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Cultura e tempo libero | 14 marzo 2020, 10:55

Una lettura al giorno, fino al 3 aprile, per ‘spendere bene’ le ore passate a casa

Secondo consiglio “La ragazza con la macchina da scrivere” di Desy Icardi

Una lettura al giorno, fino al 3 aprile, per ‘spendere bene’ le ore passate a casa

Nome: Dalia Bonaventura

Professione: dattilografa

Segni particolari: la vedrete sempre con la sua Olivetti Mp1 rossa.

 

Sono questi i dati essenziali per addentrarvi nella lettura del romanzo “La ragazza con la macchina da scrivere” di Desy Icardi. Il mio secondo consiglio letterario per questi giorni passati a casa è il libro edito da Fazi Editore, che sarà divorato in pochi giorni da ogni amante delle letteratura. Il libro consta 366 pagine e si legge tranquillamente in un lasso di tempo breve grazie all'originale meccanismo narrativo - scoprirete una particolare divisione in capitoli - che rende la scrittura scorrevole ed efficace. L’autrice torinese, Desy Icardi è già nota per il grande successo “L’annusatrice di libri”. Se nel primo libro era l’olfatto il protagonista principale, questa volta Icardi mette in primo piano il tatto. È proprio quest’ultimo che aiuta a rievocare la nostra memoria attraverso il tocco degli oggetti; solo toccandoli possiamo richiamare ricordi, emozioni e sensazioni, ricordi sbiaditi e pensieri nascosti. L’autrice si muove abilmente fra piani temporali diversi alternando passato e presente. Il risultato è una narrazione agile, fluida e fruibile in cui la vera protagonista, la macchina da scrivere, diventa l’anello di congiunzione fra il passato e il presente.

 

La descrizione del volume tratta dal sito di Fazi Editore:

Cosa ricordano le dita? Se la memoria scompare, possono gli oggetti aiutare a ritrovare i ricordi?

Sin da ragazza, Dalia ha lavorato come dattilografa, attraversando il ventesimo secolo sempre accompagnata dalla sua macchina da scrivere portatile, una Olivetti MP1 rossa.

Negli anni Novanta, ormai anziana, la donna viene colpita da un ictus che, pur non rivelandosi letale, offusca parte della sua memoria. I ricordi di Dalia tuttavia non si sono dissolti, essi sopravvivono nella memoria tattile dei suoi polpastrelli, dai quali possono essere liberati solamente nel contatto con i tasti della Olivetti rossa. Attraverso la macchina da scrivere, Dalia ripercorre così la propria esistenza: gli amori, i dispiaceri e i mille espedienti attuati per sopravvivere, soprattutto durante gli anni della guerra, riemergono dal passato restituendole un’immagine di sé viva e sorprendente, la storia di una donna capace di superare decenni difficili procedendo sempre a testa alta con dignità e buonumore. Un unico, importante ricordo, però, le sfugge, ma Dalia è decisa a ritrovarlo seguendo gli indizi che il caso, o forse il destino, ha disseminato lungo il suo percorso.

La narrazione alla ricerca del ricordo perduto si arricchisce pagina dopo pagina di sensazioni e immagini legate a curiosi oggetti vintage: la protagonista del libro ritroverà la memoria anche grazie a questo tipo di indizi, che appaiono ogni volta in luoghi inaspettati, in una specie di caccia al tesoro immaginaria, tra realtà e fantasia.

Dopo L’annusatrice di libri, sul senso dell’olfatto e la lettura, un romanzo appassionante sul tatto e la scrittura, un viaggio a ritroso nella vita di una donna sulle tracce dell’unico ricordo che valeva la pena di essere conservato.”

 

Tirando le somme, “La ragazza con la macchina da scrivere”, è una lettura appassionante e appassionata, forte ed evocativa: lo strumento perfetto per trarre un sospiro di sollievo in momento storico difficile come questo. 

A domani per il terzo consiglio letterario!

Paride Candelaresi

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