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Attualità | 16 ottobre 2026, 19:03

Sicurezza in stazione, i sindacati di polizia lanciano l'allarme

Organico della Polfer ormai all'osso tra pensionamenti e aumento dei carichi di lavoro: le sigle di categoria chiedono rinforzi urgenti e frenano sull'ipotesi esercito

Sicurezza in stazione, i sindacati di polizia lanciano l'allarme

Turni incastrati a fatica, un flusso di viaggiatori in crescita anche per i nuovi collegamenti diretti con Milano e una presenza sempre più capillare richiesta nelle aree dello scalo. 

La situazione del posto di polizia ferroviaria di Asti è finita al centro di una dura presa di posizione congiunta firmata dalle sigle sindacali di categoria: Siulp, Sap, Federazione Coisp, Siap, Fsp Polizia di Stato e Silp Cgil.

I segretari Perria, Faletti, Curcio, Nevoso, Cerrato e Lamattina mettono in luce una realtà fatta di pensionamenti, trasferimenti e congedi a cui non è seguito il dovuto ricambio generazionale. "L’attuale dotazione di personale risulta purtroppo insufficiente a garantire la regolare copertura dei servizi istituzionali, a causa di un progressivo incremento dei carichi di lavoro e di una contestuale diminuzione delle unità effettive", spiegano i rappresentanti dei lavoratori.

Un quadro operativo sempre più complesso

A pesare sulla quotidianità degli agenti in servizio al presidio di piazza Marconi è la trasformazione stessa della stazione cittadina. Un luogo di transito vissuto da un numero sempre maggiore di utenti, ma anche teatro di frequenti criticità legate all'ordine pubblico.

"Nell’ultimo periodo si è registrato un sensibile mutamento dello scenario operativo", sottolineano dalle organizzazioni sindacali, ricordando come all'aumento dei viaggiatori si affianchi "un incremento dei reati predatori, situazioni di degrado urbano nelle aree limitrofe e la gestione di soggetti problematici all’interno dello scalo".

A questo si somma il carico burocratico e l'attività di polizia giudiziaria che finiscono per sottrarre risorse preziose ai controlli sul campo e alle pattuglie sui treni, costringendo il personale a ricorrere costantemente allo straordinario per coprire i quadranti orari.

La perplessità sull'ipotesi esercito

Nel dibattito cittadino emerso di recente dopo alcuni episodi di cronaca si è parlato dell'eventuale impiego dei militari nell'operazione Strade Sicure. Una soluzione che, secondo le sigle di polizia, non risolverebbe il nodo strutturale.

"L’ipotetico rimedio dell’introduzione di personale dell’esercito non gioverebbe alla situazione, se non in maniera residuale", rimarcano i firmatari del documento.

 Il motivo è tecnico e operativo: "I militari non concorrerebbero alle incombenze e ai compiti esclusivi delle forze di polizia. Invero, le pattuglie svolte dai militari devono necessariamente integrare uno o più operatori della Polizia di Stato, che sarebbero comunque insufficienti data la carenza".

La richiesta al compartimento di Torino

Da qui l'appello indirizzato ai vertici regionali per ottenere nuove assegnazioni immediate o aggregazioni temporanee di personale, senza doversi affidare a interventi provvisori.

"Auspichiamo un autorevole e sollecito interessamento da parte del dirigente il compartimento della Polizia ferroviaria di Torino che vada ben oltre le insufficienti risorse che vengono saltuariamente destinate con il contagocce alla sostituzione dei colleghi", concludono i rappresentanti di Siulp, Sap, Coisp, Siap, Fsp e Silp Cgil, ribadendo come un potenziamento stabile sia "indispensabile per ripristinare standard operativi efficienti e garantire l’incolumità sia della cittadinanza che degli operatori stessi".

Redazione

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