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Attualità | 23 febbraio 2024, 18:46

Zhao Zhijun: "La Cina può innamorarsi del made in Asti: bisogna comunicare di più le vostre bellezze"

Il presidente del Consiglio di Amministrazione della Way Assauto è stato nominato "ambasciatore delle eccellenze astigiane". Entro fine anno la prima delegazione di imprenditori cinesi in visita in città

Il momento del conferimento del titolo a Zhao Zhijn

Il momento del conferimento del titolo a Zhao Zhijn

Alcuni giorni fa, la Giunta Comunale di Asti ha conferito a Zhao Zhijun il titolo di "ambasciatore delle eccellenze astigiane".

Zhao Zhijn, originario di Nanjang ma quasi astigiano di "adozione" è attualmente presidente e direttore generale della Nanyang Cijan Auto Shock Absorbers Co. Ltd., presidente della società italiana Way Assauto, vice presidente della Federazione dell’Industria e del Commercio della provincia di Henan e vice presidente della Federazione dell’Industria e del Commercio della città di Nanyang.

Nel 2011, la Nanyang Cijan Auto Shock Absorbers Co. Ltd. ha acquisito la storica azienda astigiana Way Assauto, di cui Zhao Zhijun è presidente del consiglio di amministrazione. E proprio nella sede della Way Assauto, lo abbiamo raggiunto per alcune dichiarazioni in merito alla sua recente nomina.

Mr Zhao, innanzitutto complimenti per la nomina. Come intende portare avanti questo ruolo di "ponte" tra Asti e la Cina?

Prima di tutto ringrazio il Comune e gli astigiani: sono felice e onorato di aver ricevuto questo titolo. Appena nominato, ho subito telefonato all'Unione Industriale di Nanyang: il direttore è stato molto contento per questa ennesima opportunità di promozione e scambio economico tra le nostre realtà.

La mia azione si focalizzerà sulla ricerca di investitori cinesi nella città di Nanyang e nella provincia di Henan. Almeno una volta ogni due anni visiteremo Asti con una delegazione di imprenditori cinesi e troveremo occasione di investire nelle sue eccellenze. Ovviamente non saranno visite turistiche: lavoreremo in stretto contatto con gli imprenditori astigiani e chiederemo loro in quali settori hanno particolare interesse, per fare visite mirate alla città.

Inoltre, con l'Unione Industriale di Asti, visiteremo periodicamente la provincia di Henan e stringeremo un accordo di cooperazione con le analoghe istituzioni in loco. Dobbiamo però prima fissare, insieme al tessuto economico astigiano, gli obiettivi, in modo da trovare una strategia efficace.

Il lavoro dovrà essere di scambio reciproco, sia per quanto riguarda gli investimenti cinesi ad Asti che quelli astigiani nell'Henan. Già entro la fine dell'anno una delegazione di imprenditori cinesi visiterà Asti.  

Il suo ruolo non sarà solo economico ma anche culturale

Certo. Asti è una città di grande cultura con manifestazioni bellissime, come il Palio, la Douja e le Sagre. Queste possono essere occasioni per portare il turismo cinese ad Asti. Anche Nanyang è famosa per la festa delle rose: ogni anno mandiamo una lettera di invito al Comune.

Dal suo punto di vista, quali sono le cose sui cui Asti dovrebbe investire maggiormente?

Il punto di forza del territorio è sicuramente il vino. Noi, come azienda, lavoriamo anche nel settore metalmeccanico, dove ormai abbiamo sviluppato un know how di altissimo livello.

Ultimo elemento sui cui insistere è il turismo: l'Astigiano ha un paesaggio bellissimo. Dove si potrebbe fare di più, secondo me, è negli investimenti in pubblicità e comunicazione, sia nel settore del vino che in quello turistico. Bisogna aumentare gli sforzi per far conoscere Asti in Cina.

Grazie al sindaco Maurizio Rasero, nella città di Nanyang (dieci milioni di abitanti, cento considerando la provincia di Henan ndr), tutti sanno che Asti è una città bellissima: se solo un 10% degli abitanti di Nanyang decidesse di visitare la città, arriverebbero ad Asti un milione di turisti.  

Cosa potrebbe dare Asti in più rispetto a Venezia o Roma, città già conosciute in tutto il mondo?

E' vero quello che dice, ma il turismo di alto livello non vuole andare nelle metropoli dove c'è troppo caos. Piuttosto si concentra nelle piccole città per assaporare la vera cultura e i bellissimi paesaggi. Tutti elementi che l'Astigiano possiede.

E' una tendenza che si è sviluppata anche in Cina dopo il Covid: le mete non sono più Pechino o Shanghai, ma i piccoli centri per rilassarsi. Asti ha eccellenze straordinarie come il Palio, che è una festa unica al mondo, oppure la possibilità di effettuare degustazioni di vino in cantine storiche.

Per fare questo, dobbiamo appoggiarci alle agenzie di viaggio e agli enti turismo cinesi: dovremo lavorare per sponsorizzare Asti e il suo territorio a Nanyang, magari organizzando un'uscita con gli sbandieratori per promuovere le vostre antiche tradizioni.

Tutta la struttura, però, deve essere pronta per l'accoglienza: questo sia per il Palio, sia per le cantine dove si fanno le degustazioni che per i tanti castelli del vostro territorio. Ci devono essere strutture ricettive all'altezza, con personale formato che sappia dare il giusto servizio per questo tipo di richiesta turistica. 

La lingua può essere una barriera? Potrebbe essere utile una pubblicazione in cinese sulle bellezze del territorio astigiano?

Sì, la lingua è una barriera, ma in ogni caso tutti i gruppi di turisti che arrivano dalla Cina sono accompagnati da un interprete. Sono d'accordo con lei, una pubblicazione in cinese potrebbe essere molto utile.

Ringraziamo Mr Zhao e Claudio, il suo collaboratore, che ci ha tradotto domande e risposte. Con una promessa da parte sua: "Sto studiando la vostra lingua, la prossima intervista potremo farla in italiano". 

Alessandro Franco

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