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Cultura e tempo libero | 27 aprile 2021, 13:28

La proposta culturale astigiana riparte dagli arazzi e dalla ‘Divina Commedia’ illustrata da Amos Nattini [GALLERIA FOTOGRAFICA]

Fondazione Asti Musei e Amministrazione comunale immaginano un futuro, covid free, con sempre più investimenti in questo settore

Presentazione Divina Commedia con illustrazioni di Amos Nattini

Servizio fotografico a cura di Efrem Zanchettin - MerfePhoto

“Insieme al sindaco Rasero abbiamo deciso di riaprire subito, non appena le norme lo hanno concesso, per dare una sorta di messaggio alla città e alle nostre comunità così duramente colpite dal covid. Ripartiamo, quindi, dalla grande mostra degli arazzi Scassa e Montalbano che abbiamo dovuto chiudere, con grande rammarico, a inizio novembre. Un’esposizione che aveva fatto registrare oltre 3.000 visitatori in poco più di un mese”.

Così si è espresso Mario Sacco, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio e della Fondazione Asti Musei, nell’ambito di una conferenza stampa in presenza indetta non solo per comunicare la ripresa delle proposte museali cittadine, ma anche per illustrare un ulteriore “fiore all’occhiello” che andrà ad arricchire la mostra di arazzi, visitabile tutti i giorni (dal martedì alla domenica) dalle 10 alle 19. Ricordando che nei fine settimana è obbligatorio prenotare le visite telefonando al numero unico di prenotazione 388/1640915 o con e-mail a prenotazioni@fondazioneastimusei.it

LA MAESTOSA OPERA DI AMOS NATTINI

Ci riferiamo all’esposizione, nella sala che già ospita il dipinto “Processione ad Oropa”, dei tre tomi della preziosa edizione della ‘Divina Commedia’ dantesca che venne commissionata ad Amos Nattini nel 1921. Un’opera mastodontica, che impegnò lungamente il Maestro. “Uno degli esemplari, il numero 526, fu realizzato per la Cassa di Risparmio di Asti – ha spiegato Sacco – e dato in esposizione alla Biblioteca Astense finché non fu necessario restaurarlo. Se ne fece carico la Fondazione Cassa di Risparmio e il mio predecessore decise di tenerlo in custodia in Fondazione in attesa del trasferimento della Biblioteca nella attuale sede”.

Finché, al fine di celebrare i 700 anni dalla morte di Dante ed i cento dall’avvio dell’opera, è stato deciso di esporla presso il Palazzo sede del più importante museo cittadino. E’ molto importante che un’opera come questa sia pienamente fruibile dalla cittadinanza ha commentato a sua volta Roberta Bellesini, presidente della Fondazione Biblioteca Astense – e sono convinta che la Fondazione Asti Musei rappresenti la ‘casa’ ideale in cui valorizzarla al meglio”.

Abbiamo bisogni di mecenati che portino ristoro culturale ha aggiunto Francesca Ragusa, vicepresidente della Provincia di Asti – perché la cultura è la nostra radice, è ciò che ci rende popolo”. “Speriamo sia davvero un’ascesa al Paradiso e che le donne che vanno al Santuario di Oropa ci assistano”, ha concluso con riferimento a una delle illustrazioni di Nattini e al dipinto presente nella sala.

Il tutto senza trascurare un altro rilevante anniversario culturale – ben illustrato dalla presenza della professoressa Marida Fausone, presidente della Fondazione intitolata al grande scenografo – quale il centenario della nascita di Eugenio Guglielminetti (21 luglio 1921), artista e scenografo di fama mondiale cui sono legati importanti appuntamenti nel corso dell’anno.


RASERO: "OGNI EURO SPESO IN CULTURA E' UN MOLTIPLICATORE CHE TORNA SUL TERRITORIO"

Nel suo intervento, il sindaco Maurizio Rasero ha lodato l’impegno dell’assessore alla Cultura Gianfranco Imerito “che anche quando tutto sembrava fermo programmava e organizzava in vista della ripartenza” e sottolineato che “Non appena ci è stato consentito, noi ci siamo fatti trovare pronti”.

Asti Musei ha sempre gestito il patrimonio culturale come farebbe un buon padre di famiglia ha aggiunto il primo cittadino – Ricordo le polemiche quando Uffizi e altri musei ripartirono mentre noi rimanemmo chiusi, ma facemmo quella scelta consapevoli che l’epidemia stava riprendendo e che nel giro di qualche settimana ci saremmo dovuti fermare. Oggi apriamo perché ci sono dati che stanno andando in decrescita: in una regione che sta comunque facendo bene, la provincia di Asti è quella che, in tutto il Piemonte, ha la più bassa incidenza di nuovi contagi ogni 100.00 abitanti”

“Pertanto – ha proseguito – l’apertura di oggi è ben ponderata, nella convinzione che l’aumento delle vaccinazioni e l’arrivo della bella stagione contribuiscano a non fermarci più. Con la consapevolezza che abbiamo ancora importanti cartucce da sparare e che non ci faremo problemi a spararle perché come mi dice spesso Imerito ogni euro speso in cultura è un moltiplicatore che torna sul territorio”.

“Non avendo potuto far svolgere la Stagione invernale – ha aggiunto Imerito – abbiamo un piccolo tesoretto da spendere in estate. In quanto alla ripartenza della mostra, sono particolarmente contento perché sono convinto che le arti vanno godute insieme, empaticamente. E’ ciò che più è mancato negli ultimi sei mesi: il piacere di respirare l’aria culturale data dal vedere simili capolavori”.


VAN GOGH RINVIATO, MA ARRIVERANNO UNA (O FORSE DUE) GRANDI MOSTRE

Con la consapevolezza, rimarcata tanto da Sacco quanto da Rasero, che la cultura rappresenta sempre più anche un rilevantissimo volano economico: “La Fondazione – ha precisato Sacco guarda a un territorio molto più ampio e anche a una rete con altri musei anche a livello nazionale. Nel momento in cui abbiamo investito per portare qui le mostre di Chagall e Monet, abbiamo preso consapevolezza che è necessario investire in cultura anche per i ritorni economici che porta sul territorio”.

Ritorno economico che – in un momento storico come quello attuale, con rigide norme di contingentamento per l’accesso ai Musei – sarebbe necessariamente stato troppo ridotto per ‘giustificare’ l’allestimento della mostra incentrata su Vincent Van Gogh, ripetutamente rinviata e poi annullata causa pandemia.

Era la nostra grande sfida ha commentato il presidente Sacco –, con impegni economici non indifferenti anche per adattare il Palazzo dal punto di vista della sicurezze e delle norme ambientali e climatiche. Siamo rammaricati di non averla potuta ospitare ma, augurandoci che grazie alle vaccinazioni l’epidemia termini, vogliamo mantenere l’impegno di continuare a investire. Se non subito con Van Gogh, ci stiamo comunque impegnando per fare una grande mostra, se non addirittura due: una in autunno e una in primavera”.

Gabriele Massaro

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