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Cultura | 21 marzo 2019, 16:00

A tu per tu con Manuela Caracciolo: un'anima profonda, come il suo ultimo capolavoro, Tutto ciò che il paradiso permette

Confessioni, esperienze ed emozioni, per un talento umile e dolce. Domani la presentazione del libro, edito da Cairo Editore, vincitore del premio Zanibelli 2018

Manuela Caracciolo: ph Roberto Signorini

Manuela Caracciolo: ph Roberto Signorini

Abbiamo fatto due chiacchiere con la nostra amica e giornalista Manuela Caracciolo, per farci raccontare i dettagli della sua esperienza da scrittrice e i suoi ultimi traguardi raggiunti. Tra questi figura la sua ultima pubblicazione, Tutto ciò che il paradiso permette (Cairo Editore). Il nuovo romanzo- con il quale Manuela Caracciolo ha vinto il premio Zanibelli 2018 per la letteratura inedita- sarà presentato domani, venerdì, alle 18 presso la Sala Gianni Basso del Teatro Alfieri di Asti. Ad introdurre la presentazione l'assessore alla Cultura Gianfranco Imerito e il giornalista Massimo Cotto. Ingresso libero. 

Cosa significa per te scrivere? Scoperta o eredità di famiglia?

"Esigenza. Scrivo per legittima difesa! In realtà come tutti quelli che amano scrivere ho potuto apprezzare fin da piccola la ricchezza della lettura, l'immaginare, l'immedesimarsi, lo scoprire nuovi mondi…Come ne La storia infinita. E ho sempre pensato che chi come i musicisti, i registi, gli artisti in generale avessero il potere di portarti in un altro mondo e possedessero un potere meraviglioso. Per questo ho iniziato a scrivere, per poter raccontare ciò che immaginavo, sognavo, per far sentire il lettore parte del viaggio della narrazione, per regalargli dei compagni di viaggio".

Tutto ciò che il paradiso permette: un titolo evocativo, per un romanzo ambientato negli anni Novanta tra Dublino e la Costa Azzurra. Come mai queste scelte?

"Le scelte dei luoghi si sono sposate da subito con la trama. Questo romanzo ha origini molto…antiche. Avevo 13 anni, volevo fare la scrittrice, erano gli anni 90 e amavo pazzamente gli u2. (E li amo tuttora!) Ero tornata da poco dall’Irlanda, la loro terra ed ero rimasta affascinata sia dai paesaggi che dalla gente, dai colori, dal carattere di un popolo che si stava risollevando dopo anni di carestia e guerra, che però non smetteva di lottare e creare e fare musica ad ogni angolo di strada. Un luogo perfetto per la rivoluzione, anche personale. Nizza invece è un luogo dove ho trascorso momenti molto romantici, ha un fascino particolare con quell'aria un po' snob e raffinata, ma in cui ci si può rifugiare tra le sue vie che portano al mare, nelle botteghe e tra le bancarelle del mercato antico….una sorta di mondo segreto, diciamo. Poi, nel romanzo ci sono anche altri luoghi…ma non voglio svelare nulla!".  

Harrie e Paul sono i due protagonisti della storia d’amore che racconti. Ci sono riferimenti autobiografici, almeno in parte?

"In ogni personaggio che lo scrittore crea c'è qualcosa di personale e intimo. Non necessariamente autobiografico, ma sicuramente ognuno riceve il dna del proprio creatore e occorre poi lasciare che questo si evolva naturalmente, lasciando che cresca e parli, che dedica per sé, come se fosse un figlio. Certo, Harrie è simile all'adolescente che sono stata, che forse siamo stati in tanti. Sognatrice, ossessionata, insicura, innamorata dei concetti astratti ma anche coraggiosa e istintiva…e forse in questo sono rimasta simile a lei".

Che differenze si possono trovare tra il tuo primo romanzo – Quella notte a Merciful Street- e questo?

"Prima di tutto la struttura narrativa. Non c’è una storia corale come nel primo, dove i personaggi erano costretti da situazioni esterne a interagire in un luogo preciso e confrontarsi tra loro, con se stessi e soprattutto con forze soprannaturali che ne guidavano il destino. Questo ultimo romanzo tenta di avere agganci reali, anche storici e scientifici documentati ma la profondità in cui scendo nei meandri dell'animo umano è la stessa, perché voglio che ogni storia coinvolga il lettore come se fosse lui in prima persona ad agire, pensare, parlare….insomma, cerco di scrivere ciò che vorrei leggere. Certo, anche l'esercizio quotidiano nella scrittura aiuta, si spera, ad evolversi, infatti so che se dovessi riscrivere entrambi da capo lo farei in maniera diversa ma questo è il gioco, no?".  

