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Attualità | 14 maggio 2022, 14:12

Carcere di Asti: in visita oggi l'onorevole di Fratelli d'Italia Andrea Delmastro

"Mancano 30 agenti il che è grave considerata la pericolosità degli ospiti. La polizia penitenziaria è figlia di un dio minore"

MerfePhoto

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Il deputato di Fratelli d'Italia, Andrea Delmastro Delle Vedove, oggi, accompagnato dal coordinatore astigiano Sergio Ebarnabo e da Vito Di Paolo rappresentante del Sappe è andato in visita al carcere di Asti per evidenziare alcune criticità nei confronti della polizia penitenziaria.

L'onorevole, a febbraio, aveva presentato una interrogazione a risposta scritta, rivolta al ministro della Giustizia Marta Cartabia, in merito ad alcuni compiti chesarebbero stati impropriamente assegnati al personale del carcere cittadino.

Gli agenti infatti  sarebbero stati utilizzati come "conduttore di trattore agricolo, taglialegna, giardiniere, falegname e muratore”.

"L’agente non può muoversi in trattorino  - ha rincarato Delmastro - sono già sotto organico, se non vanno a zappare la terra è meglio".

Secondo l'onorevole, anche avvocato penalista, all'interno del carcere sono diverse le problematiche, ad iniziare dalle guardiole delle sei sezioni che non garantirebbero sicurezza: "In caso di rivolta - spiega - gli agenti sarebbero facilmente ostaggio e basterebbero poche migliaia di euro a guardiola" e chiede: "Perché il capo del Dap non è un'appartenente della penitenziaria che così potrebbe conoscerne meglio le problematiche?".

Delmastro chiederà di fare due dipartimenti nazionali di cui uno dedicato esclusivamente alla polizia penitenziaria.

"Mancano i dispositivi, c'è sovraffollamento e manca la sicurezza. Mancano 30 unità il che è particolarmente notevole considerata la 'caratura' degli ospiti'. Manca anche una videosorveglianza complessiva. Le carceri devono essere dotate di un sistema, i cellulari arrivano anche con i droni"

L'onorevole farà una proposta di legge per introdurre il reato di divieto di sorvolo nei pressi delle carceri. "L'introduzione illecita deve avere pene più alte".

Gli agenti di polizia penitenziaria inoltre non possono utilizzare il teaser e l'utilizzo della body cam è stato inibito.

"Non c’è protocollo di sicurezza per gli interventi se scoppia una sommossa non si sa come muoversi per non andare contro la legge. Non serve solo il garante dei detenuti ma anche quello della polizia penitenziaria"

Vito Di Paolo dice sconfortato: "Noi agenti siamo sempre in secondo piano.  Ci fa piacere il sostegno perché noi ne abbiamo più bisogno di altri, siamo trattati come figli di un Dio minore"

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