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Attualità | 16 ottobre 2019, 08:12

Ad Asti 119 vittime di violenza nel 2019. 99 sono donne, la maggioranza assoluta italiane, 12 i minori

Il sistema sanitario ad Asti ha una grande rete di aiuto. Conoscerla aiuta e salva

C’è chi riesce ad uscirne con lividi sulla pelle o, peggio, sull’anima, c’è chi, incredula, guarda la sua vita andare in pezzi pensando sia la vita di un’altra, chi si ribella, chi non sa chiedere aiuto, chi lo chiede, c’è chi muore e chi muore due volte perché chi l’ha uccisa è qualcuno che diceva di amarla.

L’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) non ha esitato a definire la violenza contro le donne “un problema di salute di proporzioni globali enormi”.

Enormi. Sì se si pensa soprattutto che l’abuso fisico e sessuale è un problema sanitario che colpisce oltre il 35% delle donne in tutto il mondo e, cosa ben più grave, è che ad infliggere la violenza sia nel 30% dei casi un partner intimo (Fonte Ministero della Sanità).

Ad Asti Il sistema sanitario nazionale viene in aiuto, a tutte le donne con una rete di servizi sul territorio, ospedalieri e ambulatoriali, socio-sanitari e socio-assistenziali. Uno dei luoghi in cui più frequentemente è possibile intercettare la vittima è il Pronto Soccorso.

119 VITTIME DI VIOLENZA AD ASTI NEL 2019

Nel 2019, ad Asti,  sono state 119 le vittime di violenza che hanno varcato la soglia del Pronto Soccorso. Maltrattamenti, aggressioni, intimidazioni, stupri. Storie agli albori, ma più spesso orrori che vanno avanti da tempo.

119 episodi dietro volti, storie variegate, umanità di ogni tipo. 99 sono donne, 12 minori e 6 uomini.
La maggioranza assoluta è italiana e di ceto medio- alto. L’80% dei casi avvenuto tra le mura di casa, mariti, conviventi, fidanzati, ex. Schiaffi, pugni, morsi, testate, tentato soffocamento, strangolamento o ustioni, aggressione con arma o oggetti contundenti, recitano i referti.

Qualcuna arriva a giustificare il suo aggressore o racconta di essere caduta dalle scale. Una vittima di violenza non si apre facilmente. Oltre alla violenza fisica e sessuale anche quella psicologica riveste un aspetto significativo: insulti, atti di prepotenza, critiche avvilenti, limitazione della libertà personale, gelosia persecutoria, minacce, ricatti, matrimonio precoce o forzato. Esiste anche la violenza economica: privazione del cibo o del proprio denaro, parziale o mancata corresponsione del mantenimento, impedimento a lavorare, sottrazione del passaporto e del permesso di soggiorno, obbligo a firmare, nei luoghi di lavoro, le dimissioni in bianco (Fonte SOS Donna).

UNA RETE CHE AIUTA

Due équipe specialistiche, costituite su disposizione della Regione Piemonte,  operano da anni in ospedale e nel territorio dell’Asl AT per supportare le vittime di violenza.

Équipe multiprofessionale aziendale per l’assistenza delle vittime di violenza sessuale e domestica
Responsabile: dott.ssa Roberta Broda, Direzione Sanitaria ospedale Cardinal Massaia.
Coordina il complessivo intervento sull’accoglienza e assistenza delle vittime di violenza nell’ambito della rete locale fra istituzioni, servizi pubblici e associazioni.

