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Attualità | 06 gennaio 2022, 17:34

Sanità della Valle Belbo: la Cgil di Asti "E se si passasse dall’annunciare al fare?"

"Ci auguriamo che il Ppi di Nizza, una volta riaperto non venga ridotto a 4 ore. Questo non è il modo di fare seria programmazione sanitaria. La sanità riguarda tutti"

Sanità della Valle Belbo: la Cgil di Asti "E se si passasse dall’annunciare al fare?"

Riceviamo e pubblichiamo una nota del segretario provinciale Cgil Asti, Luca Quagliotti in merito alla sanità della Valle Belbo

L’assessore Icardi ha annunciato, nuovamente (!) lo stanziamento di 14 milioni di euro per la costruzione del nuovo nosocomio della Valle Belbo; è la terza volta in meno di un anno che accade.

La seconda novità è che il PPI dell’Ospedale di Nizza Monferrato è stato nuovamente chiuso e trasformato in centro tamponi.

Le due cose sembrerebbero non collegate, ma, in realtà, lo sono. L’annuncio del finanziamento per la costruzione dell’ospedale della Valle Belbo è sempre strategico e funzionale al distogliere l’attenzione da altro. Lo scorso anno e quest’anno corrispondono alle polemiche per la chiusura del PPI di Nizza. Qualche mese fa, il finanziamento del nosocomio dei Boidi, fu annunciato in piena campagna elettorale per le amministrative.

Nel frattempo sono stati annunciati progetti di potenziamento del 118 a Canelli e a Santo Stefano Belbo, lasciando circa 75mila cittadini astigiani senza una ambulanza medicalizzata e concentrando l’emergenza/urgenza in Valle Belbo, dove vi era già un servizio di 118 adeguato. E sono state annunciate nuove case di comunità, di cui una nuovamente a Canelli dove è già presente una casa della salute funzionante e vicina pochi chilometri dal costruendo ospedale della Valle Belbo, mentre nel Nord Astigiano sul versante della Valleversa e dintorni non ne verrà costruita nessuna né vi è la presenza di una Casa della Salute.

Durante la campagna elettorale per le amministrative del Comune di Nizza Monferrato avevamo sostenuto che l’apertura del PPI di Nizza sarebbe stata temporanea e che alla prima ondata Covid sarebbe stato nuovamente chiuso. Ci lamentavamo anche del fatto che, per carenza di personale, il servizio era stato ridotto prima dalle 24 ore giornaliere originare a 12 e poi addirittura a 8. Siamo stati accusati di fare politica. Ci mancherebbe, certo che facciamo politica. Siamo un sindacato e un sindacato fa politica. Chi fa scelte, proposte o manifesta le proprie convinzioni fa politica. Purtroppo, nel caso specifico, siamo stati anche preveggenti. Ci auguriamo che la prossima riapertura non sia sulle 4 ore.

Noi crediamo che non sia questo il modo di fare una seria programmazione sanitaria. Si continua a vivere alla giornata, improvvisando o, peggio, utilizzando i propri ruoli ai fini elettorali.

Come CGIL sosteniamo la necessità di avere un progetto di sanità provinciale che parta dal potenziamento della rete territoriale considerando tutta la provincia di Asti e non solo parte di essa, che strutturi la propria risposta sanitaria ospedaliera valorizzando le numerose eccellenze e potenziando i servizi/reparti che hanno delle difficoltà.

Che inserisca l'Ospedale della Valle Belbo all’interno di un progetto complessivo in cui siano chiari scopi, finalità, reparti, servizi presenti e organici necessari, avviando immediatamente i processi di reclutamento. Smettendo di utilizzare il personale della sanità che opera in Valle Belbo come fosse un’agenzia di somministrazione per tappare i buchi degli altri servizi derivanti dalle mancate assunzioni di questi anni e da una incapacità programmatoria della politica astigiana e piemontese.

La lettera aperta degli operatori sanitari del Cardinal Massaia dovrebbe essere un campanello d’allarme per tutti noi. Se mancano gli operatori aumentano i carichi di lavoro, se aumentano i carichi di lavoro aumenta lo stress, se si lavora sotto stress si fanno errori, se si fanno errori le persone rischiano la propria salute e quella delle persone che devono assistere. Continuare a non ascoltare chi lavora nel sistema sanitario è delittuoso.

La politica astigiana deve farsene carico, non può lasciare alla direzione generale dell’Asl tutte le scelte. La sanità non riguarda il singolo Comune e meno che mai riguarda i tecnici o chi ha ruoli di direzione. La Sanità riguarda tutti noi. Per questo motivo è necessario costruire immediatamente una strategia comune sugli investimenti e sulla riorganizzazione della rete sanitaria astigiana.

Un cambiamento radicale nel modo di fare le cose. Basta con la politica degli annunci si deve passare alla politica dei fatti.

L’ospedale della Valle Belbo è stato finanziato? Bene,  ne siamo contenti. Adesso ci dicano quando si completeranno le procedure, si mettano in atto tutti i passi necessari per riprendere i lavori entro la primavera e ci venga detto quando si concluderanno. Ricordiamo, comunque, che avevamo sostenuto che incrementare di un piano l’ospedale dei Boidi avrebbe determinato ulteriori ritardi nella costruzione.

Per l’attualità chiediamo che si faccia una campagna assunzionale adeguata di tutte le figure professionali necessarie sia a dare una risposta sanitaria significativa sia una risposta adeguata nei servizi amministrativi e tecnici. Si consideri il Covid come malattia strutturale prevedendo che ci vorranno anni per debellarlo o contenerlo in maniera importante, con la conseguente necessità di assumere il personale necessario senza continuare ad usare l’attuale dotazione organica alla bisogna.

Siamo stufi di essere presi costantemente per il naso dalle istituzioni in continua campagna elettorale.

Alcide De Gasperi affermava: "Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione". Ci sembra evidente che, da troppi decenni, siamo pieni di politici.

 Luca Quagliotti

Al direttore


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