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Cultura e tempo libero | 17 luglio 2023, 16:30

“Una casa da portare sempre con me”: Andrea Bosca e Teatro degli Acerbi ieri sera in scena a Canelli

Nell’Anfiteatro Moncalvina la materia letteraria di Pavese, poderosa e sensoriale, ha stregato il pubblico con lo spettacolo “Cesare, la luna e la vigna”

“Una casa da portare sempre con me”: Andrea Bosca e Teatro degli Acerbi ieri sera in scena a Canelli

Al crepuscolo, nell’erba, il set teatrale allestito attende gli attori. Le scalinate dell’anfiteatro artificiale alla Moncalvina sono stipate di persone. Zanzare e religioso silenzio, scappa un applauso durante l’ultimo momento di prova. Il pubblico non vede l’ora, le autorità presenti in prima fila.

Comincia così la serata speciale di ieri, una festa corale per il 9° compleanno del riconoscimento Unesco a Langhe, Monferrato e Roero. La linea collinosa dell’orizzonte che diventa tutt’uno con lo spettacolo in scena, la scenografia che serviva.

Massimo Barbero, fondatore del Teatro degli Acerbi, saluta con gioia la platea e introduce lo spettacolo che, in questa occasione particolare, officerà un rito d’amore verso il territorio, con le parole vergate dal suo scrittore più tormentato.

Dopo, l’intervento del sindaco di Canelli Paolo Lanzavecchia, e della consigliera della Provincia di Asti e presidente del Consiglio Comunale Angelica Corino: anticipano che questa sarà solo un’anteprima, un assaggio, del calendario di eventi che nel 2024 celebrerà il compleanno a cifra tonda, il 10°, del riconoscimento Unesco per le nostre terre. Ci sono tanti semi di Canelli sparsi per il territorio, anche lontani: l’intento, a partire da qui, sarà quello di rendere la città un punto riferimento nel panorama culturale contemporaneo, di raccontarne la bellezza e la grande ricchezza storica.

Giovanna Quaglia, presidente dell’associazione Paesaggi Vitivinicoli, strappa ad Andrea Bosca la promessa di diventare testimonial ufficiale per le celebrazioni diffuse del prossimo anno, presto su questi schermi.

Infine Matteo Negrin, direttore di Piemonte dal Vivo, che supporta Teatro degli Acerbi e ha reso possibile la realizzazione dell’evento, in stretta collaborazione con il Comune di Canelli: un dialogo che proseguirà a lungo.

In scena Elena Romano, Andrea Bosca, Fabio Fassio e Federico Gheduzzi. Al piano Paola Tomalino. Ne esce una rappresentazione in sette atti, densa, inquietante, piena di personaggi obliqui, di miseria di campagna e miseria di città, durante la guerra e nel dopoguerra. I brani sono tratti da Lavorare Stanca, Dialoghi con Leucò, Paesi tuoi, La casa in collina, La luna e i falò: una raccolta di memorie sbiadite ed emozioni lontane, alla ricerca di un’origine e di un’identità radicata. Ogni atto è frammentato dalla voce di Paola Tomalino e dal suono antico dei classici di Conte, Tenco, De André e Zucchero.

È una sera senza luna, ironia della sorte, ma non importa, lo spettacolo scorre via veloce, aspro e poetico: come Cesare Pavese, come la terra di Langa.

Non importa quanto sarò lontano, il mio paese è una casa da portare sempre con me, nel mondo, quando sono solo”, il ringraziamento emozionato di Andrea Bosca al pubblico, che non smette più di applaudire.

Buon compleanno Unesco!


Valeria Guglielmi

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