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Sanità | 15 gennaio 2022, 09:53

Nursing Up attacca: "Ridurre l'aggiornamento dei dati Covid da quotidiano a settimanale? Assurdo e controproducente"

Il sindacato delle professioni infermieristiche denuncia: "Sarebbe una scelta offensiva per l'intelligenza e la coscienza civile dei cittadini"

Nursing Up attacca: "Ridurre l'aggiornamento dei dati Covid da quotidiano a settimanale? Assurdo"

Nursing Up attacca: "Ridurre l'aggiornamento dei dati Covid da quotidiano a settimanale? Assurdo"

"La proposta avanzata da un noto virologo e appoggiata in pieno da alcuni “illustri” esponenti della comunità scientifica, in merito alla necessità di ridurre la diffusione dei dati sui contagi, passando da una divulgazione quotidiana ad una settimanale, allo scopo, sosterrebbero gli esperti, di non generare ansia e panico nella popolazione, non ci piace", dichiara senza mezzi termini il sindacato delle professioni infermieristiche Nursing Up

"Anzi, a dirla tutta, un po’ anche ci indigna, ci fa arrabbiare, dal momento che le stesse associazioni scientifiche, ma anche sindacati delle professioni sanitarie come il nostro fanno, da una vita, della corretta informazione, delle inchieste, della ricerca della verità partendo partendo da evidenze come queste, uno dei “cardini fondamentali  del proprio lavoro di sostegno alla cittadinanza”. E, al di sopra di questo, vale pena il caso di precisare che i dati quotidiani sulla diffusione del Covid - dichiara Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up - rappresentano a nostro avviso un bene comune, che deve continuare ad essere messo a disposizione della collettività".

"L’informazione puntuale e corretta, così come abbiamo fatto e continueremo a fare noi, ad esempio riguardo ai numeri dei contagi degli operatori sanitari, o scavando nel sommerso delle vergognose storie delle aggressioni nelle corsie, non crea affatto panico nelle persone, ma solo piena consapevolezza del momento che stiamo vivendo. L’informazione, in un frangente del genere, serve a “tenere alto il livello di guardia”, a non sottovalutare le nuove mosse del nemico e anzi, favorisce la condivisione ed aiuta  la collettività a concentrarsi sempre di più verso il rispetto delle regole e delle misure di prevenzione da adottare".

"Due anni di pandemia in fondo cosa ci hanno insegnato? Istituzionalizzare proposte singolari, come quella di ridurre la frequenza della diffusione dei dati Covid diretti alla cittadinanza, dimostrerebbe che siamo giunti all' acme dell'incongruenza,  con il rischio di nascondere, talvolta, un problema per qualche giorno in più, adottando in tal modo una soluzione che alla fine si rivela peggiore del problema stesso, con le conseguenze di un effetto boomerang. Volendo usare una ragionevole analogia, al malato non è necessario nascondere la verità sulla sua malattia, solo per tranquillizzarlo. Non è necessario chiedere ai sanitari di omettere di parlargli, giorno per giorno, dello stato di evoluzione dei sintomi, per farlo invece, solo una volta a settimana". 

"I cittadini non hanno l’anello al naso, e non possono certo essere privati di una informazione quotidiana che rappresenta alla fine uno strumento necessario, e funzionale alle attività umane di riflessione e consapevolezza tipiche dei cervelli pensanti. E' evidente che l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, e che sembra non voglia saperne di abbandonarci tempestivamente, è una questione che riguarda la pubblica incolumità e come tale esige una informazione puntuale e precisa", conclude la nota di Nursing Up.

comunicato stampa

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