Nell'equipe:

 Dott.ssa Francesca Lanfranco, C.P. Assistente Sociale — Servizio Sociale Aziendale— S.C. Direzione Sanitaria di Presidio, 

Dott.ssa Valeria Ferrero, Dirigente Medico S.C. Ostetricia e Ginecologia

Paola Ferraris, C.P.S.E. Coordinatore Infermieristico S.C. Ostetricia e Ginecologia

 Marina Silvagno, C.P.S. Ostetrica S.C. Ostetricia e Ginecologia

Dott.ssa Paola Gianino, Direttore S.C. Pediatria

Dott.ssa Maria Luisa Silvestri, Direttore f.f. S.C. Psicologia Clinica

Équipe multidisciplinare per la segnalazione e la presa in carico dei casi di abuso e maltrattamento ai danni dei minori
Opera per prevenire il fenomeno dell’abuso e del maltrattamento all’infanzia e recepisce le segnalazioni dei singoli casi favorendo il lavoro di rete per la presa in carico del minore.

Nell'equipe:

Dott. Davide Traetta Direttore S.C. Neuropsichiatria Infantile

Dott.ssa Elisabetta Fiora S.C. Psicologia Clinica

Dott.ssa Nicoletta Bianco S.C. Psicologia Clinica

Dott.ssa Tiziana Ferraris Direttore S.C. Direzione Sanitaria di Presidio

Dott.ssa Valeria Ferrerp S.C. Ostetricia e Ginecologia — medico con specifica formazione per riconoscere segni di maltrattamento e di abuso sessuale

Dott.ssa Gabriella Sala Dirigente Servizio Sociale Aziendale -

Referente per il Dipartimento di Salute Mentale

A.S. Francesca Lanfranco Servizio Sociale Aziendale - Referente per la S.C. Direzione Sanitaria di Presidio 

A.S. Miranda PROSIO Servizio Sociale Aziendale - Referente per la S.S.D. Dipendenze

A.S. Francesca Sacco Servizio Sociale Aziendale - Referente per la S.S.D. Consultori

Ed. Prof. Castrense Migliore S.S.D. Consultori 

A.S. Concetta Magnano C.LS.A. Asti Sud — Nizza Monferrato

A.S. Jennifer Ruotolo Comune di Asti

A.S. Valentina Mari CO.GE.SA ASTI

La referente del Pronto Soccorso per la violenza di genere è la dottoressa Federica Franchi.

A partire dall’accettazione al triage, dove afferiscono tutti i pazienti del Pronto Soccorso, alla donna vittima di violenza è assicurato un percorso dedicato che le garantisce assistenza e protezione. La raccolta dei dati personali avviene in modo riservato in uno dei due box del triage. Alla paziente l’infermiere assegna un codice colore, a seconda della gravità delle lesioni e dei sintomi, e il codice rosa, visibile ai soli operatori sanitari, che consentirà al medico che la visiterà di riconoscerla come vittima di violenza, adottando tutti gli accorgimenti necessari e proteggendola, al bisogno, nella stanza della fragilità.

LA STANZA SEGRETA

All’interno della Asl At esiste una stanza segreta, dove la donna ed eventualmente i minori, potranno essere visitati e parlare in tranquillità anche con un’ assistente sociale con la quale poter programmare un percorso psicologico. Le donne vittime di violenza sessuale saranno, sempre con percorso protetto e tempi rapidi, accompagnate in Ginecologia. Per le donne straniere è prevista anche una mediatrice culturale.

GRAZIE A SOS DONNA UNA RETE DI FORZE IN AIUTO

SOS donna è il portale che racchiude tutte le informazioni utili per chi si trova in queste situazioni. Un progetto unico in Piemonte che coinvolge anche una classe dell’Istituto Monti per l’alternanza scuola -lavoro.

Non solo un portale, certo, ma una vera rete di forze. Al progetto partecipano infatti:

Associazione culturale Agar e Istituto statale "A. Monti" - Liceo Scienze Umane: Consiglio Regionale del Piemonte, Consulta Femminile, Consulta delle Elette, Consulta Giovani, Comitato Resistenza e Costituzione, Comitato regionale per i diritti umani, Anci Piemonte, Asl AT Consorzio Intercomunale Socio Assistenziale C.I.S.A - Asti Sud Consorzio Gestione Servizi Socio Assistenziali Cogesa, Israt Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea di Asti,

IN COLLABORAZIONE CON

Procura della Repubblica  Prefettura Polizia di Stato - Questura di Asti, Comando provinciale dei Carabinieri, Consigliera di Parità della Provincia Comune di Asti, Centro provinciale antiviolenza L'Orecchio di Venere con lo sportello Anna C. (Croce Rossa Italiana - Comitato di Asti), Associazione Libera Associazione Piam, Associazione Rinascita, Ordine degli Avvocati.

Occorre sapere individuare la necessità di aiuto per trovare soluzioni personalizzate per le donne, costruire percorsi di protezione e di uscita dalla violenza per ricominciare a vivere e si ricorre eventualmente ai Consorzi Socio assistenziali soprattutto se ci sono bambini coinvolti “, spiega la giornalista Laura Nosenzo che di SOS donna cura i testi e raccoglie le storie di chi ce l’ha fatta.

Perché chi riesce ad uscirne c’è e vince la sua sfida contro la violenza.

Non a caso, continua, una delle sezioni più frequentata del sito è la sezione "dalla denuncia alla sentenza" in collaborazione con Polizia, Carabinieri, Procura, Ordine degli avvocati. Le donne sanno cercare le vie di uscita e i passaggi per cercare una via d’uscita. Una via d’uscita c’è sempre”.

La prima mossa per uscire dalla violenza deve, comunque e sempre, partire dalla donna: se avrà il coraggio di denunciare chi la maltratta potrà farlo subito, anche in Pronto Soccorso alla presenza delle forze dell’ordine, o nei 90 giorni successivi.
Se deciderà di tornare a casa saranno valutati i rischi e le verranno suggeriti accorgimenti per aumentare la sicurezza sua e dei suoi figli.
In caso di referto con prognosi di oltre 30 giorni, il medico è comunque tenuto a trasmettere il verbale all’Autorità Giudiziaria (se ci sono bambini anche alla Procura dei minori di Torino).

A qualsiasi vittima di violenza, infine, viene assicurata l’esenzione dal pagamento del ticket, che dura un anno, per i controlli sanitari a cui dovrà sottoporsi in conseguenza di abuso domestico o sessuale.

LE STORIE DI CHI CE L’HA FATTA

“A distanza di tanti anni quando passo davanti a un ospedale mi sento ancora tremare: anche senza entrarci, mi basta vedere la scritta Pronto Soccorso ...”

“Ho creduto a quello che mi hanno detto, che avrei fatto la baby sitter in Italia: a Prato, in una famiglia di nigeriani, miei connazionali. Pensavo a un paese buono che avrebbe cambiato la mia vita. ..”

“Se lo racconto è perché potrebbe succedere a chiunque..."

"La mia vita è andata in pezzi intorno ai 50 anni. Una vita agiata, una buona professione, un paio di viaggi all’anno, un solido conto in banca..."

“A Bari stavo in una casa con altre cinque ragazze. Gli uomini che entravano ci sceglievano. Al mattino e alla sera. Il pomeriggio ci lasciavano riposare. Due anni fa avevo 17 anni. ..”

“Ho conosciuto quello che sarebbe diventato il mio fidanzato in Calabria, dove sono nata. Facevo la barista in nero e lui era lì in vacanza a fare i bagni. Piemontese doc.

“Il ponte del cimitero di Asti me lo ricorderò per tutta la vita: è la zona dove mi hanno portata.
La mia storia di prostituta è durata solo poche ore e, per fortuna, senza conseguenze..."

Leggetele queste storie. Entrano nella pelle, sono tutte noi, ci scavano dentro e ci fanno fare tante domande. Ma le risposte, spesso, non sono affatto semplici. Consapevolezza della gravità di certi piccoli segnali possono aiutare. Il sistema c’è. Chiedere aiuto oggi è più facile.

Betty Martinelli

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