal punto di vista energetico.

Ad Asti, però, c'è un elemento che potrebbe almeno in parte attenuare l'impatto: le temperature di questi primi giorni di ottobre restano decisamente sopra la norma. Le previsioni di Dati Meteo Asti hanno indicato massime fino a 26-27 gradi nel primo fine settimana del mese, con un quadro caratterizzato da alta pressione, tempo asciutto e valori termici superiori alle medie stagionali.

Il 15 ottobre è la data ordinaria, non necessariamente il giorno dell'accensione

Per Asti, inserita nella zona climatica E, il periodo ordinario nel quale è consentito utilizzare gli impianti di riscaldamento va dal 15 ottobre al 15 aprile, con un massimo di 14 ore giornaliere.

Ma questo non significa che il 15 ottobre i termosifoni debbano necessariamente entrare in funzione.

Se il clima continua a essere mite, l'accensione può essere posticipata, evitando così di consumare gas o altra energia quando non è ancora necessario riscaldare gli ambienti. Al contrario, in presenza di condizioni climatiche sfavorevoli, la normativa consente deroghe rispetto al periodo ordinario.

Il Comune di Asti, inoltre, nelle disposizioni antismog richiama l'obbligo di gestire gli impianti di riscaldamento delle abitazioni in modo da non superare i 20 gradi negli ambienti, secondo quanto previsto dalla normativa vigente. 

Per le famiglie astigiane si tratta quindi di un primo possibile elemento positivo: un ottobre più caldo del normale significa, almeno potenzialmente, meno ore di riscaldamento e quindi minori consumi.

La vera incognita sarà ciò che accadrà nelle settimane successive. Perché se il freddo dovesse arrivare rapidamente, il vantaggio di questi primi giorni potrebbe essere compensato da un utilizzo più intenso degli impianti durante il resto dell'inverno.

Gas più caro, ma niente allarme come nel 2022

A preoccupare è soprattutto il ritorno al rialzo delle quotazioni del gas. L'Arera ha comunicato che a settembre il prezzo della materia prima nel servizio di tutela della vulnerabilità è aumentato del 12,7 per cento rispetto ad agosto, raggiungendo 78,80 euro per MWh. L'Autorità ha spiegato che sulle quotazioni all'ingrosso si è registrato un nuovo deciso rialzo. 

Numeri che si riflettono sulle prospettive per l'inverno, ma che non significano necessariamente una nuova emergenza energetica. Le attuali disponibilità di gas e gasolio non fanno prevedere una situazione estrema paragonabile a quella del 2022, né problemi di approvvigionamento. 

Il problema, quindi, potrebbe essere soprattutto quello del costo.

Ad Asti il fattore decisivo sarà anche la casa

A fare la differenza sarà l'efficienza energetica degli edifici. Un condominio ben isolato può contenere molto più facilmente i consumi, mentre nei palazzi più vecchi, privi di adeguata coibentazione, la necessità di mantenere una temperatura confortevole può tradursi in una spesa decisamente maggiore.

È uno degli aspetti che riguarda da vicino il patrimonio edilizio astigiano, dove accanto agli edifici più recenti convivono numerosi condomini costruiti diversi decenni fa. Cappotto termico, infissi, isolamento del tetto e caratteristiche dell'impianto diventano così elementi determinanti per capire quanto inciderà il prossimo inverno sul bilancio familiare.

Anche la tipologia di contratto e le condizioni applicate dal proprio fornitore possono fare la differenza: non esiste infatti una bolletta uguale per tutti e il costo finale dipende dai consumi, dalla tariffa sottoscritta e dalle caratteristiche dell'abitazione.

Per le famiglie, dunque, la partita si gioca su due fronti: da una parte l'andamento internazionale del mercato del gas, dall'altra la capacità dell'edificio di non disperdere il calore prodotto.

E proprio quest'ultimo elemento potrebbe creare una vera differenza tra una casa e l'altra. A parità di temperatura esterna e di prezzo del gas, un appartamento in un edificio efficiente può consumare molto meno rispetto a uno collocato in un condominio poco isolato.

La bolletta sarà la vera incognita dell'inverno

Per ora, dunque, non c'è una nuova emergenza energetica, ma ci sono segnali che invitano alla prudenza. L'Arera ha anche adottato misure per attenuare l'impatto della volatilità dei mercati internazionali sulla spesa energetica del prossimo inverno, riducendo del 15 per cento la componente CrVI della tariffa di trasporto del gas per il periodo ottobre 2026-settembre 2027. 

Il conto finale dipenderà però soprattutto da quanto durerà il freddo e da quanto saranno utilizzati i termosifoni. 

Per Asti e per gran parte del Piemonte, la stagione del riscaldamento sta per cominciare: la speranza delle famiglie è che il clima mite di questi giorni possa tradursi anche in qualche ora in meno di termosifoni accesi e, soprattutto, in bollette meno pesanti del previsto.

Alessandro Franco

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