Tutto ciò che il paradiso permette è il frutto della sinergia con Cairo Editore: cosa rappresenta per te?

"Era l'occasione che cercavo da sempre: pubblicare con una grande casa editrice, essere sostenuta nella promozione, nell'editing, poter partecipare a festival e presentazioni. Insomma, poter davvero convincermi che questa è la strada per me anche se so che dovrò spenderli al massimo. Scrivere oggi non e solo mettere insieme una buona storia, ma adoperarsi per farla conoscere, per incuriosire le persone a entrare nel tuo mondo. Il team di Cairo mi ha fatta sentire davvero tra amici, con tutta la professionalità e la disponibilità tipica di chi ama il proprio lavoro, Marco Garavaglia (amministratore delegato di Rcs) in primis". 

Cosa significa per te aver vinto il Premio Zanibelli 2018 per la narrativa inedita?

"Un'emozione inaspettata. Soprattutto perché ci ho partecipato senza alcuna aspettativa. E poi…quella telefonata che mi annunciava di aver vinto, a 5 giorni dal mio viaggio programmato per New York, il mio secondo amore dopo la scrittura. In 24 ore ho dovuto annullare volo, appartamento e organizzarmi per andare a Roma, a Palazzo Farnese all’ambasciata francese alla presenza di ministri della sanità e della cultura…insomma una baraonda fino a quando non ho realizzato che quel premio significava appunto anche la pubblicazione con Cairo editore! Insomma, un sogno dentro il sogno!". 

Progetti futuri? Cosa bolle in pentola?

"Ovviamente impegnarmi al massimo per promuovere questo libro. Chi scrive al giorno d'oggi sa già che la promozione è alla base del buon esito di un romanzo. Non basta scrivere e ritirarsi, un libro ha bisogno di essere raccontato, veicolato con tutti i mezzi che ora abbiamo a disposizione, dai social, alla fotografia, agli eventi di presentazione. Insomma, diventare comunicatori del proprio lavoro. Il che non è per niente facile, soprattutto se si ha un carattere timido e schivo come il mio. È molto più facile parlare degli altri che di se stessi e questo spiega la mia agitazione ogni volta che devo presentare ciò che più mi appassiona.. insomma, in questo caso Paul, che è una rock star, potrebbe insegnarmi qualcosa ! Tornando alla domanda ho già creato le schede personaggio per un nuovo romanzo ma vorrei più tempo e calma per poter buttare giù la storia. Non riesco a non scrivere, è più forte di me …". 

Un assaggio di Tutto ciò che il paradiso permette

Harrie, un'adolescente con grandi occhi blu e capelli rossi, vive in un mondo tutto suo fatto di sogni, favole, film e tanti interrogativi su una madre mai conosciuta. Paul, instabile e annoiato frontman dei Purple River, uno dei gruppi musicali del momento, si ritrova a fare i conti con il prezzo della celebrità tanto inseguita, che sfregia la sua giovane vita. Il loro incontro avviene per caso o per volere del destino: da quel momento i loro cuori esplodono "come stelle nella notte" e spontaneo nasce il desiderio di fuggire insieme a Nizza, città sdraiata sul mare, tanto luminosa ed elegante da sembrare il paradiso.

Tutti li cercano: Emma, la zia di Harrie che l’ha cresciuta dopo la scomparsa della madre; Samuel, il manager della band, che tenta in ogni modo di proteggere il gruppo da scandali e danni d’immagine, e Cordelia, affermata giornalista dal passato segreto, sempre a caccia di gossip sulle rockstar. Tutto ciò che il paradiso permette è la storia di una passione travolgente come solo può esserlo il primo amore. E sullo sfondo gli anni Novanta, Dublino, la Costa Azzurra, e l'ombra di una malattia subdola che si insinua nel tessuto del racconto come io narrante: una protagonista sommessa che presto alzerà la voce.

Chi è Manuela Caracciolo 

Manuela Caracciolo è nata ad Asti. Dal 2007 scrive per giornali locali e per alcune testate americane come La Voce di New York e America24 (del Gruppo Il Sole 24 Ore). Cura la comunicazione di alcune realtà nell’ambito della cultura e dell’enogastronomia. Autrice di racconti e poesie, ha pubblicato nel 2017 il romanzo Quella notte a Merciful Street (Trenta Editore). Tutto ciò che il paradiso permette ha vinto il Premio Zanibelli 2018 per la narrativa inedita.

Elisabetta Testa

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