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Cultura | 08 maggio 2019, 19:48

L'Ultimo giorno di sole di Faletti commuove New York (FOTOGALLERY)

Calore e partecipazione per lo spettacolo ideato e scritto da Giorgio Faletti, interpretato da Chiara Buratti

Chiara Buratti

Chiara Buratti

L’istituto di cultura italiana di New York, Casa Zerilli- Marimo' ieri sera ha accolto con calore e partecipazione il ritorno di un ospite che già alcune volte aveva portato la forza della sua personalità e della sua scrittura al pubblico italo americano. L' ultimo giorno di sole , lo spettacolo ideato e scritto da Giorgio Faletti e interpretato da Chiara Buratti ha incantato i presenti che già conoscevano il poliedrico artista soprattutto per i successi letterari.

Selezionata al concorso per performance teatrali dell’associazione culturale New York Inscena, presieduta da Laura Caparotti , la storia di Linda e i suoi ricordi, è interpretata con tutta la forza attoriale di chiara buratti, in crescita costante di efficacia ad ogni performance nel vestire i panni del, ultima donna sulla terra. Roberta Bellesini Faletti, visibilmente emozionata, affiancata dal direttore dell’istituto Stefano Albertini, ha introdotto la performance :”Siamo molto grati di poter tornare in questo luogo che ha accolto Giorgio alcuni anni fa con tanto calore. Questo spettacolo racchiude tutta l ultima parte della sua vita, dove ha voluto cucire insieme tutte le attività creative, dalla composizione musicale, alla scrittura dei testi delle canzoni e del monologo. Avrebbe voluto curare anche la regia ma il tempo non glielo ha permesso e Fausto Brizzi ha portato avanti questo compito e che ha diretto Chiara Buratti , l'interprete che Giorgio stesso ha scelto per cucire scosso questo spettacolo”.

Un ruolo complesso, sfaccettato, intensissimo, come solo il grande cantautore poteva ideare, sottolineate da canzoni composte ad hoc da Faletti nel 2013 portato avanti in 4 anni di repliche in ogni parte d’Italia con padronanza della parte, che si è evoluta nel tempo,creando un connubio armonico con il personaggio. Anche le musiche hanno dato maggiore pathos alla scena e le trovate sceniche dello scenografo Francesco Fassone hanno comunque e ben reso l ambientazione della storia, una città abbandonata da uomini in fuga perché la salvezza dall’esplosione solare prevista di lì a poche ore. Linda guida lo spettatore come un cicerone tra le vie deserte del suo paese, dove è nata,cresciuta, ha amato, è stata amata, ha tradito,ha riso e sofferto ,ripercorrendo i ricordi come le dita sui tasti di un pianoforte, attraverso personaggi ironici, ma veri,umani,come è la stessa protagonista che incarna le debolezze, i rimpianti, le paure ma anche il grande coraggio di porsi l eterna domanda : qualità vita sarà la mia?

Una questione che trova la sua risposta, un attimo prima che arrivi il sole. E nello sguardo inumidito di chi esce dall'istituto di Cultura italiana si legge la commozione nel ricordare Giorgio Faletti e nel comprendere ancora meglio, attraverso questo spettacolo, la profondità dell'animo umano, in perenne ricerca di salvezza e di speranza.

Manuela Caracciolo

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