Un dialogo tra passato e futuro per comprendere come un'istituzione culturale possa trasformarsi e diventare un modello di successo. Sarà questo il cuore della conferenza “Fare futuro con il passato - Il caso del Museo Egizio”, che vedrà protagonista ad Asti Evelina Christillin, presidente della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino. L'appuntamento è fissato per giovedì 16 ottobre alle 18, nella suggestiva cornice della Galleria Europa dell'hub culturale MEMORIAFUTURA, in piazza San Martino 11.
L'iniziativa, a ingresso libero e gratuito, è promossa dalla Fondazione Giovanni Goria e segna un momento importante: la ripresa del ciclo “Lezione Goria”. Un format prestigioso che, negli anni passati, ha visto la partecipazione di figure di primo piano del panorama politico e sociale italiano, come Giuseppe De Rita, Giuliano Amato ed Enrico Letta. La scelta del tema e dell'ospite è in piena sintonia con la missione dell'hub culturale, uno spazio condiviso da oltre dieci realtà che mira a unire memoria e progettualità.

Durante l'incontro, Evelina Christillin porterà la sua preziosa testimonianza, raccontando il percorso che ha portato alla profonda trasformazione del Museo Egizio. Un'esperienza che l'ha vista protagonista nel rinnovare l'organizzazione, l'immagine e il ruolo di una delle più importanti istituzioni culturali italiane, partendo dalla sua precedente carriera come dirigente sportiva ai massimi livelli.
Chi è Evelina Christillin
Nata a Torino nel 1955, Evelina Christillin è una figura poliedrica nel panorama dirigenziale italiano. Laureata in Storia e Demografia Storica presso l'Università degli Studi di Torino, ha costruito una carriera che spazia dal mondo aziendale a quello pubblico e sportivo, ricoprendo sempre ruoli di grande responsabilità.
La sua notorietà è legata a un impegno costante nella promozione culturale e sportiva. Prima di approdare alla presidenza della Fondazione Museo delle Antichità Egizie, ha ricoperto incarichi di vertice che hanno consolidato la sua fama di manager capace e visionaria. La sua guida ha permesso al museo torinese non solo di consolidare il suo prestigio scientifico, ma anche di aprirsi a un nuovo pubblico e a nuove sfide, diventando un esempio virtuoso a livello internazionale.














