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Attualità | 07 agosto 2020, 17:07

Angela Quaglia sul progetto di 'Borgo bis': "Il sindaco non imbarchi la città in una soluzione priva di prospettive"

In una nota stampa, la consigliera elenca 7 punti sulla base dei quali ritiene il progetto non consono alle esigenze della città

Angela Quaglia sul progetto di 'Borgo bis': "Il sindaco non imbarchi la città in una soluzione priva di prospettive"

La ventilata proposta di creare una nuova grande superficie di vendita nella zona di corso Casale (12000 mq di vendita e 45000 mq di superficie complessiva) ha già dato il via ad una petizione che sta raccogliendo molte firme.

Per ora, a dire il vero, in Consiglio Comunale la pratica non è ancora arrivata ma l’idea è stata ventilata in Commissione Urbanistica e quindi, prima o poi, arriverà.

Proprio in questo momento, in cui le “bocce” sono ancora ferme, voglio formulare qualche considerazione e qualche domanda.

Il terreno su cui atterrerebbe il megasupermercato era stato espropriato (almeno in parte ai vivai Pregno) per costruirvi il Palazzetto dello Sport. Forse il Palazzetto ipotizzato era troppo grande per la città (e lo si poteva ridimensionare) ma certamente la collocazione era più idonea di quella che è stata indicata successivamente (piazza d’Armi, al Pilone). Intanto perché dove verrà costruito il Palasport lo spazio comincia a farsi stretto: ci sono decine di case costruite da cooperative e altre se ne costruiranno, non ci sono le strade ampie e sufficienti a consentire un afflusso e un deflusso ordinato, non c’è una sufficiente area di parcheggio.

L’idea, però, che al posto del Palasport ci si possa costruire un Supermercato lascia di stucco.

Intanto perché l’attuale Amministrazione aveva garantito in campagna elettorale che non avrebbe consentito un metro quadro in più di grande distribuzione.

E gli impegni sono impegni… il resto sono promesse da marinaio! (come quella dello smantellamento del campo nomadi).

Ma le ragioni sono anche altre. Proverò ad elencarle sperando in una risposta quando se ne parlerà in Consiglio Comunale:

  1. Davvero Asti ha bisogno di una nuova struttura commerciale? A chi serve? Le strutture di vendita non mancano: da quelle più grandi a quelle intermedie, fino ai piccoli supermercati sotto casa che tanto sono stati utili in questi mesi e che lo sono tutti i giorni, specialmente per le persone anziane.

  2. Che ne sarà dei negozi del centro? Già non si trovano facilmente negozi di generi alimentari per le persone che non usano la macchina e che devono fare acquisti ridotti tutti i giorni ma anche gli altri negozi, con un’ulteriore concorrenza di una piattaforma commerciale, sarebbero costretti a chiudere. E di negozi chiusi ad Asti ce ne sono anche troppi!

  3. Il terreno su cui sorgerebbe la nuova struttura commerciale era stata espropriata dal Comune per costruirvi il Palasport, un bene di pubblico interesse. Sarà anche legittimo cambiare la destinazione d’uso del terreno, farlo diventare commerciale e guadagnarci (come Comune) ma non mi sembra eticamente corretto.

  4. I terreni di proprietà del Comune non mi pare siano così ampi: chi diventerà, oltre al Comune, il beneficiario della variazione di destinazione d’uso?

  5. Abbiamo tanti immobili vuoti e degradati: perché non pensare di valorizzare qualcuno di questi senza andare ad occupare altro suolo? Gli esempi possono essere innumerevoli e li abbiamo più volte indicati.

  6. Non si pensa che il bacino di utenza astigiana sia più che saturo e che la “torta” degli acquisti non possa andare ad di là del nostro territorio? Ogni città ha già il suo centro commerciale e con l’avvento dell’e-commerce ce ne sarà sempre meno bisogno. Perché costruirne altri?

  7. Infine (per ora). Anche a Isola d’Asti c’è un centro commerciale ma lo si vede non così affollato passando sulla tangenziale. Vogliamo fare in modo che anche il Borgo si avvii verso il declino?

Per concludere:

A me pare che la proposta, se verrà portata in Consiglio Comunale, faccia acqua da più parti.

Consiglierei al sindaco di non imbarcarsi (e di non imbarcare la città) in una soluzione che guarda all’oggi (soldi freschi per il Comune) ma non tiene conto del futuro e che manca completamente di una visione di prospettiva, economica e sociale.

Asti ha bisogno d’altro.

Angela Quaglia - CambiAMO Asti

 

Comunicato stampa

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