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Scuola | 28 maggio 2021, 15:30

La comunità educante di Serravalle scrive al ministro dell'Istruzione per Bimbisvegli: "O ci legittimate nella scuola pubblica o ce ne andiamo tutti a casa. Ma con noi vengono 53 famiglie" [FOTO]

Assemblea con i genitori fuori dalla scuola di Serravalle questo pomeriggio, per chiedere che il metodo educativo dei bimbisvegli venga ufficialmente riconosciuto

Foto di Merfephoto

Foto di Merfephoto

"O ufficializzano la nostra presenza oppure ci chiudano del tutto".

È senza mezzi termini l'appello lanciato dal maestro Giampiero Monaca, del progetto educativo di Bimbi Svegli a Serravalle, rivolto al ministro dell'Istruzione e agli uffici scolastici regionali e provinciali.

Bimbi svegli... ma non sulla carta

Nel pomeriggio di oggi Monaca con alcuni genitori e bambini ha organizzato una sorta di assemblea permanente davanti alla scuola di Serravalle, con l'obiettivo di richiamare l'attenzione sulla reale mancanza di identità ufficiale del progetto educativo.

Un po' di storia

Cinque anni fa, la piccola scuola di Serravalle ha attraversato, come molte altre realtà scolastiche, una profonda contrazione in termini di opportunità didattiche e soprattutto di numeri di iscritti. In un momento di grande difficoltà, la dirigenza di allora aveva provato a dare fiducia a un metodo educativo speciale, i bimbi svegli appunto.

Entro il prossimo anno più di 60 alunni

Sin dal primo anno di insediamento nella scuola di Serravalle, “bimbisvegli”, grazie alla fiducia delle 18 famiglie che hanno scelto di trasferirvisi insieme ai loro insegnanti, ha invertito la tendenza: con i primi 18 bimbisvegli, il plesso raggiunse i 37 iscritti. Ad oggi gli iscritti a Serravalle sono 53 e dal prossimo anno potranno essere più di 60.

Una scuola aperta all'aperto

Bimbi svegli fa della scuola una filosofia di vita e punta tutto sull'outdoor e sul rapporto esperienziale dei bambini, per renderli fin dai primi anni parte di una cittadinanza attiva, nel senso più pratico del termine. È scuola aperta (apertissima) all'aperto.

Il metodo si è diffuso in tutta Italia ma il caso astigiano ha alimentato una serie di polemiche che, ad oggi, per molti non sono più sostenibili, a meno che non venga davvero rintracciato il nocciolo reale della questione.

"O si continua nel pubblico o andiamo a casa"

"Qualcuno deve dirci se il nostro metodo può continuare a fare parte di un'offerta formativa pubblica o se dobbiamo andarcene tutti a casa", afferma il maestro Monaca. L'incertezza regna sovrana e ad oggi i genitori che vogliono iscrivere i propri piccoli alla prima elementare non sanno cosa accadrà effettivamente.

C'è bisogno di risposte, ma soprattutto, di mettere ordine ed equilibrio. Due parole per il maestro Monaca fondamentali.

"Metteteci in un filone preciso"

"Noi facciamo parte del V Circolo, ma facciamo una didattica diversa. Chiediamo al ministero che ci inserisca in un filone di ricerca preciso, così da poter essere legittimati a fare il nostro lavoro", aggiunge Monaca.

Impossibile e inaccettabile per il maestro Monaca poter portare avanti bimbi svegli all'interno di un contesto privato. Non per snobismo. Per principio.

"Bimbi svegli deve poter continuare a essere la scuola di tutti, che accoglie tutti e questo si può fare solo all'interno di un contesto pubblico", puntualizza.

Artigiani della pedagogia

L'invito di Monaca è quello di continuare a essere artigiani della pedagogia e sdoganare finalmente questo nuovo metodo educativo.

"Non essendoci benevolenza vogliamo ufficialità - aggiunge - O ci legittimano e non ci mettono più così i bastoni tra le ruote o ci abbattano per sempre. Però abbattendo noi, abbatteranno anche 53 famiglie".

Non succede spesso che i genitori si affidino completamente agli educatori. Eppure con bimbi svegli succede questo e tutti i genitori hanno deciso di scendere in campo per aiutare il maestro Monaca a portare avanti questo sogno, che stava per diventare realtà.

I genitori con gli educatori

"È una situazione surreale - spiegano alcuni genitori - non è possibile che non si riesca ad arrivare a una soluzione. Forse c'è una volontà politica (non partitica) per non voler permettere che questo esperimento educativo vada avanti?".

Interrogativi che si pongono diversi genitori, che chiedono a gran voce di "essere lasciati in pace, una volta per tutte".

"A rimetterci in tutto questo sono i nostri figli - spiegano - Bimbi svegli deve andare avanti e lo deve fare all'interno di una scuola pubblica, non sotto il classismo di un sistema privato".

C'è chi i km non li guarda

Nel corso di pochi anni bimbi svegli è riuscito ad accogliere tante famiglie, disposte anche a farsi diversi chilometri pur di garantire il diritto a un'educazione innovativa ai propri bambini.

"Veniamo da San Paolo Solbrito - aggiunge una coppia di genitori - Noi ci facciamo più di 50 km al giorno per portare nostra figlia qui. Lei fa la quinta elementare quindi potremmo anche non combattere questa battaglia, ma è una questione di riconoscenza nei confronti dei maestri, che ci mettono il cuore ogni giorno".

Buonanotte bimbisvegli?

Non resta, allora, che attendere i prossimi sviluppi e le risposte delle istituzioni, chiamate a pronunciarsi sul futuro dei Bimbisvegli. La speranza di maestri e famiglie è quella che per i loro bimbi non sia già l'ora della buonanotte, ma solo l'inizio di una nuova e splendida giornata.

 

Elisabetta Testa

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