Marco Paolini inaugura la Stagione teatrale di Asti, realizzata dal Comune di Asti in collaborazione con la Fondazione Piemonte dal Vivo. Studio per un nuovo spettacolo – Dov’è il Po?, secondo capitolo “work in progress” del trittico Atlante delle Rive, approda al Teatro Alfieri il 16 ottobre con una data speciale fuori abbonamento; i biglietti sono disponibili sia al botteghino che online su bigliettoveloce.it.
Il progetto prosegue l’esplorazione iniziata con Atlante delle Rive, attraverso i fiumi intesi come veri e propri archivi delle trasformazioni umane. Un racconto nel quale geografia, storia e memoria collettiva si intrecciano per osservare il cambiamento del territorio e delle comunità che lo abitano.
«Atlante delle Rive mette insieme teatro, scienza, tecnica e cittadinanza», spiega Paolini. «Non ha l'ambizione di risolvere i problemi dell'acqua, ma di raccontarli. Vuole creare connessioni, far nascere e crescere la voglia di prendersi cura dei nostri fiumi. Il nostro è un cast di cittadinanza: artisti, giornalisti, divulgatori, tecnici degli acquedotti, consorzi di bonifica, esperti di biodiversità e della qualità delle acque. Ognuno possiede un tassello prezioso di conoscenza e il nostro compito è costruire collegamenti tra saperi».
Appassionato di mappe e viaggi, Paolini costruisce i suoi racconti attraverso uno sguardo attento al paesaggio, alla sua storia e alle sue trasformazioni. Autore di narrazioni di forte impatto civile, capaci di intrecciare memoria collettiva e storia, in questa seconda tappa del trittico teatrale Atlante delle Rive, Paolini continua a esplorare il rapporto tra comunità e ambiente, raccontando i fiumi come archivi delle trasformazioni umane. Partendo dal fiume più lungo d’Italia e dal suo bacino - il territorio in cui confluiscono tutte le acque dirette verso il fiume - lo spettacolo invita a scoprire non solo dove sia il Po, ma anche quale sia il nostro posto nel suo paesaggio.
«Per secoli i fiumi sono stati le nostre principali vie di comunicazione. I commerci viaggiavano sull'acqua. Poi sono arrivati le ferrovie, l'asfalto, i camion e abbiamo smesso di considerare strategici i fiumi. La modernità ha puntato sulle strade e il nostro sguardo si è allontanato dall'acqua. Per decenni il problema è sembrato soltanto quello di difendersi dalle piene, alzare gli argini e controllare i corsi d'acqua. Oggi scopriamo che il clima sta cambiando più velocemente delle nostre certezze e che dobbiamo tornare a ragionare in termini di bacini e non soltanto di confini amministrativi».
La Stagione del Teatro Alfieri di Asti prosegue fino ad aprile 2027 con un ricco cartellone che spazia tra prosa contemporanea, musica, danza e formati ibridi. Il programma completo è disponibile sul sito della Fondazione Piemonte dal Vivo.
















