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Attualità | 22 febbraio 2020, 12:50

Dalla scuola, al servizio civile alla vita: si apre il nuovo progetto "L'ombelico del Mondo"

Una iniziativa che coinvolge i tre giovani (Emanuel Rissone, Lucia Tonel e Valeria Busato) che hanno appena terminato il servizio civile presso il Comune di Asti

Dalla scuola, al servizio civile alla vita: si apre il nuovo progetto "L'ombelico del Mondo"

Quanto passa velocemente un anno? Se lo saranno chiesti Emanuel Rissone, Lucia Tonel e Valeria Busato i tre "civilini" del Comune di Asti in servizio presso il CPIA di Asti dal 20 febbraio 2019 al 19 febbraio 2020.

Se lo sono chiesti, probabilmente un po' spaesati nella mattina del 20 febbraio alzandosi e non avendo più quell'impegno quotidiano di recarsi in quel caleidoscopico mondo che è il CPIA. Se lo sono chiesti gli studenti dai 16 ai 67 anni di età che non li hanno visti arrivare ai gruppi di studio e che attendono l'arrivo dei nuovi volontari con curiosità.

Se lo sono chiesti i docenti e il personale ATA del CPIA che si erano ormai legati alla loro presenza continua. Il 2019 è stato l'anno di servizio civile nazionale di passaggio verso il servizio civile universale, l'anno in cui ad accedere per la prima volta  al servizio civile erano i ragazzi del 99. Un richiamo storico lontano, che ha un'assonanza strana con altri ragazzi del 99, quelli del 1899. A più di un secolo di distanza non più inviati a fare la guerra, ma volontari nel servire la patria attraverso la solidarietà e la pace.

Così Emanuel, Lucia e Valeria si sono trovati a non avere un appuntamento con la scuola del mondo. Loro tre i primi servizi civili del CPIA, i primi a sperimentare ad Asti e forse gli unici in Piemonte un progetto in una scuola statale per adulti, hanno davvero contribuito a creare un'esperienza pionieristica per il CPIA.

Le loro sono storie diverse, Lucia è laureata in servizi sociali, Valeria è una brillante studentessa di scienze dell'educazione e Emanuel è un ex studente del CPIA, nel CPIA è cresciuto e si è diplomato in manutenzione e assistenza tecnica nei percorsi serali che il CPIA realizza con l'I.I.S Castigliano. 

Hanno saputo mettere in gioco le loro competenze in uno spirito di collaborazione. Educare vuol dire anche dissolversi, scomparire, lasciare andare e sappiamo bene che li lasciamo andare verso strade luminose, crediamo che ogni posto che avrà la fortuna di accoglierli dal punto di vista lavorativo o di volontariato ne sarà arricchito.

Nell'ultimo giorno di servizio hanno voluto precisare che continueranno a supportare, compatibilmente con i loro impegni la scuola per adulti. Molto vicini come età, non si conoscevano e si sono rafforzati, migliorati, sostenuti e hanno contagiato con il loro entusiasmo l'intero corpo docenti e la comunità scolastica. I loro obiettivi erano quelli di accogliere, favorire insieme ai docenti l'inclusione degli studenti con maggiori difficoltà.

Grazie a loro si sono moltiplicati gli spazi di studio per gli studenti del CPIA, molti studenti hanno potuto migliorare l'apprendimento e si sono sentiti accolti. Hanno contribuito a migliorare la comunicazione del CPIA e supportato i numerosi appuntamenti culturali che il CPIA offre alla città. Hanno saputo facilitare lo scambio interculturale tra studenti che provengono da 80 nazioni diverse, si sono meticciati, mischiati con culture diverse con una delicatezza, rispetto e gioia fuori dal comune. Hanno saputo aiutare nel riorganizzare il centro e la  BIblioteca Interculturale "Renato Bordone" del CPIA.

La comunicazione del CPIA è cresciuta, migliorata e hanno avuto la capacità di contribuire alla realizzazione di un vero ufficio stampa. Tutti e tre sono troppo giovani per conoscere direttamente l'esperienza di Don Lorenzo Milani, ma la hanno vissuta nell'accompagnare e sostenere gli  "studenti di Piazza Leonardo da Vinci" la versione moderna e multicolore, con le dovute differenze, da quelli di Barbiana.

Nella scuola di Piazza Leonardo hanno incontrato e accompagnato i dispersi della scuola del nuovo millennio, gli adulti e i ragazzi che rientravano a scuola dopo fallimenti precedenti, gli stranieri che devono riimparare una lingua, l'adulto che si riapproccia alla matematica, il lavoratore che vuole migliorare la sua istruzione.

I tre volontari, hanno deciso di donare un anno al paese per vivere i valori della nostra Costituzione e in quest'anno ci hanno donato qualcosa di unico che ha a che fare con le loro qualità umane, la capacità di conoscersi, essere prossimi, diventare amici e cooperare.

Forse conoscevano la frase famosa di Don Milani " Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia.", ma il miracolo è che l'hanno incarnata perfettamente trasmettendola ad insegnanti e studenti.

Questa esperienza,vissuta in questo modo,  è stata per la comunità scolastica disarmante, perché in loro si sono lette esattamente quelle parole, come se abitassero nel loro agire da sempre.

Al loro posto subentrano tre nuovi "Civilini", i volontari del servizio civile universale:  Ana Straitari, Irene Gastino e Susanna Vergano.

Ana è una brillante studentessa di economia ed ex studentessa del CPIA, Irene si è già laureata in scienze della comunicazione e Susanna è una ottima studentessa di lingue al termine della triennale. Potranno mettere a servizio degli alunni e dell'istruzione degli adulti ottime competenze.

Oggi per loro è stato il primo giorno nella "scuola del mondo" il CPIA di Asti e saranno impegnate nel progetto "L'ombelico del mondo", la prosecuzione del progetto "Oltre la scuola", un progetto forse anche più ambizioso anche perché poggia le basi sul lavoro fatto egregiamente da Emanuel, Lucia e Valeria quest'anno. Si intuisce dal primo giorno che sapranno contagiare con entusiasmo questa comunità scolastica variopinta che è il CPIA: l'esperienza appena conclusa e la nuova dimostrano che il mondo giovanile ha l'energia e la forza per essere esempio e piccola rivoluzione per la nostra comunità umana.

Tutto questo è potuto avvenire anche grazie al supporto di tutta la struttura del CPIA e grazie al grande supporto dell'Ufficio di Servizio Civile del Comune di Asti.

redazione

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