/ Al Direttore

Che tempo fa

Cerca nel web

Al Direttore | 15 aprile 2019, 07:45

Caos in Libia? Occhio alla Francia

Riceviamo e pubblichiamo un'analisi di Giovanni Boccia, presidente del Consiglio comunale di Asti, relativa le cause della grave crisi libica

Caos in Libia? Occhio alla Francia

Chi c'è dietro alla crisi libica? La Francia! Nel 2011 chi ha attaccato la Libia senza nemmeno attendere il formale ok dell'ONU? La Francia! Chi c'è attualmente dietro il generale Haftar? La Francia. Chi ha sottoscritto il riconoscimento di Al Serraj? La Francia. Chi ha interessi in Libia pari a quelli italiani? La Francia. Chi ha interesse a tenere la Libia nel caos (mantenendo però le frontiere ed i porti ben chiusi)? La Francia.

Lo scopo è quello indiretto di destabilizzare l'Italia (troppo debole sullo scenario internazionale) sia politicamente ma soprattutto economicamente. La classe politica italiana (e sia ben chiaro...non alludo solo all'attuale governo) è talmente poco credibile, assente e per niente incisiva che, i cugini d'oltralpe, criticano ad esempio, il nostro misero accordo con la Cina ma ne firmano uno con Xi Ji Ping (48 ore dopo), di ben 30 miliardi, per l'acquisto di aerei.

Da anni (cercate in internet le varie lettere da me scritte) sostengo che l'immigrazione africana ha, come concausa, soprattutto il depauperamento delle risorse da parte dei francesi. Non ci credete? Basta cercare in rete. Niger, Cameroun, Togo, Gabon, Guinea, Mali, Burkina Faso e compagnia bella, sono pedine del disegno francese ben più complesso depredandoli di tutto e scaricandone le conseguenze, tramite l'immigrazione di massa, sulla sola Italia.

Purtroppo i barconi non partivano più dal porto di Tripoli come gli anni addietro ed allora ecco il colpo di genio di Macron, quale miglior arma se non far litigare i libici tra di loro (dividi et impera), con l'unica prossima conseguenza di un'ennesima invasione sulle nostre coste ed i francesi pronti a vantare d'essere stati, poi, gli unici ad essere capaci di mediare. Poi....loro faranno gli accordi commerciali e l'Italia litigherà sull'accoglienza.

Non ci credete? Aspettate qualche settimana.

Al direttore

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium