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Politica | 16 maggio 2020, 20:58

1741 nuovi positivi al coronavirus ad Asti, Rasero: “Il dato più alto di maggio, ma sono il frutto di test non processati nei giorni scorsi” (VIDEO)

Il sindaco sottolinea l’aumento dei guariti (da 450 a 460) e i posti che si stanno liberando all’ospedale. Sulle riaperture di bar e ristoranti dichiara: “Regione pronta a farlo partire da sabato 23”

1741 nuovi positivi al coronavirus ad Asti, Rasero: “Il dato più alto di maggio, ma sono il frutto di test non processati nei giorni scorsi” (VIDEO)

“Diario di bordo del giorno 85”, esordisce il sindaco di Asti Maurizio Rasero, nella sua diretta straordinaria del sabato sera.

“Ieri vi avevo salutato dandovi appuntamento a lunedì, ma quello che è successo dopo le 22 e in tutta la giornata odierna ha reso necessario questo aggiornamento”, ha spiegato il primo cittadino. “Oggi alle 12 ho preso parte al tavolo su riaperture di bar e ristoranti con prefetti, sindaci e il Governatore Cirio, per questo era necessario fase il punto della situazione”. Rasero aggiunge che “oggi è stato varato il Decreto Legge numero 33 (e non più DPCM) per dare più forza a una iniziativa che riguarda limitazioni delle libertà individuali”, spiegando poi cosa cambia da lunedì 18 maggio, mentre “fino al 2 giugno resteranno vietati – salvo esigenze particolari di lavoro o salute – gli spostamenti fuori Regione e all’estero. E restano sempre vietati gli assembramenti, niente spettacoli o manifestazioni, mentre dal 18 maggio si torna verso la normalità anche per le cerimonie e le messe”.

Per quanto riguarda le attività economiche, Rasero ha sottolineato che è stato trovato l’accordo tra Regioni e Governo, con il procollo sottoscritto nella notte tra venerdì e sabato sulle linee guida. “Ma manca ancora un ulteriore DPCM da Roma, cui farà seguito una ordinanza regionale, che andrà a riprendere e a specificare alcuni temi, in particolare sulle date”, ha aggiunto il sindaco di Asti, che poi ha spiegato: “Se da lunedì riaprono tutte le attività che erano state chiuse finora, non sappiamo ancora con certezza sui mercati non alimentari. Il Piemonte vorrebbe ripartire dal 20 maggio, ma manca ancora certezza, gli uffici domani saranno chiusi e potranno operare solo da martedì per chiarire tutti i punti su questa materia. Dubito che ce la faremo per mercoledì”.

Sul tema più atteso, quello delle riaperture di bar e ristoranti, il sindaco di Asti ha spiegato che “si aspetta la decisione del Governo. Se il DPCM parlerà di lunedì 18 maggio, la Regione Piemonte opterà per far riaprire sabato 23 maggio, prendendosi cinque giorni in più per predisporre tutto quanto è necessario”, spiegando poi che il Governatore Cirio vorrebbe far ripartire anche gli sport all’aperto, a partire dal golf, “ma anche qui si attendono certezze da Roma”. Poi, dopo aver citato la messa di domani mattina e la festa del calcio giovanile di oggi, Rasero ha ringraziato gli astigiani che hanno contribuito a Dona la Spesa, prima di parlare della vicenda Asl. “E’ continuato il traferimento di pazienti alla San Giuseppe, da lunedì altri 4-5 pazienti al giorno lasceranno l’ospedale per andare nella seconda ala della casa di riposo, situazione che consentirà di risparmiare altri 40 posti letto, oltre ai degenti che saranno riportati nelle Rsa di provenienza”.

Infine, dopo aver accennato ai primi dati dei test sierologici, parlando di 8-10% di positivi tra i dipendenti dell’Asl, ha dato i numeri dei casi di giornata: “Sono 1741 i positivi oggi, è il dato più alto del mese di maggio, +18 rispetto a ieri”, ha detto con una punta di preoccuapazione, cui però ha fatto seguito una spiegazione per dire il perché di questo increimento: “Sono arrivati solo oggi i risultati di dati che erano stati processati nei giorni scorsi”. Insomma, non si è trattato solo di casi relativi al 16 di maggio.

Le vittime sono passate da 212 a 213, mentre sono cresciuti da 450 a 460 i guariti: “questo è l’aspetto più positivo”, ha concluso il sindaco di Asti, concludendo dando appuntamento per le prossime dirette alle 20.15 il lunedì, il mercoledì e il venerdì, “salvo casi eclatanti che impongano la necessità di appuntamenti straordinari”.

redazione

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