/ Sanità

Sanità | 12 settembre 2020, 19:10

Si torna a scuola, tanti interrogativi, soprattutto per i più piccoli. Come distinguere un malanno di stagione dal Covid? Ne abbiamo parlato con il commissario Asl At Giovanni Messori Ioli e il pediatra Cesare Savina

34 minori, da inizio pandemia, sono risultati positivi, 8 nella fascia 0-4 anni. "Isolare i positivi - spiega il pediatra - è l’unica cosa che funziona”

Si torna a scuola, tanti interrogativi, soprattutto per i più piccoli. Come distinguere un malanno di stagione dal Covid? Ne abbiamo parlato con il commissario Asl At Giovanni Messori Ioli e il pediatra Cesare Savina

Il 14 settembre, lunedì, sarà un giorno che passerà alla storia. Nell’anno della pandemia mondiale, dopo mesi di didattica a distanza, dubbi, incertezze, lacune, proposte, riapre la scuola in presenza.

Un dibattito politico istituzionale che al centro deve mettere naturalmente la salute, senza dimenticare il futuro dei ragazzi e la loro preparazione.

Anche se certamente la situazione non è più drammatica come marzo o aprile, è certo che l’attenzione deve essere alta e le precauzioni andranno osservate con rigore.

Gli studenti vanno salvaguardati e con loro le famiglie e il vasto mondo del personale scolastico.

IMPORTANTE SEGNALARE AL PROPRIO MEDICO CASI DI FEBBRE

Come distinguere ad esempio un semplice malanno di stagione da un sospetto Covid?

Il commissario della Asl astigiana Giovanni Messori Ioli ci ha spiegato che “La sintomatologia, ora che ci avviciniamo alla stagione autunnale, sarà certamente non semplice da distinguere ed individuare da stati di raffreddamento più comuni: d'altronde ci troviamo di fronte ad una sindrome certamente più grave delle normali influenze stagionali, ma che da esse in qualche modo deriva”.

Più nello specifico il pediatra Cesare Savina, ora in pensione ma che è stato responsabile della struttura di Neonatologia-Patologia Neonatale e per 35 anni è stato pediatra di libera scelta spiega che solo il tampone può chiarire dubbi,non c’è alternativa, l’ideale sarebbero i tamponi rapidi, ma bisogna valutare i costi. I professionisti dovrebbero continuare ad usare tutte le protezioni possibili, la visiera è indispensabile, nelle famiglie potrebbero esserci persone positive, non si devono correre rischi. Importante continuare con i triage telefonici ed evitare, per i pazienti, di affollare gli studi. Isolare i positivi è l’unica cosa che funziona”.

OCCORRE ATTENERSI ALLE PRESCRIZIONI, LE SCUOLE DOVEVANO RIAPRIRE

 

Un rischio quindi riaprire le scuole? “Non possiamo certamente affermare che la riapertura delle scuole riduca i rischi di diffusione del Covid-19, spiega Messori - ma credo che nessuno di noi potesse augurarsi che continuassero ad essere chiuse. Dobbiamo tutti attenerci con attenzione alle prescrizioni e raccomandazioni di natura igienica e di comportamento, naturalmente anche famiglie, insegnanti e studenti stessi".

“Nelle scuole - continua - sono state date indicazioni specifiche circa l'uso delle mascherine: in particolare utilizzo esclusivo delle chirurgiche nei momenti di svago, all'ingresso ed all'uscita, più in generale quando i ragazzi sono in movimento e non al proprio banco. Seduti in classe, dunque, sì al distanziamento sociale e ragazzi liberi di fare lezione senza mascherina”.

TUTTI DOVREBBERO FARE IL VACCINO ANTINFLUENZALE

Il dottor Savina spiega che sarebbe importante fare a tutti il vaccino antinfluenzale: “Aiuta anche a dare indicazioni più preziose e potenzia le risposte, anzi, sembra possa aiutare nei confronti del Covid, ma questo non è verificato”.

Indubbiamente i ragazzi, dopo mesi di lontananza dalla scuola e dai loro compagni è probabile siano un po’ “frastornati”, il lockdown ha sicuramente influito sulle loro vite e sui comportamenti. “Indubbiamente, spiega il dottor Savina, ma ci deve consolare il fatto che il nostro Paese si è comportato bene e la nostra ‘chiusura’, snobbata da altri all’inizio, è stata provvidenziale. Non c’erano alternative, è stata la scelta giusta. Occorrerà tempo e pazienza”.

34 MINORI POSITIVI NELL'ASTIGIANO DA INIZIO EPIDEMIA

Dalla Asl, infine un interessante dato sui minori positivi al Covid da inizio epidemia nella nostra provincia

Nella fascia 0-4 sono 8 i piccoli positivi

5-10 anni, 7

11-14, 3

15-18, 16

Il totale quindi di minori positivi nell’Astigiano sono 34.

Betty Martinelli

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium