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Sanità | 13 dicembre 2019, 11:19

Attivo al Massaia un protocollo che migliora la qualità assistenziale della chirurgia oncologica del colon retto

Il protocollo ERAS (Enhanced Recovery After Surgery), è finalizzato al miglioramento del recupero dopo interventi quali la chirurgia laparoscopica del colon

Attivo al Massaia un protocollo che migliora la qualità assistenziale della chirurgia oncologica del colon retto

L’Ospedale di Asti ha aderito ad uno studio, proposto dalla Regione Piemonte, sulla diffusione del protocollo ERAS nella gestione perioperatoria dei pazienti sottoposti a chirurgia del colon-retto.

Con ERAS (Enhanced Recovery After Surgery), si intende il miglioramento del recupero dopo un intervento chirurgico. Il protocollo, applicato in un primo tempo nel campo della chirurgia laparotomica (la chirurgia “aperta” delle grandi incisioni), ha dato i migliori risultati negli ultimi anni con la chirurgia laparoscopica del colon (la chirurgia mininvasiva delle piccole incisioni).

La Struttura di Chirurgia di Asti, diretta dal dr. Vincenzo Sorisio, che già dal 2004 applica alcuni principi del “Fast Track”, sinomimo di ERAS, da oggi adotta il protocollo nella sua interezza. Dal punto di vista pratico si tratta di un insieme di misure preoperatorie, intraoperatorie e postoperatorie, che perseguono l’obiettivo di ridurre lo stress provocato dall’atto chirurgico e quindi accelerare la ripresa del paziente abbreviandone la degenza. I punti essenziali sono basati sul controllo del dolore postoperatorio, sul favorire una precoce ripresa della canalizzazione intestinale e, quindi, un’altrettanto precoce rialimentazione, ed, infine, su una conseguente rapida mobilizzazione del paziente.

Questo significa che il paziente, sottoposto a chirurgia colorettale, viene mobilizzato precocemente, a volte, addirittura, camminando lo stesso giorno dell’intervento; non deve sopportare il sondino nasogastrico per lunghi periodi, a volte rimosso dopo solo 24 ore; inizia un’alimentazione liquida poche ore dopo l’operazione.

È importante sottolineare che nella realizzazione di tale progetto non vi è preminenza di una singola figura professionale. Il chirurgo conserva un ruolo centrale, ma può agire solo in un tessuto di tipo cooperativo in cui si ha una partecipazione convinta di tutto il gruppo di lavoro: dietologi e dietisti, anestesisti, fisiatri e fisioterapisti, infermieri.

La chirurgia del colon-retto per neoplasie e malattie infiammatorie è una delle eccellenze del nostro Ospedale all’interno della rete oncologica piemontese: infatti, dal 2015 ad oggi la SOC di Chirurgia dell'Ospedale di Asti, ha sottoposto ad intervento chirurgico per tumori del colon retto 620 pazienti ed il blocco operatorio è dotato delle strumentazioni più moderne in chirurgia laparoscopica. L’adozione del protocollo ERAS costituisce sicuramente un miglioramento della qualità assistenziale nel campo della chirurgia oncologica del colon-retto.

Comunicato stampa

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