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Politica | 21 settembre 2020, 16:46

Referendum, nell'Astigiano afflusso ai seggi inferiore sia alla media nazionale che a quella regionale

Si sono recati a votare il 48,11% degli aventi diritto e ad Asti città la percentuale è stata ancora più bassa (45,27%)

Referendum, nell'Astigiano afflusso ai seggi inferiore sia alla media nazionale che a quella regionale

Pochi minuti fa, la Prefettura di Asti ha comunicato i dati definitivi inerenti l’affluenza ai seggi referendari in città, negli altri 117 Comuni che compongono la provincia e, conseguentemente, il dato riassuntivo provinciale. Che si è infine attestato al 48,11% degli aventi diritto. Pertanto nettamente inferiore sia rispetto a quello nazionale (54,29%), che è stato naturalmente influenzato dai dati relativi le Regioni chiamate al rinnovo delle Giunte, che a quello regionale che si è attestato al 52,10%

Spostando l’attenzione sui singoli Comuni, ad Asti si sono recati ai seggi il 45,27% degli aventi diritto, facendo registrare pertanto un circa +12% rispetto alla chiusura delle 23 di ieri. In provincia, il Comune che ha visto la maggior affluenza è stato di gran lunga Settime (dove si votava, così come a Moncucco Torinese, anche per il rinnovo del Consiglio comunale), che ha fatto registrare una percentuale di ben l’80%. All’estremo opposto, gli elettori che hanno dimostrato minor interesse nei confronti del quesito referendario sono stati quelli di Tonengo, unico centro sceso al di sotto del 40% (per l’esattezza, 39,30%)

Venendo infine ai già citati Settime e Moncucco Torinese (dove per il referendum ha votato il 73,26% degli aventi diritto), i dati relativi le Amministrative sono sostanzialmente in linea con quelli referendari: a Moncucco si è espresso il 69,90% del corpo elettorale e a Settime ben l’81,19%

Naturalmente, per conoscere gli esiti degli scrutini e di conseguenza i nomi dei nuovi sindaci e le composizioni dei rispettivi Consigli comunali, si dovrà attendere ancora, poiché lo spoglio delle schede prevede prima l’esaurimento di quelle referendarie.

Gabriele Massaro

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