Oltre un milione di euro trattenuto impropriamente dalle buste paga di migliaia di operatori sanitari piemontesi. È la denuncia del NurSind Piemonte, che punta il dito contro la gestione degli arretrati dell'indennità di Pronto Soccorso, assoggettati a tassazione ordinaria anziché a tassazione separata.
Secondo il sindacato, nonostante il Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR) preveda un regime fiscale specifico per gli arretrati, la Direzione regionale Sanità avrebbe fornito un'interpretazione differente, poi recepita dalle Aziende sanitarie piemontesi. Una scelta che, secondo il NurSind, ha comportato un danno economico per migliaia di operatori dell'emergenza-urgenza.
Il sindacato spiega di aver inviato note di chiarimento e diffide alle aziende, senza ottenere un cambio di rotta. Nel frattempo, un interpello dell'Agenzia delle Entrate avrebbe confermato la correttezza della tassazione separata, rafforzando la posizione sostenuta dal NurSind.
L'organizzazione stima che le trattenute indebite ammontino complessivamente a oltre un milione di euro, con una perdita compresa tra 300 e 700 euro per ciascun lavoratore interessato, oltre ai possibili effetti sul calcolo del reddito complessivo.
Il NurSind chiede ora alle ASL e alle Aziende ospedaliere piemontesi di procedere rapidamente al ricalcolo delle posizioni fiscali e alla restituzione delle somme trattenute. In caso contrario, il sindacato è pronto a proseguire con le azioni legali già predisposte.
Una linea condivisa anche dalla segreteria territoriale astigiana. "Se a breve non verranno rimborsati i colleghi del Pronto soccorso per le tasse versate in più, anche il NurSind Asti è pronto ad avviare le vertenze", afferma il segretario provinciale Gabriele Montana, annunciando che il sindacato seguirà l'indirizzo già tracciato dalla struttura regionale.














