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Cronaca | 22 aprile 2021, 17:30

Asti, patteggia il veterinario accusato di peculato. Messa alla prova per il figlio

Questa mattina in aula il processo a carico di padre e figlio veterinari astigiani, accusati di essersi impossessati di materiale di proprietà dell'Asl

Asti, patteggia il veterinario accusato di peculato. Messa alla prova per il figlio

Si è svolta questa mattina in tribunale ad Asti l'udienza a carico di due noti veterinari astigiani, Gianstefano e Gianbattista Filippone, padre e figlio, accusati di essersi impossessati di materiale e strumentazione medica di proprietà dell’Asl di Asti e di averla usata per finalità proprie.

Secondo le accuse, i due si sarebbero impossessati di siringhe, ma anche di farmaci scaduti e persino di un fucile per narcotizzare gli animali, tutto di proprietà dell'Asl.

Il padre, Gianstefano, accusato di peculato, assistito dall'avvocato Aldo Mirate, ha patteggiato 2 anni con il beneficio della sospensione condizionale.

Per il figlio, invece, che è anche consigliere comunale, accusato di ricettazione, assistito dall'avvocato del Foro di Torino Alberto Bazzano e dal collega Giuseppe Vertucci, è stata chiesta e ottenuta l'ammissione alla messa alla prova per un anno. Il giudice Francesca Di Naro, nonostante il parere contrario del pm Laura Deodato, ha accettato la richiesta.

Per lui, quindi, il processo viene temporaneamente sospeso. Se la prova darà esito positivo, si procederà con l'estinzione del reato, con l'udienza del prossimo 14 ottobre. 

Nel processo l'Asl di Asti si è costituita parte civile con l'avvocato Ferruccio Rattazzi, così come l'Ordine dei Veterinari, con l'avvocato Alberto Pasta. 

I veterinari questa mattina hanno consegnato un assegno di 28 mila euro all'Asl di Asti, come risarcimento danni. Il figlio è stato anche condannato a risarcire l'Ordine dei Veterinari con 10mila euro. Con il patteggiamento il padre Gianstefano è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di costituzione parte civile di Asl e Ordine dei Veterinari. 

"I due rischiano di essere radiati - spiega l'avvocato Alberto Pasta - dato che sono stati oggetto di procedimenti disciplinari".

Intanto l'Ordine dei Veterinari potrebbe aprire una causa civile per ottenere un risarcimento danni da Gianstefano Filippone.

Rinviata a giudizio, invece, il medico Emilia Barbaro, terza imputata in questo processo, accusata di falso, che dovrà ripresentarsi in aula nell'aprile 2022. 

Elisabetta Testa

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