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Cultura e tempo libero | 17 gennaio 2020, 10:09

A San Damiano il teatro si integra con la Giornata della Memoria

Lunedì 27 gennaio "Guido suonava il violino" tratto da un racconto di Nicoletta Fasano

A San Damiano il teatro si integra con la Giornata della Memoria

A San Damiano in occasione della Giornata della Memoria ci sarà un doppio spettacolo teatrale.

Il 27 gennaio "Guido suonava il violino, scritto e diretto da Patrizia Camatel, sarà presentato al mattino per le scuole e la sera alle 21 al Foro Boario.

“[L’oggetto] ha una memoria dentro di sé. Puoi vederla o no. Dipende da chi lo guarda.”
(Nicoletta Fasano, Un Violino)

LO SPETTACOLO

Realizzato in collaborazione con l’ ISRAT - Istituto per La Storia della Resistenza della Provincia di Asti:“Guido suonava il violino”, liberamente tratto dal racconto “Un violino” di Nicoletta Fasano è ispirato a fatti e persone realmente esistiti.

Un monologo teatrale tutto al femminile, scritto e diretto da Patrizia Camatel e con protagonista l’attrice Elena Formantici, che si dipana come un racconto giallo e assume le misteriose atmosfere di un thriller a carattere storico.

Un vecchio violino entra prepotentemente nella quotidianità di una ricercatrice, costringendola ad abbandonare il suo rassicurante, scientifico metodo di indagine e chiedendole di dedicarsi, anima e cuore, alla ricostruzione di una storia da salvare dall’oblio.

Quel violino uscito dalla polvere di una cantina pare dotato di volontà propria: stride, geme, chiama con veemenza e ottiene ascolto. E racconta la vicenda di una famiglia ebrea sfollata ad Asti al tempo delle leggi razziali e della guerra, con gli immancabili risvolti di sradicamento, discriminazione, deportazione.


Attraverso un sofferto percorso di ricerca, specialmente dentro se stessa, la ricercatrice comprenderà che restituire il nome al proprietario del violino è affermare la sua esistenza: un atto di resistenza contro il sistema concentrazionario nazifascista, progettato per annientare, spersonalizzare. 


Chi sono i “sommersi”, chi i “salvati”, allora come oggi? Chi i complici? Quali i giusti? Dove si colloca la protagonista stessa, nel suo mettersi in gioco – donna ed essere umano prima ancora che investigatrice –  per svelare la verità intorno a questa vicenda? 
Il nodo centrale del lavoro teatrale non è tanto l’Olocausto, ma ciò che l’ha preceduto: la vita delle singole persone, con le loro gioie, miserie, speranze, scelte, legami.
Un monito attualissimo a non lasciar indietro nessuno, a farsi carico degli altri.

La serata è a ingresso gratuito.

La stagione teatrale di San Damiano proseguirà il 7 febbraio.

Redazione

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