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Sanità | 28 luglio 2020, 18:00

Riorganizzazione ospedaliera del Piemonte: la task force verso la proroga

L'organismo guidato da Giovanni Monchiero è operativo fino al 31 luglio, con l'attuale termine dello stato di emergenza. Icardi: "C'è ancora molto lavoro da fare, opportuno rinnovare il gruppo"

Giovanni Monchiero (foto Barbara Guazzone)

Giovanni Monchiero (foto Barbara Guazzone)

La task force per la riorganizzazione ospedaliera del Piemonte non andrà in “soffitta” il 31 luglio, con l’attuale termine dello stato di emergenza, ma proseguirà la sua attività. Ad annunciarlo in Consiglio Regionale l’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi, in risposta ad un’interrogazione a risposta urgente presentata dal capogruppo regionale di “Chiamparino per il Piemonte del Si” Mario Giaccone.

L’organismo era stato creato lo scorso 30 aprile con l'inizio della Fase 2, con l’obiettivo di rivedere il sistema sanitario piemontese per permettere ai servizi di tornare alla normalità, mantenendo al contempo l’assistenza specifica per i pazienti covid-19. All’interno un gruppo di esperti, guidati da Giovanni Monchiero.

Ad oggi – ha detto Icardi, in riferimento alla possibile estensione dello stato di emergenza al 30 ottobre – siamo ancora in attesa della proroga dello stato di emergenza. La task force di Monchiero sulla riorganizzazione ospedaliera ha ancora molto lavoro da svolgere: è opportuno rinnovare questo gruppo per il periodo dell’emergenza”. “Nonostante -ha proseguito l’esponente della giunta Cirio – attualmente la situazione sia sotto controllo, si evidenzia una tendenza alla crescita di focolai di importazione, legati a persone in rientro da paesi a rischio come quelli dell’Est”. “Rispetto all’inizio dell’emergenza a marzo abbiamo un’organizzazione diversa, capace di tracciare i contatti: per l’autunno dobbiamo però tenere alta la guardia e credo dobbiamo avere strumenti per affrontare un’altra ondata. L’Unità di crisi è in stand by e può essere attivata in poche ore: penso sia opportuno il  rinnovo della task force sulla rete ospedaliera” ha concluso.

Una scelta per Giaccone "condivisibile e direi inevitabile visto l’andamento globale della pandemia e la presenza di focolai sul territorio regionale".

Cinzia Gatti

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