Giulia Carluccio, presidente della Fondazione Centro Studi Alfieriani, già pro rettrice dell'Università di Torino – dove insegna cinema, fotografia, televisione e media – e attuale vicepresidente di Film Commission Torino Piemonte, è stata ospite martedì della serata conviviale del Rotary Club Asti, tenutasi al ristorante Ca' Vittoria di Tigliole. Qui ha tenuto una conferenza dal titolo “Vittorio Alfieri, spirito libertario e avventuroso. Un esempio per i nostri giovani?”. Accompagnata dalla direttrice della Fondazione, Carla Forno, la professoressa Carluccio ha tratteggiato un ritratto “dal volto umano” del più illustre astigiano, privo di ogni retorica e incentrato soprattutto sulla sua gioventù irrequieta.
Un ritratto senza retorica
"Alfieri non fu affatto un modello di equilibrio", ha esordito la relatrice, "fu impaziente, orgoglioso, contraddittorio, spesso eccessivo – ha proseguito – ma proprio per questo può ancora parlarci". Il grande trageda ebbe la fortuna di nascere privilegiato – ha sottolineato Carluccio – di famiglia nobile e benestante, ma ha al tempo stesso mostrato di saper rinunciare a molti segni distintivi del suo status, ad iniziare dalle proprietà immobiliari, per non sentirsi vassallo di alcun re e poter manifestare liberamente le proprie opinioni. "Sì, Alfieri può essere un esempio per i giovani - ha concluso la presidente - perché seppe trasformare la sua irrequietezza in ricerca, il privilegio in responsabilità, la scarsa educazione giovanile in desiderio continuo di apprendimento e formazione".
L'auspicio di un film
Grande esperta di cinema e conoscitrice dei suoi meccanismi, la relatrice ha infine reso nota una speranza a cui sta lavorando: quella di vedere presto Vittorio Alfieri e la sua avventurosissima esistenza immortalata su grande e piccolo schermo, evento che darebbe un indubbio risalto anche alla città di Asti. A fine serata il presidente del Rotary, Franco Calcagno, ha omaggiato Giulia Carluccio del gagliardetto del club e di una magnum di vino astigiano. .














