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Sanità | 10 settembre 2019, 17:32

La tecnologia della radiofrequenza ad Asti cura le varici degli arti inferiori

Con questa nuova tecnica si possono ottenere benefici con minima percezione del dolore e riduzione dei costi

La tecnologia della radiofrequenza ad Asti cura le varici degli arti inferiori

Con l’obiettivo di offrire ai pazienti prestazioni mediche sempre più sicure e con minor impatto sulla qualità di vita, l’ospedale Cardinal Massaia, pur mantenendo i metodi tradizionali, si è dotato sin dall'inizio dell'anno di uno strumento aggiuntivo ed all’avanguardia per il trattamento delle varici degli arti inferiori, Questo dispositivo medico permette, infatti, il trattamento mininvasivo delle varici con la radiofrequenza.

La tecnica chirurgica di termoablazione tramite radiofrequenza, si è rapidamente imposta sulla scena mondiale del trattamento delle varici. In chirurgica vascolare è attualmente uno dei due sistemi endovascolari più utilizzati grazie alla sua esecuzione standardizzata, al miglior confort del paziente con minima percezione del dolore e alla riduzione dei costi complessivi con riduzione delle giornate di lavoro perse.

Tutte le linee guida di chirurgia vascolare, italiane (SICVE -SIF) ed internazionali (ESVS-American Venous forum) indicano l’intervento di termoablazione come prima scelta in caso di incontinenza della vena piccola e grande safena, purché eseguita in centri con alto volume di interventi come avviene ormai dall'inizio del 2019 all’Ospedale Cardinal Massaia.

Diversi i benefici per il paziente:

  • La procedura è, se svolta correttamente, totalmente indolore, sia durante che dopo l’intervento.

  • Il trattamento, essendo una tecnica endovascolare, non necessita di accessi chirurgici all’inguine o procedure cruente come lo stripping venoso eccetto microincisioni di 1-2 mm per le flebectomie associate.

  • La procedura prevede un accesso tramite puntura della grande vena safena all’altezza del ginocchio e dell’inserimento di un catetere all’interno della stessa per procedere con la sonda della radiofrequenza alla chiusura della vena con il calore, dopo aver protetto il tessuto circostante con una soluzione fredda.

  • Generalmente non è necessaria un’anestesia epidurale o un’anestesia totale poiché il trattamento avviene per mezzo di un’anestesia locale per tumescenza.

  • Generalmente non sono necessari punti di sutura, perché tutto avviene tramite mini-incisioni cutanee.

  • Dopo l’intervento è necessario indossare una calza elastica per almeno 20 gg.

  • Il trattamento può essere effettuato in qualunque stagione dell’anno, anche nei periodi caldi.

  • Il trattamento ha il più basso tasso di recidive mai riportato in letteratura. Lo studio pubblicato nel 2011 da Proebstle T, et. Al. sul Journal Vascular Surgery riporta una percentuale di recidiva della patologia a 3 anni del 5% circa.

  • La possibilità di tornare alle normali attività dopo qualche ora, ha un impatto benefico non solo sul paziente, ma anche a livello sociale, così come la breve durata dell’intervento, di soltanto 20 e i 30 minuti, riduce o addirittura annulla l’impatto emotivo sul paziente.

E’ bene, infine, sottolineare che la maggior parte delle varici possono essere trattate con questa metodica; il chirurgo vascolare, in base all’esame clinico e diagnostico con l’ecodoppler, stabilirà caso per caso l’eligibilità del paziente a questo tipo di trattamento.

Comunicato stampa

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