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Cronaca | 25 novembre 2020, 19:42

L’Asl di Asti prende le distanze dalla diffida e dal video diffuso su falso caso di malasanità

Messori Ioli: “Contenuti non rispondenti al vero. L’azienda intende ricorrere alle opportune sedi”

L’Asl di Asti prende le distanze dalla diffida e dal video diffuso su falso caso di malasanità

Nei giorni scorsi ha trovato ampia diffusione sui social media, in particolare YouTube, un video in cui l’avvocato Cinquemani, rappresentando l’Associazione “Rinascimento Italia”, riportava il caso di un paziente che sarebbe stato assistito e curato presso l’ospedale Cardinal Massaia di Asti con modalità assai discutibili ed una situazione descritta che ha certamente destato stupore e preoccupazione nella cittadinanza.

L’Azienda sanitaria locale di Asti, con la presente nota, intende prendere le distanze da quanto riferito e sottolinearne la piena infondatezza.

La Direzione aziendale, infatti, dopo aver acquisito ampia e documentata relazione sul caso, ha potuto accertare come le descrizioni dei fatti siano fuorvianti e non rispondenti al vero: il paziente ha avuto un decorso ospedaliero iniziato il 1° novembre, conclusosi con dimissioni verso idonea struttura in data 11 novembre. Sempre dalla relazione clinica emerge che il paziente, pur presentando necessità cliniche in termini di ossigenazione non ha dovuto essere intubato. Durante la degenza sono state prestate tutte le necessarie cure, nel rispetto degli idonei protocolli, in conseguenza di una situazione clinica che ha attraversato una fase di complessità e che ha visto impegnati gli operatori nella prestazione non solo nelle cure sanitarie ma anche con le informazioni alla famiglia del paziente.

Da tutto ciò si evince che il percorso assistenziale non sia stato minimamente influenzato dall’intervento dell’associazione e dalla sua diffida.

Certi tipi di comunicazione sono per natura dannose e pericolose – sottolinea il Commissario, Giovanni Messori Ioli ancor più in un momento di criticità come quello che stiamo attraversando. L’Azienda ha il dovere di tutelare la propria immagine, che, naturalmente, impatta ed influenza anche il sentimento di fiducia da parte dell’utenza. Faremo, in tal senso, le opportune valutazioni e procederemo di conseguenza”.

Questo il video in questione.

Comunicato stampa

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