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Attualità | 06 febbraio 2021, 15:00

Robiola di Roccaverano DOP o Roccaverano DOP? Intanto nel 2020 la produzione segna un +3,4%

In questi giorni il Consorzio sta studiando un eventuale cambio di nome, che non andrebbe a influire sul metodo di lavorazione

Robiola di Roccaverano DOP o Roccaverano DOP? Intanto nel 2020 la produzione segna un +3,4%

Nel tragico anno appena trascorso la Robiola di Roccaverano DOP ha vissuto a fasi alternate passando dal timore di vedere anni di lavoro del proprio mondo, uomini e donne, andare in fumo, fino al constatare con soddisfazione l’aumento della produzione.

La paura del primo lockdown, quando con il fermo dei ristoranti e dei mercati rionali, buona parte delle forme di formaggio sono rimaste invendute nei caseifici; poi la scelta di affrontare la situazione rivolgendosi direttamente ai consumatori con un messaggio chiaro e veritiero sul momento negativo. E’ stato infatti lì che il Consorzio di Tutela ha deciso di chiedere un aiuto ai consumatori che hanno risposto in modo esemplare con grande affetto.

L'appello del primo lockdown

Si sono attivati in centinaia, chi singolarmente, chi organizzando gruppi d’acquisto ma tutti con l’intento di non farsi mancare un prodotto di primissima qualità. Parallelamente il Consorzio e i singoli produttori non hanno perso tempo nell’organizzarsi con le vendite online, porta a porta, con l’ausilio del nuovo sito internet garantendo le consegne a chi richiedeva il formaggio.

Una scelta che ha portato i suoi frutti. 

Le vendite ritornano normali e la domanda aumenta

Le vendite sono così tornate in poco tempo ad essere ai livelli del pre lockdown e la domanda aumentata. Con la domanda anche la produzione ha avuto un ritocco al rialzo passando dalle 490.389 forme – pari a 148.128 Kg di formaggio – del 2019 alle 506.254 – pari a 151 tonnellate di prodotto – del 2020 con un aumento del 3,4% circa.

Una buona notizia che non rappresenta solo una piccola luce nell’oscurità della pandemia ma che può tramutarsi in un ottimo stimolo per i produttori attuali e per gli eventuali futuri, continuando a realizzare un prodotto artigianale simbolo di un territorio che necessita attenzione e continua promozione per le sue peculiarità straordinarie.

Robiola di Roccaverano DOP o Roccaverano DOP?

Oltre al dato positivo sull’aumento delle forme in questi giorni al Consorzio si discute per rivedere alcuni passaggi del disciplinare di produzione. Il tema portante è: continuare a chiamarla “Robiola di Roccaverano DOP” o denominarla con un termine più netto e preciso come “Roccaverano DOP”?

L’eventuale modifica al disciplinare non andrebbe a toccare il metodo di lavorazione.

Escludendo il termine Robiola si darebbe una maggiore valenza al formaggio e si andrebbe ad evidenziare che si parla di forme quadrate, di latte vaccino, di robiole prodotte in più zone del bel Paese in svariate modalità: dalla più artigianale fino alla sfera industriale.

La Roccaverano DOP ha un solo metodo di produzione che rispetta il disciplinare in tutta la filiera produttiva, è fatta unicamente con latte di capra, è rotonda, assolutamente artigianale ed apprezzata dai grandi gourmet sia fresca che stagionata.

Redazione

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