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Cronaca | 20 agosto 2020, 08:02

Continuano le ricerche del tunisino scomparso dall'hub di Castello d'Annone. Il timore in paese e i commenti politici

La sindaca Ferraris: "Era la mia paura più grande", l'assessore Ricca: "Il Governo non sta gestendo l’emergenza e non possiamo permettere che la situazione ricada sulle spalle dei piemontesi", il consigliere astigiano Malandrone: "la presenza di Cirio è solo propaganda elettorale"

Continuano le ricerche del tunisino scomparso dall'hub di Castello d'Annone. Il timore in paese e i commenti politici

Un fatto di cronaca, una questione politica, un grande spiegamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine.

Il ventenne tunisino fuggito ieri pomeriggio dall’hub di Castello d’Annone, sta facendo discutere il paese, i social, le istituzioni e la politica.

Il giovane, arrivato con la sua famiglia, fa parte del gruppo di 76 tunisini arrivati nella notte tra martedì e mercoledì dalla Calabria.

IL SOPRALLUOGO DEL PRESIDENTE CIRIO

L’arrivo preceduto da un sopralluogo del presidente del Piemonte Alberto Cirio e i suoi assessori Ricca (Sicurezza e Immigrazione) e Gabusi (Protezione Civile). La voce, anche con quella della sindaca Silvia Ferraris, unanime: “Il Piemonte non può tollerare nuovi arrivi, non ce la facciamo”, in polemica con il Ministero dell’Interno.

Il timore della sindaca era proprio che qualcuno potesse scappare: “In paese c’è paura, ci sono diversi nuclei di stranieri lavoratori e integrati, ma questi arrivi spaventano la comunità”.

"IL GOVERNO COME GESTISCE L'EMERGENZA?"

Timori che si sono realizzati scatenando l’indignazione generale. L’assessore Ricca ieri sera con una nota ha dichiarato: “La fuga di uno di loro dal centro di accoglienza ci fa capire che avevamo ragione e pone degli interrogativi su tutta la gestione migranti nel nostro Paese. È lecito, infatti, domandarsi se sia un comportamento consono per persone che dicono di scappare da guerre e miseria, scappare e far perdere le loro tracce dopo nemmeno un giorno dal loro arrivo in centri dove possono essere sfamati, medicati e assistiti anche per i controlli contro il Coronavirus. C’è qualcosa in questi atteggiamenti che ci lascia perplessi. Il Governo non sta gestendo l’emergenza e non possiamo permettere che la situazione ricada sulle spalle dei piemontesi".

Com’è potuto fuggire il giovane tunisino con l’impossibilità di uscire e i controlli serrati h24, tanto da chiedere il supporto di un reparto ulteriore da 30 persone?

FORSE FUGGITO SCALANDO LA RECINZIONE VERSO IL BOSCO

In realtà, come fanno notare alcuni annonesi sui social, potrebbe aver scalato la recinzione ed essere nel bosco di 52 ettari che circonda l’ex base dell’Areonautica Militare. “Queste persone – si legge – si arrampicano dappertutto”.

Commenti esasperati e, a volte, dettati dalla paura dello straniero: “Aumenteranno i contagi” dimenticando che al gruppo sono stati fatti i tamponi sia in Calabria che all’arrivo a Castello d’Annone e non ci sono positivi.

Non risulta che in Tunisia ci siano guerre, da cosa fuggono? E perché è fuggito da qui? Fuggono sempre”. Senza contare le centinaia che chiedono alla Lamorgese o a chi tenti di fare un ragionamento di “Portarli a casa sua”.

LE RIFLESSIONI DEL CONSIGLIERE ASTIGIANO MALANDRONE

Il consigliere comunale Mario Malandrone ne fa una questione politica verso il presidente Cirio “È arrivato come a una festa di paese, col vestito buono,  pronto a fare le sue dichiarazioni, accompagnato dai suoi scudieri assessori. Tralasciamo il carico di competenze di tutta la truppa Regionale in tema di immigrazione, ma in fondo non son le competenze quelle che devono esibire. Quelle le potrebbero esibire su trasporti, su rilancio della Regione, potevano esibirle durante l'emergenza Covid dimostrandosi virtuosi, la gestione dell'immigrazione non si fa a slogan.

L'occasione è ghiotta, da un po' non si gioca sulle spalle di gente che arriva da un viaggio di immigrazione. Non popolare il tema di chi spiega le problematiche migratorie, occasione ghiotta per fare polemica con il Ministro e i 76 migranti non possono certo argomentare.

Un po' di foto, la stampa, associazioni tra covid e arrivi di migranti. Non importa se l'intera comunità scientifica punta il dito su assembramenti e arrivi da paesi a rischio via terra o in aeroporto. Il gioco è altro: tutto ciò che dichiarato creerà dibattito, consenso, alzerà le percentuali.

E così con aeroporti italiani che testano passeggeri in arrivo da giorni, lo stesso giorno della visita si iniziano finalmente in Piemonte a Caselle e  sono le Prefetture a bloccare discoteche, lui è impegnato altrove: dopo Settimo , Castello di Annone è la seconda occasione per giocare coi compagni di caccia all'elettore.

Nessun tipo di conoscenza su come funziona il sistema dell'accoglienza, sul lavoro fatto nel centro (che in questi anni ha funzionato bene), solo dichiarazioni a slogan, poi postate ovviamente e prontamente sul sito della Regione. Informazioni scientifiche dubbie, c'è la caccia all'untore, ma i 76 che arrivano sono negativi.

Nonostante la smentita clamorosa da parte dell'ordine dei medici, sulla relazione tra migranti dei centri e Covid, Cirio racconta la sua verità. Sanitaria? Epidemiologica? Degna di chi ha in carico l'unità di crisi? No. È solo propaganda elettorale”.

Le ricerche del tunisino scomparso, sono in corso.

Betty Martinelli

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