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Attualità | 22 marzo 2020, 13:21

"Tabaccherie aperte o chiuse?". Anche ad Asti si riflette sull'importanza di tenere aperto

Le riflessioni di un addetto ai lavori:"Fate come me, sospendete momentaneamente la vendita dei gratta e vinci"

"Tabaccherie aperte o chiuse?". Anche ad Asti si riflette sull'importanza di tenere aperto

In questo momento di grande emergenza e di incertezze sulle attività ancora da sospendere, arriva una riflessione di Paride Candelaresi, proprietario di una tabaccheria in città, che spiega  il suo parere.

Tabaccherie  aperte o chiuse? 

Questo è il grande quesito che da giorni sento fare e su cui si discute. La risposta è, per ora, sì. 

Secondo il Decreto nazionale e, viste anche le determinazioni direttoriali dell’Agenzia Doganale Monopoli uscite ieri, le attività essenziali in tabaccheria devono continuare ad essere svolte. Cosa sia essenziale e cosa non lo sia non è mia competenza stabilirlo. 

 

Forse non tutti sanno, poiché ahimè di questo poco si parla, che, le tabaccherie, per poter esercitare la propria attività, usufruiscono di una speciale concessione amministrativa concessa dai Monopoli di Stato. Questo significa che, quello che ai vostri occhi è un “semplice” tabaccaio, è in realtà un funzionario pubblico rappresentante dello Stato.

Tutto ciò vuol dire che non è possibile decidere autonomamente i servizi da erogare e gli orari, ma è obbligatorio attenersi ad un capitolato d’oneri, con la pena di sanzioni civili e penali per il tabaccaio che trasgredisce alle regole.

 

Sono molti i tabaccai in tutta Italia che avrebbero voluto chiudere spontaneamente ma ciò non è stato possibile dappertutto. D'altra parte la vita dei tabaccai vale tanto quella degli altri e su cu questo credo ci sia poco da discutere. 

L’emergenza Covid19 ha messo a dura prova cittadini e istituzioni, le quali, si sono trovate a dover decidere come fronteggiare l’epidemia con misure e decreti discussi ora per ora, minuto per minuto. Che lo abbiano fatto più o meno bene questo non sta a me dirlo. Credo che il lavoro svolto dallo Stato in questo senso, seppur ricco di falle e zone grigie, abbia lavorato al meglio disciplinando in emergenza le varie situazioni. La scelta di tenere aperte le tabaccherie, in questa precisa fase, mi pare ponderata e sensata. Adesso vi spiego perchè.

Mi sono consultato con esperti in diverse materie. Ho avuto informalmente la possibilità di ascoltare un pubblico ministero e una psicoterapeuta che mi hanno dato un parere autorevole su questo così delicato aspetto. Sono giunto alla conclusione, riflessione puramente personale, che chiudere oggi le tabaccherie sarebbe un disastro. Cosa accadrebbe se tutti quei cittadini chiusi in casa (non possono uscire, non possono lavorare, non possono correre) rimanessero senza sigarette o ricarica telefonica? Si andrebbero a creare problemi di ordine pubblico non indifferenti, aspetto che non tutti considerano. 

Personalmente ritengo necessario operare cum grano salis in ogni situazione senza per forza avere qualcuno che imponga linee guida. Insomma, il famoso buon senso che non guasta mai e che ogni commerciante dovrebbe avere a prescindere dalla situazione attuale. 

Io, ad esempio, già da due settimane - ancora prima delle misure obbligatorie previste dal Governo - ho deciso di far entrare una sola persona alla volta in tabaccheria e curo quasi “chirurgicamente” la pulizia del negozio e della mia persona. Ad ogni avventore che entra, corrisponde una lavata di mani con alcool e disinfezione della porta d’ingresso e superfici. Invito pertanto i clienti a sostare quanto meno possibile all’interno dei negozi e di entrare possibilmente alla svelta comprando tutto ciò che gli è necessario. Non solo, ho anche sospeso alcuni servizi che non mi parevano essenziali. Inoltre, di mia iniziativa, ho temporaneamente abolito la vendita dei gratta e vinci già dallo scorso lunedì. L’ho fatto per un maggiore senso civico in una situazione di emergenza per limitare il contagio.

Molte persone, soprattutto, nella zona in cui vivo, vedono il tabaccaio come un punto di riferimento motivo per cui ho stampato gratuitamente pressoché a tutti l’autocertificazione per potersi spostare a molta gente (anziani o persone senza stampante) che ne erano sprovvisti. Ho venduto sigarette, giornali, sale o altri piccoli articoli necessari a coloro che ne avevano necessità e stampato compiti alle mamme disperate per l’attività scolastica dei propri figli. Ma non solo.

Ho anche pagato bollette, fatto ricariche telefoniche a persone anziane preoccupate di non poter sentire i propri cari.  Insomma, credo che nel massimo rispetto delle norme igieniche, abbia dato il mio valido contributo alla comunità. 

Da ieri sono invece sospesi a livello nazionale i seguenti servizi. 

Riporto parte della comunicazione ufficiale dell’Agenzia Dogane e Monopoli, uscita poche ore fa: 

Sospensione su tutto il territorio  Nazionale della raccolta dei giochi presso tabaccherie e altri esercizi 

per i quali non vige obbligo di chiusura, con le seguenti decorrenze:

- «SuperEnalotto», «Superstar», «Sivincetutto» «SuperEnalotto», «Lotto tradizionale»: 

dal termine dei concorsi di sabato 21 marzo 2020; la sospensione per tali giochi è estesa 

alla modalità di raccolta online nonché alle conseguenti attività estrazionali al fine di 

ulteriormente limitare gli spostamenti ed il contatto dei soggetti la cui presenza 

risulterebbe necessaria per il corretto svolgimento delle citate attività.”

In pratica i servizi come “10eLotto” e “GrattaeVinci” sembrerebbero essere esclusi dato che non prevedono la presenza di un notaio e un funzionario per la convalida e quindi servizi ancora attivi! Un vecchietto potrebbe quindi essere fermato per strada e dire: ”scusi, sto andando a comprare il grattaEvinci”. Insomma, al termine di questa emergenza si potrebbero scrivere libri interi.

Esorto i miei colleghi ad avere il massimo senso civico e a non far creare assembramenti all’interno della rivendita (uno alla volta è sufficiente). Mi unisco a tutti i commercianti che al momento sono chiusi. So che è un momento di grande sofferenza e spero in un valido aiuto per tutti da parte dello Stato. Mi unisco anche alla mia categoria e ai miei colleghi con la speranza che, perlomeno i più corretti e virtuosi, vengano rivalutati dalla società e tornino ad occupare il posto di rilevo che hanno storicamente sempre avuto.

 

Paride Candelaresi

Al direttore

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